È un’Atalanta azzurra: da Petagna a Conti, ecco il tesoro della Dea

È un’Atalanta azzurra: da Petagna a Conti, ecco il tesoro della Dea

Squadre italiane troppo vecchie e con troppi stranieri? Probabilmente sì, ma non per tutti. Di esempi virtuosi la Serie A ce ne sta dando molti, tra questi l’Atalanta si posiziona tra le migliori. La squadra allenata da Giampiero Gasperini e plasmata dal ds Sartori è riuscita negli ultimi anni a riportare in alto il tanto osannato vivaio nerazzurro. Erano gli anni degli exploit di Montolivo e Pazzini, che dalla Primavera si ritrovavano a stupire e convincere in Serie A, ora quei tempi sembrano essere tornati, grazie al serio lavoro della società che ha puntato molto sul settore giovanile. Basta fare l’esempio di Alberto Grassi, dal 2002 nel settore giovanile dell’Atalanta. Classe 1995, Grassi è un centrocampista che ha esordito in Serie A a 19 anni al posto di Baselli (un altro ex-giovane nerazzurro). In due anni ha convinto tutti, passando lo scorso gennaio al Napoli per circa 10 milioni di euro. Un infortunio, arrivato pochi giorni dopo il suo sbarco in Campania, ne ha bloccato la crescita, relegando il giovane in panchina, poi in estate il ritorno in terra bergamasca in prestito oneroso per una stagione. Ora tocca a lui tornare quello dei primi sei mesi della passata stagione, per convincere il Napoli del grande investimento effettuato e per ambire anche alla Nazionale. Diversa storia per altri tre prospetti atalantini, provenienti sempre dal settore giovanile: stiamo parlando di Andrea Conti, Roberto Gagliardini e Mattia Caldara. Tutti e tre uniti dall’adolescenza, trascorsa sempre e solo in maglia nerazzurra, dall’età, hanno tutti e tre ventidue anni, e da una serie di prestiti in Serie B. Tutti e tre convocati da Di Biagio per la Nazionale Under 21, erano in campo dall’inizio contro il Napoli, nella vittoria per uno a zero. Uno a zero segnato, ironia della sorte, da un altro under 21 azzurro, stavolta scuola Milan, di nome Andrea Petagna. La grande capacità dell’Atalanta sta anche nel credere nei giovani prospetti italiani, Petagna è uno di questi esempi. Lanciato da Allegri nel Milan, non è riuscito ad incidere nelle squadre in cui ha giocato, fino all’arrivo ad Ascoli, dove ha segnato nella passata stagione 7 gol, contribuendo alla salvezza dei marchigiani. Acquistato dall’Atalanta per un milione più bonus, è stato lanciato subito da Gasperini. Lui ha risposto con tre gol in quattro presenze.

Un modello virtuoso con una strada tracciata. I cartellini di questi giocatori salgono partita dopo partita e fanno la fortuna di Percassi. Se l’Atalanta cercava il suo oro, in questo momento ce l’ha in casa: i suoi giovani italiani.

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