Asado, mate e gol: la ricetta vincente di Joaquin “El Tucu” Correa

Asado, mate e gol: la ricetta vincente di Joaquin “El Tucu” Correa

Contro l’Udinese il talento argentino ha realizzato il primo gol in biancoceleste. Ora l’ex Samp vuole conquistarsi un posto da titolare. Inzaghi è avvisato…

di Oscar Maresca

Un argentino lontano dal suo paese per ambientarsi ha bisogno di due cose: l’asado e il mate. Se poi arriva dal nord serve aggiungere un altro elemento fondamentale per farlo sentire a casa: il caldo. Comandamenti, che Joaquin El Tucu Correa da Siviglia ha portato dritto a Roma. Le due tipicità sudamericane, infatti, a casa Correa non mancano mai. Per risolvere la questione temperatura, invece, appena possibile Joaquin si rifugia al mare con la fidanzata Desiré. Così El Tucu ha deciso di riprendersi l’Italia e la Serie A, stavolta per lasciare il segno. Da ieri, certo, il segno ha iniziato a lasciarlo nel cuore dei tifosi della Lazio: contro l’Udinese primo gol con la maglia biancoceleste per l’ex Siviglia. E che gol, da sudamericano vero. Destro e sinistro, gioco di gambe e Larsen al tappeto: poi tiro e Scuffet battuto. Una perla del Tucu ha permesso agli uomini di Inzaghi di superare i bianconeri di  Velázquez. Alla Dacia Arena è stata la serata delle prime volte, perché oltre a Correa, anche Acerbi ha siglato la prima rete in biancoceleste. El comienz de una gran historia”. Così su Instagram la bella Desiré ha commentato la magia del suo Joaquin. Mai frase poteva essere più profetica. La nuova avventura italiana di Correa riparte con decisione dallo splendido gol contro l’Udinese. E stavolta tutto è dalla sua parte.

CORREA 3.0 La maglia della Lazio è la terza divisa italiana che veste Correa. La prima è stata quella dell’Inter, nel 2012, quando El Tucu aveva ancora 18 anni. Nelle due settimane di provino in nerazzurro l’argentino stupì tutti e la dirigenza meneghina offrì all’Estudiantes, club che ha lanciato il giocatore, 2 milioni di euro per l’80% del suo cartellino. Nulla di fatto, perché il giovane Joaquin aveva troppa nostalgia di casa, della famiglia e dell’asado. Anche il freddo e la neve di Milano sembrarono ostacoli insormontabili per il giocatore argentino, che in vita sua tutta quella neve non l’aveva mai vista. Allora il ritorno in patria: buone giocate, gol e assist. Poi gli occhi dei club di mezza Europa si sono posati su El Tucu. Piedi da trequartista, velocità e movimenti da esterno sinistro. Qualità note a tutti, soprattutto alla Sampdoria, che nel 2015 decise di riportare Correa in Italia. Stavolta per più di due settimane. Un’intera stagione in blucerchiato con 31 presenze e 3 gol. Le qualità del Tucu erano indubbie, ma al giocatore argentino mancava ancora qualcosa. Quindi il passaggio al Siviglia: primi 6 mesi opachi in Spagna, poi l’esplosione. Nella scorsa stagione Correa ha totalizzato 39 presenze, 7 gol e 7 assist. In estate la chiamata della Lazio per sostituire Felipe Anderson. Con la maglia numero 11 sulle spalle il talento argentino si è conquistato la fiducia di mister Inzaghi allenamento dopo allenamento. Il primo sigillo in biancoceleste per ripartire ancora più forte. A Roma El Tucu ha ritrovato le emozioni di casa: asado, mate e temperature miti. La neve di Milano è solo un ricordo lontano. L’inverno di Roma sarà la nuova sfida da affrontare. Una stagione a disposizione dell’argentino per mostrare tutto il suo valore. A riscaldare il suo animo sudamericano ci penseranno i tifosi biancocelesti. Ai gol e agli assist, invece, penserà El Tucu Correa.

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