Chi è Pochettino, il pupillo di Bielsa di origini torinesi che sfida la Juve

Chi è Pochettino, il pupillo di Bielsa di origini torinesi che sfida la Juve

I nonni vivevano a Torino prima di trasferirsi in Argentina da dove ha iniziato la sua carriera

di Antonio Servidio, @AntoServidio94

Mauricio Pochettino è il prototipo dell’uomo sicuro, sguardo deciso, uno che ha le idee chiare, uno che sa cosa vuole. Probabilmente è per questo che in Spagna in molti lo vedono già come erede di Zidane alla guida del Real. Per conoscere Pochettino bisogna però tornare indietro e arrivare fino a Torino. I nonni infatti erano di lì e gli hanno trasmesso l’amore per il calcio e per la Juventus, sua prima squadra del cuore e sua avversaria in Champions stasera.

L’ANEDDOTO- In rete girano diverse storie sui suoi inizi. Si racconta che, il “Loco” Bielsa e un suo collaboratore fossero andati a mangiare in un pub argentino, ricevendo in qualche modo l’informazione su due giocatori che si stavano distinguendo nelle fila della piccola squadra locale: la “Ciudad de Murphy”. Tra questi c’era Pochettino, che da lì a poco avrebbe dovuto firmare per il Rosario. Bielsa e il suo collaboratore si incamminarono verso casa Pochettino nonostante fossero le due di notte, bussarono alla porta e vollero vedere il ragazzo, che ovviamente era avvolto nelle sue coperte. Lo convinsero a non firmare col Rosario, ma con il Newell’s. Da lì iniziò la sua carriera che lo vide protagonista anche con le maglie di Psg e Espanyol. Bielsa se ne innamorò calcisticamente, tanto da volerlo come perno della Nazionale argentina durante il periodo in cui fu commissario tecnico.

LA CARRIERA DA ALLENATORE- Una volta chiusa la sua carriera da calciatore, inizia a pensare al suo futuro. Resta a Barcellona studiando da allenatore e pur di fare pratica accetta il ruolo di allenatore della squadra femminile. Il 20 gennaio 2009 subentra però alla guida dell’Espanyol maschile, c’è una gara molto importante in Coppa del Re contro il Barcellona e Pochettino firma il miracolo: i blaugrana quella sera non vanno oltre lo 0-0. Dopo l’Espanyol, allena anche il Southampton prima di arrivare al Tottenham.

Il suo credo calcistico è il 4-2-3-1, un atteggiamento tattico votato all’attacco con tutti i palloni che convergono verso l’unica punta: Kane in questo caso. Vuole un pressing alto che però talvolta si traduce in qualche uscita a vuoto che lascia molto spazio ai trequartisti avversari, in questo senso la presenza di Dybala stasera avrebbe aiutato molto la Juve.

Ha ricevuto aggettivi importanti come quello di “anti-Guardiola” e altri meno come quello di “eterno incompiuto” per il fatto che il Tottenham non sia riuscito a vincere la Premier. In attesa di uscire dal limbo, Pochettino lo “juventino” proverà a fare lo sgambetto alla sua (ex) squadra del cuore.

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