Fiore lancia Prandelli: “Ok al Valencia. Ranieri mi ha penalizzato. Tra gli Inzaghi scelgo Simone. Che colpo Weigl!”

Fiore lancia Prandelli: “Ok al Valencia. Ranieri mi ha penalizzato. Tra gli Inzaghi scelgo Simone. Che colpo Weigl!”

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Stefano Fiore, 41 anni, vive a Roma, dove si aggiorna e studia il suo rientro nel calcio dopo le prime esperienze da d.s. Lui ex centrocampista di Parma, Udinese, Lazio, Valencia, Torino e Fiorentina. Carriera da protagonista: due Coppe UEFA, due Coppe Italia tra i trofei vinti. Lampi di classe cristallina confermati anche in maglia azzurra da vicecampione d’Europa nel 2000 dopo la finale persa con la Francia.

Il golden gol di Trezeguet a Rotterdam lo ricorda ancora?

“Apre una ferita che si stava rimarginando lentamente. Una tragedia sportiva vera e propria. Rimanemmo molto male. Brutto perdere così. Già al gol del pari di Wiltord in molti in campo avevamo intuito che la partita stava girando dalla parte della Francia. Ma il golden gol è una beffa, meglio perdere ai rigori, magari mandandolo alle stelle che in quella maniera. Indimenticabile”.

Intanto l’ex ct azzurro Prandelli è ad un passo dal Valencia. Cosa ne pensa? 

“Credo che Cesare Prandelli sia adatto al calcio spagnolo. È un bravo allenatore, uno dei più preparati, tranne la parentesi in nazionale credo abbia fatto sempre bene. Lui come Conte ha bisogno di un contatto continuo con i giocatori, un rapporto di quotidianità. Cesare si sposa bene con la mentalità spagnola, avendo una attitudine per un gioco direi offensivo, comunque brillante. Un nome giusto per una squadra come il Valencia che vuole rilanciarsi”.

Proprio quel club che l’ha vista protagonista qualche anno fa. 

“C’è rammarico. Avrei potuto ottenere di più da quell’esperienza. Arrivammo con Claudio Ranieri una colonia di italiani. Il tecnico incappò in una stagione non brillantissima, mi ha penalizzato, non ho avuto la possibilità di giocare con continuità. Peccato, avrei potuto dare molto al club, alla città anche perché credo che le mie caratteristiche erano giusto per quel tipo di calcio”.

Quali allenatori le hanno dato di più?

“Mancini mi ha rilanciato, in un momento delicato della mia carriera, in piena crisi tecnica e della società alla Lazio, ma non sono mancati gli scontri anche accesi: giocavo in una posizione che non mi piaceva. Confronti aperti tra noi due con un grande rispetto reciproco. Devo tanto anche a Dino Zoff che mi ha lanciato in nazionale quando, per certi versi, ero  un semi sconosciuto e De Canio che ad Udine mi ha fatto diventare calciatore”.

Se dovesse scegliere tra Simone e Pippo Inzaghi? 

“Conosco tutti e due (sorride, ndr) si somigliano, non solo fisicamente, dentro e fuori dal campo. Con Simone ho avuto più frequentazioni ai tempi della Lazio: per poco preferisco lui. Pippo per la verità lo conosco bene anche per essere stati compagni in nazionale nell’Europeo in Belgio e Olanda. Dai diciamo così: Simone batte Pippo 51 a 49…”.

La nazionale di Ventura come le sembra? 

“Credo ci sia ancora tanto da fare. Ventura prende l’eredità pesante di Conte, ma ci sa fare. Ci sono giocatori che possono dare tanto. Un giocatore come Saponara non va sottovalutato, poi Belotti, Gabbiadini e Baselli. A mio avviso bisogna dare spazio ai giocatori delle squadre di provincia. Sembrerà strano ma è così. Le big hanno tanti giocatori stranieri”.

Intanto il “suo” Parma gioca in Lega Pro.

“Parma é stata la mia seconda casa quando lasciai Cosenza, mi ha adottato da ragazzo con Nevio Scala. Il club emiliano ha pagato gestioni scellerate ed ora sta lavorando per ritornare in alto, come merita,  con persone giuste”.

E la Lazio?
“La squadra è alla ricerca di se stessa.
Simone (Inzaghi, ndr) ha pensato di cambiare modulo in difesa da 4 a 3 , ci vuole tempo e capire se ci sono gli interpreti giusti. Il tecnico è bravo e saprà portare a meta le sue intuizioni. La spaccatura tra la piazza e Lotito? Pesa, io sarei per cercare una mediazione: è importate che la squadra abbia entusiasmo e senta l’appoggio di tutti”.

Tra Juventus e Napoli chi primeggerà? 

“Mi piacerebbe molto dire Napoli perché gioca un gran calcio, il migliore della serie A, ma sono costretto a dire Juventus. I bianconeri si stanno ancora assestando e sono già in vetta. Figuriamoci quando saranno al top! Spero comunque che il Napoli dia fastidio alla Juve fino alla fine”.

Consigli per gli acquisti tra i protagonisti della Champions per le top italiane ? 

“Intanto suggerirei di guardare al modello del Borussia Dortmund, giocano alla grande ed hanno giovani di livello assoluto. Senza dimenticare che manca ancora Reus. Occhio ai talenti di Dembele, Pulisic e Weigl. Quest’ultimo prima era chiuso da Gundogan, ora avrà modo di mostrare tutto il suo valore. Sono giocatori importanti, credo costino molto però…”.

Cosa farà lei nel breve periodo? 
“Continuo a vedere partite e mi aggiorno, dopo l’esperienza da d.s. e come osservatore delle giovanili dell’Udinese, punto al Master da allenatore. Chi è stato nel calcio tanti anni come me non può escludere di stare in panchina”.

Stefano Fiore gira palla alla sua maniera, alla ricerca di nuovi orizzonti.

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