Roberto Boninsegna promuove Icardi e la sua Inter e rilancia Balotelli in azzurro: “Ma Moratti mi ha tradito”

Roberto Boninsegna promuove Icardi e la sua Inter e rilancia Balotelli in azzurro: “Ma Moratti mi ha tradito”

Intrepido e ostinato centravanti di sfondamento con un letale tiro dalla distanza e doti atletiche non comuni, questo era in campo Roberto Boninsegna da Mantova, intramontabile cannoniere della Nazionale e di Cagliari, Inter e Juventus. Citando “Radio Freccia”: “Credo nelle rovesciate di Bonimba…”

 

La mini crisi della Juventus si è conclusa o non è mai esistita?

“Non è mai esistita. Quando la Juventus perde una partita lasciando fuori Higuain, un giocatore per cui hanno speso ben 94 milioni di euro, le critiche lo assalgono per forza. Però Allegri è un validissimo allenatore che cerca di far giocare un po’ tutti, fa questo turnover logico in conseguenza dei numerosi impegni. Però dovrebbe monitorare Higuain con più attenzione, è un giocatore fondamentale, deve stare in campo il più possibile perché è decisivo. Comunque la Juventus è la più attrezzata per la corsa scudetto.”

L’Inter “olandese” ha confermato a Empoli quanto di buono fatto contro la Juventus, sarà un crescendo?

“L’allenatore comincia a conoscere i propri giocatori. Gli hanno dato in mano la squadra a dieci giorni dall’inizio del campionato, solo questa società poteva fare un errore del genere. Lui sta inquadrando i giocatori con le loro attitudini, per esempio ha già fatto delle mosse giuste: Melo e Medel non possono e non devono giocare insieme, Banega non è un regista ma un trequartista, Joao Mario è un bel giocatore, molto intelligente che sa far girare la palla e servire i terminali offensivi. De Boer sta costruendo la sua Inter, prima la rosa era un minestrone, c’erano giocatori utilizzati in dei ruoli incompatibili con le loro caratteristiche. Il puzzle si sta componendo nel migliore dei modi e la squadra può solo che migliorare e dare delle soddisfazioni ai suoi tifosi.” 

Da Bonimba a Icardi…l’argentino è sempre più apostolo del gol e protagonista, è lui il “9” che più le somiglia?

“(Ride, ndr) Beh sì…Icardi è determinante, insostituibile, è un giocatore che finalizza meravigliosamente il gioco della squadra e si fa sempre trovare pronto, anche perché è in una forma splendida. Credo che i giocatori migliori dell’Inter siano lui, Handanovic e Joao Mario; su questi tre stanno costruendo le basi per fare una grande squadra e tornare ai vertici. Adesso hanno preso dei giocatori interessanti, l’allenatore ha le idee chiare e lo sta dimostrando.” 

Boninsegna – Inter un amore amaro mai pienamente corrisposto?

“Si (ride, ndr) mi hanno tradito molte volte, l’ultimo è stato Moratti quando mi ha fatto fuori come osservatore, dopo di me ha mandato via anche Domenghini e Suarez. Da lui non ce lo aspettavamo, l’ha gestita male e poi è andato via lasciando l’Inter in mano a questi cinesi che non conosco, comunque sono nato interista e seguo sempre la mia squadra del cuore. Ho fatto cinque anni di settore giovanile e sette in prima squadra. Cagliari è stato il trampolino di lancio e, quando sono passato alla Juventus, l’Inter mi credeva finito e invece sono stati tre anni indimenticabili con la vittoria da titolare di due Scudetti, una Coppa UEFA e una Coppa Italia. In carriera sono stato tre volte capocannoniere della Serie A, anche se ufficiali sono due perché una giuria compiacente, visto che avevo fatto meno partite di Chinaglia, mi tolse il gol contro il Cesena e quindi il titolo; se oggi andiamo a vedere quel filmato lì c’è da ridere, perché la deviazione del difensore non c’è stata…ma lasciamo perdere ormai è storia!” 

