Evans Kondogbia “bloccato” dal Foligno: “Accordi non rispettati. Non vogliono lasciarmi andare via. Chiedo rispetto”.

Evans Kondogbia “bloccato” dal Foligno: “Accordi non rispettati. Non vogliono lasciarmi andare via. Chiedo rispetto”.

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Evans Kondogbia, attaccante 27enne di proprietà dell’Inter non ci sta e chiede semaforo verde al Foligno, il club per il quale è tesserato, per liberarsi e cimentarsi in una nuova avventura calcistica. Fratello del centrocampista dell’Inter Geoffrey, alle spalle diverse esperienze nella Ligue 2 in Francia, all’Arles Avignon, in Belgio al Charleroi e lo scorso anno prima al Renate, quindi in Spagna col Jumilla in Terzera.
Poi la firma al Foligno, in prestito in serie D, alcuni giorni d’allenamento ma zero presenze in campionato. Addio immediato per divergenze con il club umbro e ritorno a Milano. Una vicenda negativa che Evans non manda giù.

“Una storia cominciata la scorsa estate – spiega con rammarico Kondogbia Sr -. Il presidente folignate Gianluca Ius mi ha cercato con insistenza facendomi sentire importante, una corte serrata e decisa. Mi ha voluto a tutti i costi. Mi chiamava ogni giorno per convincermi a trasferirmi al Foligno, sembrava tutto molto positivo. Mi sono informato sulla squadra e sulla città tramite alcuni amici ed ho accettato con entusiasmo: avevo bisogno di giocare con continuità”.

 

Cosa è successo?

“Invece non hanno mantenuto le promesse, hanno cambiato atteggiamento, anche a livello personale. Non ho ricevuto quanto pattuito  per me e la mia compagna. Non appena ho firmato, arrivato il transfer le cose sono cambiate. Tutto molto ingiusto”.

In che senso? 

“Mi avevano promesso tante cose, una sistemazione confortevole anche per la mia compagna, una casa o una situazione positiva in albergo e invece nulla. Dopo una settimana nella quale ho dovuto dormire in un piccolo albergo adattandomi, ho lasciato e sono tornato a Milano. La misura era colma”.

Una decisione dura la sua.
“Non hanno rispettato gli impegni – puntualizza Evans- se uno non può per mettersi Kondogbia non lo prende. Mi hanno chiamato perché dicevano di avere un grande progetto, che puntavano alla promozione in Lega Pro. Le cose non stanno così. Anzi. Ho visto l’esatto contrario”.

Cosa chiede ai suoi attuali dirigenti? 
“Bisogna avere rispetto, io sono un calciatore e prima di tutto un uomo. Ho una famiglia e la mia compagna aspetta una bambina. Chiedo rispetto, non ho nulla contro la città di Foligno dove mi sono trovato benissimo. La società invece no, non mi ha rispettato”.

E la nazionale della Republica Centro Africana? 
“Se non gioco cosa vuole che succeda? E’ naturale che non mi vedano e non mi chiamino più come successo lo scorso anno. Sono tornato a Milano e mi alleno da solo. Una situazione incredibile e incresciosa per me”.

Ha provato a risolvere la situazione col club umbro? 
“Ho chiesto ripetutamente il nulla osta per allenarmi con un altro club e iniziare una nuova avventura: più di una squadra si sta interessando alle mie prestazioni. Nulla di quanto richiesto è avvenuto. Chiedo solo di potermi allenare prima di poter ottenere lo svincolo”.

Sembra molto deluso dalla situazione. 

“Si tratta di rispetto umano – conclude Evans – a me interessa questo, chiedo rispetto come uomo e come calciatore, posso anche smettere di giocare ma pretendo che si rispettino i patti e la dignità. Non è questo il modo di fare calcio”.

Zero presenze e tanta rabbia, Evans Kondogbia vuole ricominciare a correre.

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