Aldo Serena: “Juve senza un vero regista non puoi vincere la Champions! Buffon da Pallone d’oro. De Boer bravo e incolpevole”

Aldo Serena: “Juve senza un vero regista non puoi vincere la Champions! Buffon da Pallone d’oro. De Boer bravo e incolpevole”

Un centravanti girovago che non ha mai dimenticato la sua Inter. Con Aldo Serena ex cannoniere vincitore di 4 Scudetti, una Coppa Intercontinentale e una Coppa Uefa analizziamo l’andamento di Inter, Milan, Torino e Juventus i club più importanti della sua carriera con cui detiene un particolare record: essere l’unico calciatore ad aver disputato i derby della “Mole” e della “Madunina” con ciascuna maglia.

Buffon questa volta non ha salvato la Juventus dalla debacle contro il Milan.

“Gigi meriterebbe davvero il Pallone d’Oro, anche se purtroppo credo che quest’anno il trofeo non possa sfuggire a Cristiano Ronaldo. La partita contro il Milan è stata in linea con il periodo non brillante sotto il profilo atletico che sta vivendo la Juventus. Buffon a Lione è riuscito a salvare i suoi che erano in difficoltà, sabato no. A Milano Montella ha dato compattezza e ordine alla squadra e i bianconeri, proprio a causa di uno scarso ritmo nella circolazione della palla, non sono riusciti scardinare la difesa del Milan”.

Chi vince lo scudetto?

“Secondo me in campionato la Juventus seguirà il percorso della precedente stagione quando, di questi tempi, era in debito d’ossigeno e con le gambe pesanti salvo poi rimettersi in carreggiata vincendo lo scudetto. Il problema però che più mi dà da pensare è legato al centrocampo che è incompleto e statico. Ci sono giocatori non funzionali ai ruoli che Allegri dà: Pjanić non è un regista, Hernanes non può giocare davanti alla difesa, così come Lemina; fortunatamente il prossimo rientro di Marchisio è una buona notizia, certo è che a gennaio serve un’alternativa valida per poter ambire a vincere anche la Champions. Non sarà semplice trovare l’uomo giusto, i migliori sono nei club che già partecipano alla Coppa Campioni. Sicuramente serve un giocatore giovane capace di fare da volante davanti alla difesa per guidare al meglio la manovra di squadra, tipo Witsel”.

Sorride il giovane e dinamico Milan di Montella alla terza vittoria consecutiva, sarà un outsider?

“Montella è un allenatore eclettico che sta facendo un ottimo lavoro anche perchè gioca in funzione delle caratteristiche dei propri giocatori. Alla Fiorentina faceva molto possesso palla occupando il campo completamente, mentre a Milano sta cercando di far crescere i suoi giovani curando la fase difensiva per poi ripartire rapidamente sfruttando la velocità e la fantasia di Niang, Suso e Bacca. Proprio Niang, se si rafforza sotto il profilo mentale, è il giocatore chiave di questa squadra. Lo stimo dai tempi di Barcellona – Milan del 2013 quando, nonostante la sonora sconfitta, si fece notare per le sue attitudini; è un buon dribblatore, ha grande tecnica e resistenza, penso possa fare la fortuna di questo club. Certo è che il Milan è una squadra in divenire, ancora incompleta ma con un mister che farà molto bene migliorando la posizione di classifica della precedente stagione”.

La Milano nerazzurra invece piange, troppo fragili in ogni ambito per ritornare grandi?

“Sono stato sette anni nell’Inter, ricordo ancora il mio esordio in serie A con gol, e so che non è facile mantenere la calma e mettere in campo le proprie qualità senza farsi condizionare dalla pressione. Gli stessi giocatori bravi sembrano distanti da quelle valutazioni economicamente iperboliche che gli attribuiscono. Credo che in questo momento i nerazzurri siano una squadra alla ricerca di se stessi sia sotto il profilo mentale che tattico, essere a + 5 sulla zona retrocessione è scoraggiante”.

Che ne pensa di Frank De Boer?

“De Boer è un buon allenatore con delle ottime conoscenze calcistiche che però è stato catapultato in una realtà molto distante da lui e quindi non è l’unico responsabile di questa situazione. Il calcio italiano è molto diverso da quello olandese a cui lui era abituato, avrebbe avuto bisogno di una guida societaria sin dall’inizio che gli permettesse di entrare al meglio nelle dinamiche di questo campionato per evitare di risultare impreparato per questo incarico. La sua panchina è molto traballante però non so quanto possa essere opportuno esonerarlo, anche perchè bisognerebbe analizzare con cura la lista dei candidati per evitare di non incappare in un fallimento ancora peggiore. La situazione è molto complicata: i giocatori non sono tranquilli, l’allenatore è sotto pressione e la società è distante”.

Da ex attaccante che ne pensa del caso Icardi?

“A 23 anni non si scrive un’autobiografia, il capitano e uomo simbolo dell’Inter non aveva bisogno di pubblicità e soprattuto di altri soldi. Icardi e il suo entourage hanno sbagliato anche perchè hanno voluto dare risalto a vicende abbastanza controverse facendo un autogol incredibile, d’altro canto la società è stata gravemente distante e superficiale. Nel mondo della comunicazione costante una società d’alto livello come l’Inter deve essere attrezzata per ciò che viene divulgato sui social network, e quindi pronta ad evitare che possano verificarsi cataclismi di questo genere”.

Mercoledì l’Inter ospiterà il Torino di Mihajlović, quarto in classifica grazie anche a un gioco entusiasmante.

“Sinisa è un trascinatore in linea con i valori granata. E’ molto preparato, ha saputo fin dall’inizio entrare nel cuore dei tifosi e questo è fondamentale al giorno d’oggi. La sua squadra gioca in modo ordinato e soprattutto con aggressività, in più ha Belotti che è un prospetto molto interessante in via di maturazione e che necessitava di sentirsi al centro di un progetto importante per poter rendere al meglio. Per il Torino essere in questa posizione è già un ottimo traguardo, adesso dovrà continuare così per poter partecipare all’Europa League che è una competizione che gli compete”.

Alla nostra Nazionale mancano cannonieri come Serena?

“Negli anni ’80/‘90 in Italia c’erano gli attaccanti più forti del mondo e molti di questi erano italiani: Altobelli, Paolo Rossi, Vialli, Mancini, Schillaci…oggi, purtroppo non c’è la stessa vasta gamma di talenti. Belotti potrebbe rappresentare, meglio dei vari Pellè, Gabbiadini e Immobile, il futuro azzurro, perchè è un attaccante completo con una forza fisica notevole e una grande tenacia”.

Perchè Aldo Serena essendo un fine conoscitore di calcio e un ottimo comunicatore non ha mai intrapreso la carriera di allenatore?

“All’inizio ci fu una possibilità che non volli accettare per prendermi del tempo per decidere cosa fare del mio futuro, poi mi contattò Mediaset e decisi di guardare il campo da un’altra prospettiva e così mi sono calato nelle vesti di commentatore dimenticando quelle da allenatore. In più, quando giocavo a calcio, non ebbi modo di farmi una famiglia e così, quando smisi, per me fu forte il desiderio di costruirla. Negli anni quei brividi che il campo ti dà mi mancano anche se la veste di allenatore è molto diversa da quella di calciatore”.

1 commenti

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  1. diluvio - 5 mesi fa

    Serena stai zitto che di calcio non capisci un tubo.

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