Athletic Club di Bilbao, cessioni da record negli ultimi anni senza mai tradire la filosofia basca

Athletic Club di Bilbao, cessioni da record negli ultimi anni senza mai tradire la filosofia basca

La storia di un club unico

di Antonio Servidio, @AntoServidio94

Le sessioni di calciomercato continuano a battere record di anno in anno, quest’estate è toccato al record del prezzo pagato per un portiere, con la cifra di 80 milioni versata nelle casse dell’Athletic, il Chelsea si è assicurato le prestazioni del portiere Kepa Arrizabalaga. Dietro alla cessione del portiere si può scorgere la filosofia della squadra basca che gioca con soli calciatori baschi o che comunque sono cresciuti nei settori giovanili di altre squadre basche.

L’IDENTITA’ PRIMA DEI TROFEI- L’Athletic Club di Bilbao è un caso unico nella storia del calcio. Accusato talvolta di razzismo, il club in realtà ha solo una forte identità che viene prima anche delle vittorie: pur non vantando molti trofei è un club storico, da sempre presente nella Liga insieme a Real e Barcellona. Munian, simbolo basco e tra i giocatori più rappresentativi della rosa oggi ha affermato che “solo a Bilbao è meglio arrivare secondi che vincere”.

IL “PICHICHI”- Rafael Moreno Aranzadi fu il primo idolo della tifoseria del Bilbao. Nato nel 1892 nella città “vizcaina” era il figlio del sindaco di Bilbao. Iniziò ben presto a giocare a calcio, ancor prima che venisse creata la Liga, segnò tantissimi gol con la maglia bianco rossa e divenne ben presto il simbolo della squadra. Aranzadi morì a soli 29 anni per una malattia fulminante. Venne soprannominato “Pichichi” e dai qui prende il nome la classifica marcatori della Liga, una sua statua è presente nel San Mamès, stadio dell’Athletic Club.

DA LEZAMA ALLA CONQUISTA DEL MONDO- Lezama è la famosissima cantera del Bilbao che rappresenta il sogno per ogni bambino di Bilbao che desideri giocare a calcio. Ma da Lezama c’è anche chi spicca il volo a caccia di trofei, come è successo a Fernando Llorente, Ander Herrera e Javi Martinez. Alle accuse di razzismo che qualche volta vengono mosse alla filosofia nazionalista del club, la dirigenza ha risposto con l’acquisto di giocatori come Inaki Williams, giocatore liberiano di colore punto fermo della squadra attuale. Chi, come Williams ha il doppio passaporto è Aymeric Laporte, nato ad Agen in Francia, ma con la nazionalità spagnola, dall’età di 15 anni venne acquistato dall’Athletic e fu lanciato dal “Loco” Bielsa. Qualche anno dopo ha ricambiato la fiducia con 65 milioni fatti recapitare dal City nelle casse del club che li ha reivestiti in Inigo Martinez. L’Athletic ha pagato la clausola da 32 milioni per il difensore, strappandolo ai rivali della Real Sociedad, un “tradimento” in salsa basca che ha avuto del clamoroso.

Mariann Vàzci che studia la cultura basca ha sintetizzato il principio dell’Athletic Club come “una sfida”: “vincere contro ogni pronostico”.

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