Juve, dopo il ko parla Ravanelli: “Pjanić fatica, si prenda Rabiot! Conte il migliore al mondo, io deluso dalla Vecchia Signora”

Juve, dopo il ko parla Ravanelli: “Pjanić fatica, si prenda Rabiot! Conte il migliore al mondo, io deluso dalla Vecchia Signora”

Fabrizio Ravanelli, detto “Penna Bianca” per la sua chioma candida fin dalla giovane età, è stato un centravanti che compensava una tecnica non propriamente raffinata con una grinta da campione. Il suo palmarès racchiude due Scudetti, due Coppe Italia, una Champions League e una Coppa UEFA; tutte competizioni vinte da protagonista, segnando molto, specialmente con la maglia della Juventus. Dopo numerose peregrinazioni in giro per l’Europa, conserva ancora un gran rispetto per la squadra bianconera di cui è tifoso e a cui suggerisce la strada per uscire da questo momento difficile con la speranza, un giorno, di poter anche lui allenare la “Vecchia Signora”. 

La Juventus è caduta a Firenze sotto i colpi dei “viola”. I campioni sono caduti o solo inciampati?

“L’augurio è che siano solo inciampati anche se ho visto una brutta Juventus. Questa è la quarta sconfitta in campionato in 19 partite e secondo me sono tante, troppe. Una squadra che deve vincere il campionato e che vuole quantomeno lottare fino in fondo su tutti i fronti deve dare di più. Devono migliorare sotto l’aspetto atletico perchè i bianconeri giocano sotto ritmo e ultimamente sono sovrastati fisicamente dagli avversari con la conseguente incapacità di non riuscire ad esprimere degnamente il proprio gioco”.

“Andiamo a comandare” aveva detto Allegri alla vigilia, cosa hanno sbagliato i bianconeri?

“Più che l’aspetto organizzativo, come denunciano molti, credo che il problema sia rappresentato dal fatto che ci sono troppi giocatori fuori condizione. Chiellini e Buffon rientravano dalla febbre, Alex Sandro era in ripresa da un infortunio…quindi già tre elementi cardine non erano in grado di rendere al massimo e per questo i bianconeri hanno perso. Inoltre hanno subito eccessivamente il pressing della Fiorentina e quindi non sono riusciti a ripartire. Per la rosa che ha Allegri a disposizione la mole di gioco prodotta è stata bassissima, quasi nulla, e questo è inaccettabile. Bisogna ripartire, come ha detto lo stesso allenatore, dall’incapacità di approcciarsi adeguatamente alle partite e quindi invertire assolutamente questa tendenza che rischia di essere devastante. Serve più concentrazione”.

L’esclusone di Pjanić odora di bocciatura definitiva?

“Sicuramente Pjanić sta facendo troppa fatica nonostante i 5 gol e i 6 assist, alla Juventus serve un giocatore diverso tipo Matuidi. Per il bosniaco sembrano esserci numerose offerte, non so se sarà ceduto, confido molto in Marotta e Paratici e sono convinto che faranno la scelta giusta. C’è bisogno di un leader a centrocampo che sia un giocatore di qualità e quantità”.

Si sente l’assenza di Pogba come ha tuonato ieri Chiellini?

“Ai bianconeri manca più un giocatore come Vidal che sia in grado di curare sia la fase offensiva che difensiva con carattere e classe. Investirei quindi su Rabiot, ventunenne del PSG, che sta giocando poco nonostante abbia grandissime qualità che per la Juventus sarebbero fondamentali”.

Manca un Paulo Sousa in mezzo al campo…o forse in panchina a giugno per sostituire Allegri?

Più in mezzo al campo dove la Juventus incontra le difficoltà maggiori e questo è palese (ride, ndr). Stimo molto il lavoro di Allegri, non credo che il suo ciclo sia arrivato al termine. Ha vinto molto e quindi merita sostegno e stima anche in momenti di difficoltà come questo. La Juventus mi ha insegnato a costruire non a distruggere, anche nei momenti più bui. Sousa è stato accostato ai bianconeri ma credo che la dirigenza, essendo brava e preparata, saprà fare quadrato intorno ad Allegri facendo critiche costruttive e non distruttive”.

Per andare avanti in Champions cosa serve?

“Serve moltissima concentrazione. In campo europeo le squadre sono meno indulgenti sotto questo punto di vista e alla minima distrazione possono trafiggerti inesorabilmente. L’attenzione è fondamentale, gli interpreti sono secondari perchè è lo spirito di squadra che porta a grandi traguardi. Ad esempio Mandžukić è un lottatore vero, è un ottimo giocatore che antepone ai propri interessi quelli della squadra ed è quindi un esempio dello stile Juventus e di ciò che serve per vincere ad ogni livello. E’ un giocatore unico da cui dovrebbero tutti prendere esempio. Comunque gli uomini la Juventus ce li ha, ora deve avere fame di vincere. La sconfitta con la Fiorentina servirà ad Allegri e i suoi per cercare di non incorrere più in questi errori e lottare per vincere la Champions che manca ormai da 21 anni. Inoltre, se la dirigenza riuscisse a gennaio a mettere a punto il centrocampo acquisendo un calciatore come Rabiot farebbe un decisivo salto di qualità spendendo una cifra onesta”.

