Sampaoli alla conquista dell’Europa: il discepolo di Bielsa sfida la Juve

Sampaoli alla conquista dell’Europa: il discepolo di Bielsa sfida la Juve

Un 56enne debuttante di successo sulla strada verso Cardiff della Juventus. Sarà un prima volta speciale in Champions League per Jorge Sampaoli. Uno dei santoni del calcio sudamericano è sbarcato in estate a Siviglia per sostituire Unai Emery che ha chiuso il suo ciclo in Andalusia con un tris di Europa League in bacheca. Altrettanto trionfale l’ultima esperienza in panchina del “Bielsito” che ha trionfato alla guida della nazionale cilena nelle ultime due edizioni della Copa America. Siviglia può rappresentare il trampolino di lancio per il tecnico argentino, che sognava l’approdo in Europa da vent’anni.

I MAESTRI È il 1996 quando un giovane Sampaoli, fresco di nomina alla guida delle giovanili del Newell’s, fa rotta nel Vecchio Continente per studiare dal vivo l’Ajax di Van Gaal e la Juventus di Lippi. Senza pesos nelle tasche e costretto a dormire per strada e nei parchi delle città che visitava. A stregarlo fu l’alchimia tattica olandese: quel 3-3-1-3 che divenne da subito il marchio di fabbrica di Sampaoli. Uno schema studiato in maniera ossessiva e sviluppato grazie agli insegnamenti del maestro Marcelo Bielsa. Dal Loco ha preso la predilezione per il calcio offensivo, uno show per il pubblico che non deve mai annoiarsi. Insomma, uno Zeman d’Argentina. Manifesto della mentalità di Sampaoli il 6-4 con cui il suo Siviglia ha debuttato nella Liga contro l’Espanyol. Spesso gioca con cinque calciatori offensivo: oltre ai tre attaccanti schiera, infatti, a metà campo due trequartisti puri come Nasri e Vazquez, con il solo N’Zonzi a occuparsi della fase difensiva.

L’ASCESA Uomo del popolo Sampaoli non ha paura della scomoda eredità di Emery da cancellare. Per chi era considerato una promessa del calcio sudamericano e a causa di un terribile infortunio a tibia e perone ha dovuto lasciare il calcio ad appena 18 anni, le difficoltà sono altre. Prima di approdare in panchina ha svolto altri lavori fra cui l’impiegato di banca. La consacrazione è arrivata, a cinquant’anni suonati, in Cile dopo varie esperienze in tutto il Sudamerica: dal Perù all’Ecuador, dove la FIFA nel 2010 ha incoronato il suo Emelec come la miglior squadra del mondo per gioco proposto e risultati ottenuti. Cresciuto con il mito di Evita Peron, vive di calcio 24 ore al giorno studiando gli avversari tramite un software. Ha già annullato Higuain due volte nelle finali di Coppa America, nelle quali oltre al Pipita ha ingabbiato anche un certo Leo Messi. In conferenza stampa allo J-Stadium l’allenatore non si è tirato indietro e non muterà filosofia: “Giocheremo come al solito. Non rinunceremo ad attaccare e a snaturare il nostro calcio, anche se saremo di fronte alla Juve. Voglio una squadra che giochi con devozione per la maglia e lottare alla pari contro una delle favorite alla vittoria della competizione. Daremo tutto per vincere”. La Juve è avvisata: Sampaoli vuole stupire e conquistare anche l’Europa…

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