Legrottaglie punge: “Juve, caro Higuain. Milan vai sui giovani. Ok Sassuolo”

Legrottaglie punge: “Juve, caro Higuain. Milan vai sui giovani. Ok Sassuolo”

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Nicola Legrottaglie, una vita in difesa, con l’etica e lo slancio sociale ben impresso nel suo recente passato. L’ex calciatore di Juventus e Milan, che compirà 40 anni il prossimo 20 di ottobre, ha intrapreso il percorso di allenatore. La scorsa stagione in panca ad Agrigento chiamato da Peppino Tirri a guidare l’Akragas in Lega Pro. Ora in rampa per tornare protagonista.

Le manca la panchina?
“Dopo due anni consecutivi comincio a sentire la mancanza del campo, del lavoro di gruppo, dell’adrenalina dei ragazzi al lavoro insieme. Mi preparo in attesa di una nuova avventura. Proposte? Al momento nulla da segnalare. Vediamo cosa succederà”.

Come trascorre il suo tempo in attesa di tornare ad allenare?
“Viaggio spesso tra Mottola in Puglia, in provincia di Taranto e Milano. Faccio la spola e mi aggiorno continuamente, sto cercando di perfezionarmi e proporre qualcosa di nuovo per la mia prossima squadra. Questo il mio obiettivo  immediato”.

Intanto in Italia latitano i difensori di valore.
Qual è il motivo secondo lei?

“Quello che manca in questa fase sono i talenti in genere, non solo i difensori. Paghiamo una fase così, d’attesa: al momento non si intravedono all’orizzonte  i nuovi Del Piero, Totti o Nesta, giusto per fare un esempio”.

Chi vede come protagonisti nel ruolo di difensore nell’immediato futuro?

“Rugani e Romagnoli sono già  lanciati e mi sembrano destinati a fare bene. Il problema è complessivo, la mancanza di giocatori di valore assoluto in senso generale. Per i nuovi difensori un vantaggio c’è: io sono arrivato in serie A a 25 anni, loro stanno già giocando a vent’anni. Un bel vantaggio. Ma è il calcio italiano che morde il freno”.

Cosa intende?
“Girano troppi soldi e c’è poca pazienza e programmazione. Se Higuain e  Pogba valgono 100 milioni? Nessuno li vale, è veramente una esagerazione,  fuori luogo. In giro per il mondo si muore di fame e giri l’angolo e si spendono cifre simili. Bisogna darsi una regolata, anche i calciatori intendo. Credo sia più razionale mettere un tetto alle spese e agli ingaggi”.

Cosa suggerisce  per invertire questa tendenza ?
“I club non hanno pazienza. Con 100 milioni si può programmare, investire nei settori giovanili e altro, trovare una strada alternativa per raggiungere i risultati. La linea giusta, per esempio, è quella del Sassuolo: pazienza,  competenza e risultati conseguiti dopo un lavoro strategico. Magari bisognerà aspettare qualche anno ma i risultati in questo caso  sono evidenti”.

E la Juventus?
“La famiglia Agnelli ha avuto ragione con il suo progetto. Un lungo percorso partito negli anni quando giocavo coi bianconeri e si ricostruiva sulle macerie: i risultati sono arrivati. La Champions? Non credo manchi molto, le big  europee in una gara singola avrebbero difficoltà con la Juve. Mi riferisco a Barcellona, Bayer Monaco Real Madrid, City, per loro non è facile affrontare i bianconeri. Per vincere il trofeo magari servirebbe quel centrocampista che può essere utile al posto di Marchisio. In attesa che rientri”.

Sembra preistoria invece l’ultimo scudetto vinto da lei col Milan nel 2011…
“Impossibile trovare analogie con il Milan contemporaneo. Sono due squadre agli antipodi quella del tricolore e quella di adesso. In quel team c’erano campioni di valore assoluto, questa è una squadra della ricostruzione”.

Cosa deve fare il Diavolo per tornare a primeggiare ?
“Bisogna ripartire dai giovani. Mi piacciono  Suso, Locatelli, anche lo stesso Niang può essere decisivo se capisce che per fare grandi cose serve trovare equilibrio e darsi delle regole. Questa la strada per fare bene e ricostruire, passo dopo passo. Al Milan succederà quello che è capitato alla Juve, bisogna assaporare periodi simili per ritornare ai massimi livelli. È fisiologico”.

La serie A da calciatore le ha regalato tanto, cosa si aspetta ora da allenatore?

“La serie A è il massimo. Un punto di arrivo attraverso il sacrificio sul campo. È sicuramente un obiettivo a cui puntare per la mia nuova carriera”.

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