Il mercato è senza casa. Addio agli anni d’oro: c’era anche la fila per Moggi…

Il mercato è senza casa. Addio agli anni d’oro: c’era anche la fila per Moggi…

Il calciomercato è senza fissa dimora. Dopo la chiusura dell’Ata Hotel non è più stata individuata una location adatta per raccogliere gli operatori nei giorni cruciali delle trattative di luglio. L’amara scelta è stata fatta più che altro per mancanza di vocazioni. La crisi economica pesa e gli addetti ai lavori (soprattutto quelli delle serie inferiori) disertano gli appuntamenti formali, preferendo dei last minute nei vari alberghi milanesi senza l’obbligo di spese di pernottamento. E dire che Milano dal dopoguerra in poi è diventata la meta obbligata di un appuntamento che da decenni monopolizza i sogni degli italiani. Le prime due settimane di luglio sono per tradizione il crocevia dei destini delle squadre, con gli attesissimi cambi di maglia. E gli immancabili colpi. Così dopo gli anni eroici del Gallia, si sono via via succedute le esperienze a Milanofiori come a Cernobbio e a San Donato Milanese. Sono gli anni in cui i 108 (allora) club professionistici (tra A e C) fanno a gara per avere un attimo di popolarità. I vertici del calcio organizzano l’evento con sempre maggior attenzione. La visita del presidente federale di turno (e di quello di Lega) è un must del rituale. Tutti vogliono esserci, tutti vogliono apparire. Un aneddoto tra gli altri, la consuetudine del blitz di Luciano Moggi nel giorno del suo compleanno (il 10 luglio appunto): tra i box si crea la coda per salutarlo, nella speranza di un favore che non arriverà mai.
Sono gli anni in cui il mercato è in mano ai Previdi e ai Sogliano (Ricky) mentre Corvino, Foschi, Marino, Perinetti e Sabatini stanno consolidando le loro posizioni. E Marotta gira l’Italia, procurandosi preziose esperienze.
Nell’oggi c’è l’effetto-dissolvenza. Gli appuntamenti sono sempre nel centro di Milano, in apparente disordine. Nell’elegante (e rinnovato) Gallia si ritrovano i vip mentre l’accogliente Michelangelo diventa una sorta di outlet: c’è spazio per tutti. Per il rush di fine agosto gli organizzatori dell’A.di.se sono all’opera per ridare una casa al mercato. Il presidente Regalia e i suoi collaboratori sono in stretto contatto con Infront per risolvere il caso. In ogni caso la tristezza di questo anonimo luglio rimarrà.

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