Cavasin torna in panchina in Italia dopo 6 anni: “Alleno per divertimento. Santarcangelo? Non guardo la categoria. Vi dico la verità sulla storia del fenomeno…”

Cavasin torna in panchina in Italia dopo 6 anni: “Alleno per divertimento. Santarcangelo? Non guardo la categoria. Vi dico la verità sulla storia del fenomeno…”

Il neo-tecnico del Santarcangelo si racconta in esclusiva

“Alleno non per soldi, ma per divertirmi. Mi hanno chiamato ieri alle 11 e ho detto subito si. La presenza di Claudio Crispini e Vlado Borozan con i quali avevo già lavorato in passato è stato il miglior biglietto da visita. Non vedevo l’ora di tornare in pista”.

RITORNO A distanza di sei anni dall’ultima esperienza (Sampdoria in A nel 2011) Alberto Cavasin torna a sedere su una panchina italiana. Il tecnico trevigiano è ripartito dal Santarcangelo ultimo nel girone B di Serie C: “La classifica è brutta, inutile nasconderlo ma sono convinto che questa squadra possa fare di più e tirarsi fuori da questa situazione. Ho tanta voglia di mettere a disposizione di questo gruppo la mia esperienza e fame di rivalsa. Non ho guardato la categoria. Bisogna sentirsi realizzati giorno dopo giorno”. Tanti gli anni vissuti da Cavasin ai box: “Mi sono dedicato a me stesso, alla mia vita depurandomi un po’ dalle tossine del mondo del calcio. Poi mi è tornata la voglia di allenare ed eccomi qui”. Quella voglia emersa subito oggi nel primo allenamento alla guida dei gialloblù: “Avevo l’entusiasmo di quando ho iniziato ad allenare. La voglia di provare gli schemi e preparare movimenti con i giocatori”.

ROMAGNA MIA a La Romagna ha un sapore speciale per Cavasin: “Ho allenato il Cesena nella seconda metà degli anni Novanta in B, lanciando tanti ragazzi tra cui Comandini e Graffiedi. Questa terra fa parte di me”. Cavasin conosce bene il girone B: “Abitando vicino Padova, ho visto parecchie gare della capolista all’Euganeo. Chi mi ha colpito? Mi ha impressionato il Mestre che affronteremo sabato. Giocano bene, sono organizzati e hanno individualità molto interessanti”. Cavasin fa chiarezza una volta per tutte anche sulla frase “Sono un fenomeno” datata 2011 quando allenava la Samp e che sui social qualcuno ha rilanciato in queste ultime ore: “Le prese in giro o le parole di chi non mi conosce non mi preoccupano, però vorrei raccontare bene come sono andate le cose. All’epoca sui giornali locali si diceva da due mesi che sarei stato esonerato e a quel punto in conferenza esclamai ‘Sono proprio un fenomeno se sono ancora qui, visto che mi davate tutti per spacciato”. Poi la frase è stata estrapolata dal suo contesto ed è passato un concetto un po’ traviato, dando adito a tante chiacchiere. Probabilmente ho sbagliato anche io nel comunicare e nell’esprimermi ai tempi, però adesso basta parlarne…”.

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