Un obbligo per il Milan: l’asse con i cinesi deve far dimenticare il duopolio

Un obbligo per il Milan: l’asse con i cinesi deve far dimenticare il duopolio

2 commenti

Il duopolio è ormai di casa al Milan. Negli ultimi due anni e passa non è stata semplice la convivenza tra i due amministratori delegati: Adriano Galliani per l’area sportiva e Barbara Berlusconi per tutto il resto. La divisione dei poteri è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto s’è consumata una guerra interna adesso che ha portato spesso a contrapposizioni dannose. Con il trascorrere dei mesi la sfida è passata sottotraccia, anche perché è salito in cattedra lo stesso Silvio Berlusconi, decidendo lui in prima persona. In effetti i risultati non sono migliorati granché.
Nel Milan che parla cinese, però, è nata una nuova convivenza: quella tra il sempre presente Galliani e il rappresentante in Italia del fondo di Pechino, Nicholas Gancikoff . Il braccio destro di Sal Galatioto (di stanza a New York) è sempre presente nelle ultime mosse rossonere. Dalla scelta dell’allenatore (ancora da fare) a tutte le operazioni di mercato sin qui viste: il rinnovo di Zapata, come l’acquisto di Lapadula. E ora vediamo se ci sarà l’assenso anche per Pavoletti.
Aspettiamo il 7 luglio per capire se le parti sottoscriveranno il compromesso che porterà a fine estate all’effettiva vendita del Milan agli acquirenti cinesi. I lavori procedono spediti e tutto lascia credere che la meta sia ormai alla portata. Ecco perché la collaborazione tra le due anime diventa strategica in questo mercato estivo. I manager di Fininvest e i rappresentanti del fondo cinese stanno elaborando un vademecum che regolamenterà tutte le possibili evoluzioni tecniche in casa Milan. La scorsa estate il manager rossonero cominciò la sua campagna acquisti a braccetto con Nelio Lucas, rappresentante del fondo Doyen (advisor tecnico di Mister B). Quel l’asse si ruppe subito dopo i flop su Jackson Martinez e Kondogbia, anche perché Lucas si assunse troppe responsabilità in prima persona. Ora la situazione è differente. Gancikoff non è un uomo-mercato: è il punto di riferimento dell’anima asiatica del nuovo Milan. Il suo ruolo e’ politico, non tecnico. Come verranno spesi i 100 milioni di budget all’orizzonte per rafforzare la squadra? L’auspicio è che tutti (insieme) si diano una mano per voltar pagina. Il Milan ne ha bisogno.

2 commenti

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  1. Elefra57 - 9 mesi fa

    Non riesco a capire come un gruppo di investitori da milioni e milioni di euro, lasci che il mercato continui a farlo, una persona che ha dimostrato, negli ultimi anni, di non avere le competenze per farlo e che ha briciato milioni di euro in investimenti sballati.
    Come se un investitore spende un milione di euro per comprare un’azienda che sta per fallire e lascia tutti i manager al proprio posto.
    Mah!!

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  2. enzoguiduzz_73 - 9 mesi fa

    Ma come fanno la campagna acquisti prima di avere l’allenatore?E poi Ancora Galliani è come l’edera dove si attacca muore.Quello non ha ancora capito che i tifosi Milanisti non lo vogliono?

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