Gli allenamenti con mamma Maurita, le treccine “english style” e il sogno Premier: Laxalt al Mondiale per il grande salto

Gli allenamenti con mamma Maurita, le treccine “english style” e il sogno Premier: Laxalt al Mondiale per il grande salto

Il giocatore potrebbe lasciare il Genoa e in Russia è pronto a far bene

di Oscar Maresca

“Diego a tavola!”. Le urla giornaliere di mamma Maurita per convincere il piccolo Dieguito a mangiare. Lui che al cibo preferiva correre in giro per casa e giocare col suo pallone. Nel barrio di Santa Caterina a Montevideo tutti sapevano che Diego Laxalt era un bambino prodigio. Col calcio nel destino. E non è un caso che ora l’uruguaiano sia pronto al grande salto: la Lazio lo insegue da settimane e anche il Milan si è messo sulle sue tracce. Ma starà al Genoa fare il prezzo (già sui 15 milioni) e col Mondiale alle porte la valutazione non potrà che crescere.

STORIA  Il suo primo allenatore? Proprio Maurita, la mamma che con tanta pazienza e dedizione si schierava in porta parando i tiri di Diego. Sempre lei ha insegnato al figlio la tecnica giusta per giocare col piede sinistro. Il resto è talento naturale. Così Laxalt dopo aver completato la trafila col Defensor, club di Montevideo, esordisce in prima squadra nel 2012 all’età di 19 anni. Quindici presenze e un gol nella massima serie uruguayana, tanto basta per convincere l’Inter a portare in Italia il giovane Laxalt. Sogno ad occhi aperti per Diego, cresciuto col mito del connazionale Recoba, grande idolo nerazzurro. Alla Pinetina (oggi Centro Sportivo Suning) tutti ricordano Laxalt solo per le sue treccine, da sempre marchio di fabbrica. Zero infatti le presenze in nerazzurro. All’età di 15 anni, dopo un provino al Chelsea, la figlia del responsabile scout per il Sudamerica disse all’uruguyano: “Per giocare in Inghilterra devi avere le treccine“. E allora via con la nuova acconciatura english style, portafortuna di una carriera in ascesa. La Premier è sempre stato il grande obiettivo di Laxalt, così come il Mondiale. Uno dei due si è finalmente avverato, per l’altro… mai dire mai. Dopo le ottime prestazioni al Genoa il futuro del giocatore è infatti in bilico: Lazio, Milan, Sporting Lisbona e ancora sirene estere. Tutti tengono d’occhio Laxalt, che a Russia 2018 è pronto a mostrare tutto il suo valore.

MONDIALE PER IL SALTO  Di Laxalt in nerazzurro i ricordi sono sbiaditi. Solo qualche allenamento, zero presenze e tanti prestiti. L’Inter è stata una grande occasione mancata per il centrocampista uruguayano, che però non si è scoraggiato e in giro per l’Italia si è pian piano affermato. Una stagione al Bologna nel 2013-2014 con 15 presenze e due reti, l’anno seguente all’Empoli alla corte di Sarri con solo 4 presenze all’attivo. Mollare sarebbe stato più semplice che crederci, ma Laxalt alle difficoltà ha sempre reagito con garra, tipica per un sudamericano. Nel 2015 l’occasione Genoa: Gasperini lo chiama in rossoblu e ripone nel centrocampista uruguayano tanta fiducia. L’allenatore trasforma così Laxalt da mezz’ala a esterno, sia di attacco che di difesa. Correre per Dieguito non è mai stato un problema. Otto presenze alla prima stagione col Grifone, ben trentasei apparizioni e tre reti nella seconda annata. Il Genoa riscatta il giocatore nel luglio 2016 per 4 milioni e anche quest’anno Laxalt si mette in vetrina con 32 presenze e 3 centri. Sono tanti i club che in questi giorni stanno bussando alla porta del patron Preziosi per chiedere di Laxalt. Almeno 15 milioni è il prezzo fissato dal Genoa per cedere il suo gioiellino. Che intanto in Russia non pensa al futuro, ma al presente. A fare bene con la Celeste al Mondiale. Obiettivo di una vita per Laxaltquando nel barrio di Santa Caterina correva e dava calci a una palla sognando un giorno di diventare un campione.

 

 

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