C’è chi dice no: Robben e Yaya Tourè, gli anticonformisti che rifiutano i milioni cinesi

C’è chi dice no: Robben e Yaya Tourè, gli anticonformisti che rifiutano i milioni cinesi

La Cina è la nuova isola felice del calcio moderno, ricoperta da milioni di euro di ingaggi, che hanno convinto numerosi top player in giro per l’Europa ad andare a giocare in un campionato dal livello nettamente più basso. Da Oscar a Lavezzi, da Tevez a Witsel. Questi sono solo alcuni dei giocatori che al lustro calcistico e al rilancio sportivo hanno preferito il reddito, ricoperti da ingaggi monstre. E anche le limitazioni della Federcalcio locale non stanno bloccando la ricerca disperata di campioni da portare in Super League.

C’È CHI DICE NO – Eppure nonostante tutto, come direbbe Vasco, “C’è chi dice no”. Come Arjen Robben, che nella giornata di martedì ha rifiutato un’offerta dalla Cina, preferendo prolungare il contratto di solo un anno con il suo Bayern Monaco: “Andare in Cina vuol dire chiudere la carriera”. Parole e musica di un calciatore che ha vinto tutto con la squadra bavarese e che apparentemente avrebbe più motivi di giocatori più giovani (alla Oscar) per emigrare. O come Yaya Tourè, già accostato all’Inter negli ultimi mesi, che per bocca del suo agente ha rigettato un’offerta del Jiangsu Suning (sì, proprio quel Suning dei nerazzurri). Trentuno milioni all’anno, seicentomila euro a settimana. Dei numeri clamorosi, che però, ancora per pochi, non valgono la qualità del calcio che conta. E fa piacere sapere che c’è ancora chi la pensa in questa maniera.

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