Secondo lei, da ex selezionatore delle giovanili azzurre, che futuro si prospetta per la nazionale che ha cambiato C.T.?

“E’ un periodo difficile, ci sono troppi stranieri che giocano in Italia, i nostri giovani sono costretti a fare panchina o a scendere di categoria. Abbiamo fatto dei campionati del mondo molto scoraggianti in questi ultimi anni; in Sudafrica ci hanno buttato fuori subito e in Brasile idem. Probabilmente non ci sono dei grandi giocatori e non sempre può essere colpa del selezionatore.”

Un giocatore che può risollevare le sorti della Nazionale?

“Per me Balotelli. Adesso sta facendo prestazioni incredibili in Francia, prima dell’Europeo l’avevano fatto fuori, credo che se continuerà a sacrificarsi e ad essere costante potrà essere fondamentale per la Nazionale del domani. Non siamo proprio da buttar via, certo che se ci riteniamo soddisfatti dell’ultimo Europeo solo perché siamo finiti nelle prime otto andremo poco lontano. L’Italia per storia e tradizione deve puntare ad arrivare ben più in alto.” 

Francesco Totti, simbolo della Roma e della romanità, merita ancora un ruolo da protagonista?

“Purtroppo quarant’anni sono pesanti per un calciatore professionista, Totti emerge ancora perché tecnicamente è eccezionale, secondo me è già per lui un miracolo giocare in quel ruolo in Serie A.”

Quindi fa bene Spalletti a relegarlo a comparsa?

“Spalletti fa bene a centellinarlo. Totti si deve mettere in testa che, pur essendo stato il più grande giocatore della Roma, gli anni sulla carta d’identità lo penalizzano e non possono non essere considerati.” 

Oggi è il compleanno di Ronaldo Luis Nazario de Lima, parafrasando Larry Bird: “Ho visto Dio, era travestito da Ronaldo” possiamo descrivere così “il Fenomeno, quello vero”?

“Direi di sì, è un giocatore che ha incantato le platee di tutto il mondo, credo che nel suo periodo, prima che si facesse male compromettendosi gran parte della carriera, fosse il calciatore più forte di tutti, era un piacere vederlo giocare. E’ un giocatore che ha lasciato un segno indelebile nella cultura calcistica. Era completo, semplicemente devastante.”

Che fine ha fatto Bonimba innamorato del calcio in tutte le sue sfaccettature?

“Faccio il pensionato (ride, ndr). Il mio errore è stato quello di lasciare la Lega di Serie C dopo tredici anni per andare ad allenare il Mantova, non ho mai avuto il procuratore e così ho perso tanti contatti e mi sono ritirato, è stato uno sbaglio clamoroso. Pensavo di aver trovato una società seria e invece erano dei saltimbanchi, nel senso che sono rimasto due anni e mezzo con un regolare contratto e poi loro se ne sono andati. Anche oggi è una squadra che vedo come terra di conquista, abbiamo cambiato sei presidenti in cinque anni, di questo passo non si potrà costruire nulla di solido. A suo tempo speravo che Abete mi desse una squadra federale, il fatto che non mi sia stata data vuol dire che probabilmente non mi ritenevano idoneo. Comunque seguo il calcio con attenzione e mi ritengo soddisfatto della mia carriera, ho vinto tanti trofei, tre volte la classifica cannonieri (ride, ndr), ho fatto 280 gol in carriera, ho segnato al mondiale in semifinale e in finale al Brasile di Pelè…meglio di così!”

2 commenti

2 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. 4SPY - 3 mesi fa

    Grande indimenticabile Bonimba.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. siluan_984 - 3 mesi fa

    Sugli annia alla Juve ho un vuoto di memoria, per me Boninsegna è l’Inter di cui è stato il bomber più micidiale. Le sue parole le mie. D’accordo su tutto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy