La favola di Melchiorri: dall’Eccellenza alla doppietta a San Siro contro l’Inter dopo aver sconfitto un cavernoma

La favola di Melchiorri: dall’Eccellenza alla doppietta a San Siro contro l’Inter dopo aver sconfitto un cavernoma

Il calcio è ancora in grado di scrivere delle favole. Nell’anno di gloria interista 2009/10 in cui la squadra all’epoca allenata da Mourinho centrò il leggendario Triplete, Federico Melchiorri combatteva la partita più importante della sua vita. Colpa di quella terribile malattia congenita che gli attorcigliava i vasi sanguigni del cranio e conosciuta come cavernoma alla testa. Tre mesi di cure per vincere l’avversario e guarire. Molti addetti ai lavori, però, ritenevano che Melchiorri non fosse più adatto al grande calcio. Così Federico riparte dall’Eccellenza a Tolentino e abbina al pallone gli studi universitari alla facoltà di Economia e Commercio. Nonostante la malattia l’abbia costretto a scendere addirittura in Eccellenza, Federico non si perde d’animo. Nel 2011 sale in D con la Maceratese: gol a grappoli e due anni dopo la chiamata in B da parte del Padova di Penocchio. Sette reti non bastano a evitare la retrocessione, ma gli valgono un triennale con il Pescara. Finale playoff persa contro il Bologna e trasloco in Sardegna. A Cagliari è amore a prima vista con il presidente Giulini e la tifoseria rossoblù: promozione in A anche se la sfortuna incrocia di nuovo la strada di Federico.  Lesione del crociato e altri sei mesi di stop. In estate dalla B Carpi, Cesena e Perugia lo corteggiano con insistenza, ma Giulini decide di farlo restare. Il gol vittoria contro la Samp e lo show di oggi pomeriggio a San Siro sono valsi sei punti per la squadra di Rastelli. Una doppietta (il secondo gol con le deviazioni di Murillo e Handanovic) alla Scala del calcio restano nella storia. Quella di Federico ha i contorni di una favola. Sei anni dopo l’Eccellenza è solo un ricordo: il presente si chiama Serie A. Con un sogno da coltivare e chiamato nazionale…

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