Suarez punge: “Basta dire quanto è ricco Suning, porti i campioni! Su Spalletti e Champions…”

Suarez punge: “Basta dire quanto è ricco Suning, porti i campioni! Su Spalletti e Champions…”

“Spalletti e Sabatini, due ottimi professionisti. Sanno cosa serve all’Inter per migliorare”.

di Marco Garghentino, @marcogarghe

Pallone d’oro nel 1960 e vincitore di 3 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentali con la Grande Inter di Helenio Herrera, Luisito Suarez si è concesso ai nostri microfoni per fare il punto sui primi mesi dell’era Spaletti, tra gioco da migliorare e risultati da mantenere, con qualche frecciata lanciata alla nuova proprietà cinese rea di spendere male i tanti soldi a disposizione.

Nella Milano nerazzurra ha avuto inizio il nuovo corso targato Spalletti. Andiamo subito dritti al punto, la convince l’avvio di stagione dell’Inter?

“Sì, mi sta convincendo, soprattutto perchè i risultati stanno arrivando. Nelle prime giornate il gioco sembrava migliore di quello delle ultime partite ma in ogni match i punti sono stati conquistati e ciò permette alla squadra di allenarsi con tranquillità, lavorando meglio e migliorando sempre di più”.

Alcuni tifosi non vedono ancora la mano dell’allenatore per quanto riguarda il gioco della squadra. Lei ha visto un cambiamento rispetto al passato?

“Ci vuole tempo e pazienza. Fare l’allenatore oggi è molto più difficile rispetto ai miei tempi. Gli spogliatoi sono formati da molti giocatori di tante nazionalità diverse e perciò un tecnico ha bisogno di un po’ più di tempo per adattarsi completamente al nuovo ambiente. Non è facile, non si possono cambiare le cose come passando dalla notte al giorno. Spalletti ha iniziato alla grande e perciò va lasciato lavorare. Non commettiamo sempre l’errore di spaccare l’ambiente quando non serve. Il mio consiglio ora è di pensare già al mercato di gennaio”.

Perchè, pensa che servano dei rinforzi?

“Certamente. Come tutte le squadre anche la rosa dell’Inter va completata ma il mio consiglio è quello di prendere uno o due top players veri piuttosto che quattro o cinque giocatori che non cambiano il livello. Servono campioni, calciatori di qualità che possano fare la differenza e permettere alla squadra di vincere dei trofei”.

Qualche nome da consigliare a Spalletti e Sabatini?

“Non mi permetto di fare nessun nome. Spalletti è un bravissimo allenatore che sicuramente avrà già capito dove migliorare la rosa e Sabatini è un esperto di mercato di grande livello. Loro sanno quello che manca all’Inter. Il consiglio che mi sento di dare è alla società. La nuova dirigenza cinese deve spendere meglio i soldi. Basta dire quanto è ricco Suning, i soldi vanno messi nell’Inter per migliorare la squadra e solo dopo si possono chiedere i risultati all’allenatore. Da quando è stata cambiata la proprietà sento solamente esaltare la ricchezza dei cinesi. I soldi li avranno anche ma vanno investiti correttamente. Servono meno proclami e più fatti!”.

Parla così perchè pensa che Suning non abbia investito abbastanza fino ad ora?

“Hanno investito male i loro soldi secondo me. Come dicevo prima, non serve comprare tanti giocatori dello stesso livello, serve prendere uno o due giocatori giusti che possano alzare l’asticella. L’ossatura della squadra c’era già e perciò nelle ultime sessioni di mercato serviva acquistare quei tipi di giocatori che potessero portare l’Inter a vincere qualcosa. Servono i campioni insomma”.

Un giocatore come Ozil potrebbe servire? Sembra piacere molto alla società nerazzurra.

“Ozil è un ottimo giocatore ma a non convincermi è il suo ruolo. Non so se al momento sia ciò di cui l’Inter ha bisogno. Aveva iniziato molto bene la sua carriera ma attualmente sembra essere in un periodo di calo. L’Inter adesso ha bisogno di giocatori giovani e con fame di vittorie, non di calciatori che hanno già vinto tutto ma che sono ormai sul viale del tramonto e che quindi verrebbero in nerazzurro solamente per vivacchiare. Comunque io confido in Sabatini e Spalletti. L’importante è che Suning metta a disposizione i danè, come si dice a Milano”.

Tornando a parlare di campo, domenica l’Inter sarà impegnata a Benevento e poi il ritorno a San Siro coinciderà con il primo derby della stagione. I nerazzurri sono pronti per affrontare le stracittadina? Sono i favoriti?

“Al momento l’aspetto migliore è che l’Inter sta facendo molti punti in campionato. Non so se siano i favoriti perchè in questo avvio è molto difficile capire il livello del Milan. Stanno alternando prestazioni buone ad altre di basso livello e perciò non è possibile dare un giudizio. Il derby comunque è sempre una partita a sé, in cui la classifica non conta nulla. Nella stracittadina non c’è una squadra migliore dell’altra, conta giocare con la giusta mentalità”.

Prima del derby il campionato si fermerà però per dare spazio agli impegni delle Nazionali. La partenza di molti giocatori per le rispettive selezioni potrebbe far perdere la concentrazione a Milan e Inter in vista di una sfida così importante e delicata?

“Assolutamente no. La concentrazione delle due squadre sarà al massimo. L’impegno con le Nazionali appena prima del derby servirà solamente da alibi per la squadra che perderà la partita”.

Visto l’ottimo avvio sotto il profilo delle vittorie, qual è la vera dimensione dell’Inter in questa stagione? Bisogna pensare solamente alla qualificazione in Champions o i tifosi possono sognare anche traguardi più grandi?

” Per il momento è giusto rimanere coi piedi per terra e pensare alla qualificazione alla Champions League. Poi si vedrà. Al momento Juventus e Napoli sono ancora superiori ma quest’anno in Champions ci andranno le prime quattro e quindi l’Inter ha tutte le carte per giocarsi un piazzamento. Quando giocavo io solamente la vincitrice dello Scudetto si guadagnava l’opportunità di giocare in Europa mentre adesso i posti sono addirittura quattro, troppi. Non è più la Coppa dei Campioni, è diventato solamente un rebelòt (un “casino” in dialetto lombardo, ndr). Comunque il nuovo progetto dell’Inter mi sembra ben avviato e con i rinforzi giusti si può pensare di raggiungere anche traguardi più alti un domani. Bisogna lasciar lavorare tutto l’ambiente con serenità però”.

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