Come si interruppe la sua storia d’amore con la Juventus?

“La Juventus nel 1996, nonostante avessi fatto delle grandi stagioni, decise di mettermi sul mercato. Ero uno degli attaccanti più forti del mondo e arrivavo sempre nei primi 10 classificati del Pallone d’Oro; ero stato determinante per la vittoria di trofei importanti e inoltre sarei diventato il capitano della squadra. Pensavo quindi di essere incedibile, anche perchè, poco dopo la vittoria della Champions, Umberto Agnelli mi chiamò nel suo ufficio per annunciarmi che presto sarei entrato nella storia come capitano e cannoniere bianconero. E quindi quando decisero di vendermi per me fu una grossa delusione e dunque accettai l’offerta del Middlesbrough. Tornassi indietro farei di tutto per rimanere, perchè giocare nella mia squadra del cuore e dare una continuità alla mia carriera con la prospettiva di diventare un simbolo per quei colori sarebbe stato il massimo”.

Ravanelli allenatore della Juventus suona bene…

“Me lo auguro…sarebbe un sogno ma non dipende solo da me, sto cercando di lavorare e prepararmi al meglio tenendomi sempre aggiornato e girando il mondo. Vorrei avere nuovamente la possibilità di far conoscere la mia idea di calcio, magari con un pizzico di fortuna in più rispetto all’ultima negativa esperienza di Ajaccio dove mancavano gli elementi fondamentali per lavorare serenamente…e non voglio dire di più. Dopo ho avuto qualche possibilità che purtroppo non si è concretizzata. La cosa che mi infastidisce però è che non viene dato spazio agli allenatori emergenti, sono sempre i soliti, anche se a volte mediocri, ad essere assunti e ad avere possibilità. Io parlo tre lingue e conosco bene il mondo del calcio anche in terra inglese e francese…spero che presto possa arrivare il mio momento”.

Proprio conoscendo bene Premier e Ligue 1 che futuro prospetta per i nostri italiani all’estero?

“Conte, Ranieri e Mazzari stanno lavorando molto bene, sono sicuro che lasceranno il segno. Mi dispiace molto per Guidolin che stava costruendo un progetto solido allo Swansea e invece è stato ingiustamente esonerato. Spero che la dirigenza gallese lo richiami al più presto perchè la squadra sta naufragando nei bassifondi della classifica. Comunque sono tutte ottime persone e professionisti preparati che stanno esportando la scuola calcistica italiana in un paese che ha una grandissima trazione in questo sport e ciò è un grandissimo attestato di stima per tutti noi”.

Conte era un protagonista annunciato?

“Antonio è secondo me il miglior allenatore del mondo. E’ caparbio e io ero sicuro che avrebbe fatto bene. Mi stupisco di chi non lo stimava come tale e pensava che sarebbe andato a Londra per tornare presto sconfitto. Al Chelsea ho avuto personalmente modo di vedere che lo stimano tutti, perchè è un professionista serio, preparato e che ama il suo lavoro. In poco tempo ha convinto tutti del suo progetto e i giocatori lo stanno seguendo perchè è un trascinatore, e questo è solo l’inizio…”.

Ranieri lascerà il segno in Champions?

“Ranieri assomiglia molto a Trapattoni, è una persona molto educata, rispettosa e preparata. Lo scorso anno ha compiuto un vero e proprio miracolo, ed è normale che quest’anno abbiano una flessione. Sono partiti inoltre anche giocatori importanti in estate e in più adesso con la Coppa d’Africa hanno perso altri uomini chiave ma nonostante ciò sono sicuro che faranno una buona stagione. La qualificazione da primi nel girone è un altro miracolo e sono sicuro che, anche agli ottavi, faranno bene e passeranno il turno”.

Super Mario è davvero rinsavito oppure è un fuoco di paglia?

“E’ difficile valutare Balotelli, spero abbia capito il valore di questa opportunità e che continui a lavorare per tornare ad alti livelli come merita. E’ un calciatore importante, con numeri da fuoriclasse e l’unico modo per tornare grande è lavorare seriamente lontano dalle tentazioni, dai social e da tutto il resto. Super Mario può farcela ma dipende solo da lui”.

Propositi per il 2017 di “Penna Bianca”?

“Spero di avere la possibilità di allenare una squadra che, indipendentemente dalla categoria, mi dia modo di portare la mia idea di calcio lavorando serenamente, con un progetto solido e la stima della dirigenza”.

1 commenti

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  1. Maverick - 1 mese fa

    Interessante, soprattutto la parte in cui sostiene che “ero uno degli attaccanti più forti del mondo e arrivavo sempre nei primi 10 classificati del Pallone d’Oro”… peccato che se lo sia sognato: Ravanelli è stato inserito solo due volte nella classifica del Pallone d’Oro, una nel 1995 (12esimo pari merito, con ben 14 voti contro i 144 del vincitore Weah) e nel 1996 (16esimo pari merito, con ben 9 voti.. Deschamps 18esimo ne ha presi 8, per dire). Da li in poi, non solo non è più stato alla Juve, ma non è nemmeno mai più entrato in classifica.
    Rispetto per l’uomo e per la sua storia, ma la storia non deve essere una favoletta…

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