Lazio, la domenica perfetta di Danilo Cataldi

Lazio, la domenica perfetta di Danilo Cataldi

Assist, gol e una prestazione perfetta: così il centrocampista si è ripreso la Lazio

di Oscar Maresca

L’Olimpico, la Curva Nord e i gol. Dalla Lazio alla Lazio, più di 7 mesi dopo. Una domenica perfetta, dove tutto è tornato al suo posto. E non poteva essere altrimenti. Da fuori area, carica il destro e boom. Finalmente gol, finalmente Cataldi. Stavolta la maglia è quella giusta. La sua biancoceleste e non quella giallorossa, del Benevento, con cui il centrocampista ha realizzato l’ultima rete in Serie A, all’Olimpico, proprio contro la Lazio. In quell’occasione nessuna esultanza, ma scuse ai tifosi per il gol segnato da avversario. Controcuore. Il calcio è anche questo: a volte dà, altre toglie. A suo modo, però, sa essere unico. Capovolgendo storie ed emozioni. Il centro contro la Spal, l’esultanza con corsa sfrenata sotto la tribuna e il cuore disegnato con le mani verso la sua Elisa. Un dolce finale, che vale da nuovo inizio. “Il gol lo dedico a lei ha dichiarato Cataldi dopo la vittoria della Lazio per 4-1 contro la squadra di Semplici – ma anche ai tifosi che mi sostengono”. Assist per il primo centro di Immobile e una rete per due, firmato Cataldi. Diviso fra l’amore per la moglie e quello per la Lazio. Complementari. Un sentimento vivo, che ha aiutato il classe ’94 a scrollarsi di dosso pensieri negativi e angosce per i soli 58 minuti giocati in A da inizio stagione.

VOGLIA DI RISCATTO  La prima apparizione stagionale, lo scorso 18 agostocontro il Napoli, ha regalato a Cataldi un’emozione indescrivibile. Scendere in campo con la maglia biancoceleste a un anno e sette mesi dall’ultima volta. Poi le otto panchine consecutive con Lucas Leiva e Badelj davanti al classe ’94 nelle gerarchie di Inzaghi per il ruolo di regista. Ma Cataldi si è fatto trovare pronto e, con entrambi i colleghi out per infortunio, contro la Spal è arrivato finalmente il suo turno. Assist, gol e un’ottima prestazione: l’allenatore biancoceleste può essere soddisfatto. Dopo un anno e mezzo di prestiti fra Genoa e Benevento la voglia di riscatto del centrocampista è tanta. Cresciuto nel settore giovanile della Lazio, dopo il primo anno da professionista in Serie B col Crotone, il giocatore era tornato a Roma per giocarsi le sue chance con la Lazio. Tre stagioni fra il 2014 e il 2017 con 47 presenze all’attivo, 2 gol segnati e per uno spezzone di gara anche la fascia di capitano stretta al braccio. Il 9 marzo 2015, contro la Fiorentina, dopo l’uscita di Mauri e il via libera di Radu il ventenne Cataldi diventa capitano dei biancocelesti. Momento da ricordare per il classe ’94, che resta finora il  più giovane nella storia del club ad averla indossata. Segno di quanto sia importante la Lazio per Cataldi. E viceversa. Nonostante i momenti difficili, le separazioni momentanee e quella frattura con i tifosi, che pareva insanabile, quando ai tempi del Genoa il centrocampista romano esultò per un gol di Pandev contro il club biancoceleste. Passato da accantonare. Adesso per il giocatore conta solo il presente alla Lazio. “La voglia che sia solo l’inizio”: parola di Danilo su Instagram. Il gol segnato, l’Olimpico e la Curva Nord in festa. Elisa in tribuna ad applaudirlo. Tutto è tornato al suo posto. In una domenica, per Cataldi, praticamente perfetta.

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