Subasic, eroe dal cuore d’oro e icona della favola Croazia

Subasic, eroe dal cuore d’oro e icona della favola Croazia

Un angelo custode al suo fianco e gli aneddoti che lo legano all’Italia (e agli allenatori italiani): ecco Danijel Subasic, il portiere croato esploso al Monaco con Ranieri

di Oscar Maresca

Questa è la storia di un omone, alto 191 centimetri, che con le sue grandi e poderose mani ha salvato e risollevato le sorti di un intero paese. Nessun fumetto o racconto fantastico, è solo l’incredibile Mondiale di Danijel Subasic: portiere della Croazia, ieri ancora protagonista con le sue parate nel difficile quarto di finale contro i padroni di casa della Russia. Dopo i tre decisivi rigori neutralizzati agli ottavi contro la Danimarca, l’estremo difensore del Monaco durante la sfida dello stadio Olimpico di Sochi si è nettamente superato. Un problema muscolare a pochi minuti dal termine dei 90 regolamentari stava per costringerlo a uscire. Ma l’eroe croato ha stretto i denti, parando e trascinando la gara ai supplementari e poi ai rigori, dove ha intercettato il primo penalty calciato da Smolov e ipnotizzato il terzo di Mario Fernandes. Oltre il dolore e la fatica, Subasic ha combattuto con tenacia per salvare il suo paese, in campo, dalla possibile disfatta. Parate decisive soprattutto nell’extra-time, nonostante il gol subito dallo stesso Fernandes, che ha poi fallito la realizzazione dagli undici metri. Subasic, a 33 anni, è decisamente l’icona di questa Croazia, che non si è mai arresa e ora può giocarsi l’accesso in finale contro l’Inghilterra.

A DENTI STRETTI – L’ultima volta che la Croazia ha raggiunto una semifinale Mondiale è stata durante la rassegna iridata di Francia 98′, la prima a cui la Nazionale ha partecipato dopo la dissoluzione dell’ex Jugoslavia. In campo a fare faville c’era Suker, miglior marcatore di quel torneo, e a difendere la porta c’era Ladic. Subasic, invece, aveva solo 14 anni ma già sognava di diventare grande. Quel Mondiale lo ricorda bene e oggi, sulle orme degli idoli del 98′, proverà insieme ai suoi compagni a ripetere l’impresa del terzo posto conquistato. Anzi, a migliorarla. Cinque anni dopo il favoloso Mondiale transalpino, Subasic ha iniziato la sua carriera nella porta dello Zadar, squadra di Zara, suo paese natio e capitale della Dalmazia croata. Un paese di 75000 anime che affaccia sul mar Adriatico, annessa all’Italia subito dopo la grande guerra, e con un passato sotto il dominio della Repubblica di Venezia. E, ironia della sorte, l’Italia (e soprattutto gli allenatori italiani) hanno segnato tante tappe della carriera del portiere. Dallo Zadar è poi passato nel 2008 all’Hajduk Spalato, collezionando 92 presenze in 4 stagioni. Ma dal 2008 la vita di Subasic, e anche la sua carriera, è cambiata. Hrvoje Custic, amico e compagno di squadra del portiere ai tempi dello Zadar, il 3 aprile ha perso la vita in campo dopo aver sbattuto la testa su un muretto di cemento in prossimità della linea di fondo. Da lì, Subasic in ogni partita indossa una maglietta per ricordarlo. Dopo la vittoria contro la Danimarca l’ha mostrata a tutti e ieri, nelle stories sul suo profilo Instagram, non è mancato il ricordo all’amico scomparso. Eroe tenace e dal cuore d’oro. Esempio in campo e fuori. Lo sa bene Claudio Ranieri, che ha allenato Subasic al Monaco dal 2012 al 2014. A volerlo in Francia fu però Marco Simone, un altro italiano, che affidò al croato il ruolo da titolare fin dal suo arrivo nel Principato. Poi la promozione in Ligue 1 col tecnico romano e il grande exploit alla corte di Jardim con il titolo vinto del 2016/2017. Con Mbappé e Falcao in squadra Subasic ha imparato a parare anche i tiri più complicati. Sui rigori, invece, è sempre stato una saracinesca: già a Euro 2016 fermò Sergio Ramos sul dischetto. E oggi, con i 4 penalty neutralizzati, ha raggiunto il record di rigori respinti in un Mondiale stabilito da Schumacher e Goycochea. L’Inghilterra è avvisata. Meglio non arrivare alla lotteria dagli undici metri con un Subasic così contro. Che da eroe, con i suoi poderosi guantoni e l’angelo custode Custic al suo fianco vuole regalare l’ennesima gioia al suo paese.

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