L’ex Sesa: “Napoli, Gabbiadini sfonderà. Prendete Tielemans, Dendoncker e Baeley. Zeman avrebbe vinto in Spagna”.

L’ex Sesa: “Napoli, Gabbiadini sfonderà. Prendete Tielemans, Dendoncker e Baeley. Zeman avrebbe vinto in Spagna”.

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David Sesa, 43 ani, sbuca dalla fine degli anni Novanta, quando con il Lecce prima e il Napoli poi nel 2000, si pose all’attenzione della serie A. L’attaccante svizzero ora si è dedicato alla carriera di allenatore e dopo l’esperienza al Wholen (serie B elvetica), si cimenta come vice di Renè Weiler all’Anderlecht in Belgio. David vive e lavora a Bruxelles, un laboratorio calcistico non da poco negli ultimi anni.

“Il Belgio ha investito molto nei vivai e nella formazione dei propri allenatori, un modo di procedere che sta dando i suoi risultati. Così sono migliorati molto prendendo il meglio dai tecnici italiani, da quelli spagnoli e in parte da quelli tedeschi”.

Segue ancora il calcio italiano?
“Sempre, ogni settimana. La vostra nazionale ha centrato buon pareggio contro la Spagna. Ho avuto modo di vedere dal vivo la squadra spagnola e devo dire che resta sempre una delle squadre più forti al mondo. Contro il Belgio mi ha impressionato molto”.

Con la maglia del Lecce trovó la consacrazione in Italia. 

“Al Lecce fu il mio anno d’oro, vincemmo il campionato di B, poi la serie A fu speciale: il campionato italiano in quegli anni era il massimo, il più forte al mondo. Dopo un anno  l’approdo al Napoli”.

Non andó molto bene per la verità.
“All’epoca la situazione del Napoli non era  facile. Le squadre dipendono molto dalle società e non era la  migliore espressione possibile. Infatti il finale fu molto negativo e quella stagione terminó con la retrocessione. Il pubblico di Napoli è particolare ed esigente, ma non era la società giusta per fare bene. Rimasi 4 anni con la maglia azzurra, non fu un’avventura facile”.

Incontró Zeman peró.

“Zeman è un tipo particolare, con un modo di fare e vedere il calcio tutto suo. In quel periodo della sua carriera curava molto poco la fase difensiva. Un tipo con il suo modo di fare e le sue idee tattiche,  se avesse allenato in Spagna avrebbe sicuramente vinto qualcosa, magari lo scudetto”.

Con lei come si comportó Zednek? 

“Molto bene, ai tempi del Lecce mi aveva già cercato e voleva portarmi con lui al Fenerbahce. Il club salentino disse di no al trasferimento in Turchia. Mi dichiararono incedibile”.

Il Napoli intanto sarà privo di Milik per molti mesi.

“Un brutto colpo l’infortunio del polacco. Ma può essere la volta buona per Gabbiadini, un giocatore che ha grandi numeri e merita anche la nazionale. La lotta scudetto? La Juve ha giocatori esperti e penso avrà la meglio, Napoli e Roma possono dare fastidio ai bianconeri”.

Campionato belga fucina di talenti. 

“Alle italiane consiglio Tielemans, il nostro miglior giocatore e con grandi margini di crescita. Lo seguono Roma e Juventus? Di sicuro è di prospettava, ricordo che ha solo 19 anni nonostante sia già nel giro della nazionale”.

Altre occasioni nella Jupiler League?

“È un campionato da seguire, per esempio farei attenzione alla stellina giamaicana del Genk, Leon Baeley, un’ala che si sta facendo notare. E poi il nostro Leander Dendoncker, 21 anni, che pare piaccia in Premier e al Dortmund. Ma noi non vogliamo privarcene facilmente: con Tielemans sono la nostra coppia titolare a centrocampo.”.

Alla Sampdoria intanto aspettano di vedere il miglior Praet…

“È molto forte, una perdita importante per noi. Ha giocato fino all’ultimo nel turno preliminare di Europa League. La Sampdoria ha preso un importante giocatore che ha bisogno di tempo per ambientarsi. Ha solo 22 anni d’altronde e il calcio italiano non è semplice”.

A chi si ispira come tecnico?

“Lavoriamo per aggiornarci, ma senza trarre ispirazione troppo diretta. Mi piace Maurizio Sarri, il tecnico del Napoli, un tipo che impone il suo gioco. Pensa sempre a costruire gioco, la sua squadra è sempre molto organizzata”.

E l’Anderlecht che obiettivi si prefissa? 

“Non è facile quest’anno. Abbiamo nel dna l’obbligo di giocare sempre per vincere: siamo tre o quattro club più o meno sullo stesso piano. Daremo il massimo”.

La nuova vita di Sesa, lo svizzero protagonista nel laboratorio del calcio belga.

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