Ravanelli: “Juve, il Real non fa paura. Con la Lazio tutto da perdere”

Ravanelli: “Juve, il Real non fa paura. Con la Lazio tutto da perdere”

Fabrizio Ravanelli, doppio indimenticato ex di Juve-Lazio, ha commentato ai nostri microfoni i prossimi impegni dei bianconeri partendo dalla finale di Coppa Italia di domani sera, passando per la corsa scudetto e la finale di Champions League. Per “Penna Bianca” un occhio anche sul suo Perugia e sul futuro da allenatore.

Juventus – Lazio finale di Tim Cup, che partita si aspetta?

“Spettacolare, perché si affronteranno due grandi squadre con giocatori di qualità. La Juve non ha bisogno di presentazioni, mentre la Lazio non è una sorpresa ma una conferma. Lotito e Tare hanno costruito la rosa con attenzione, mentre Inzaghi li ha fatti crescere molto sotto il piano tattico. Penso soprattuto a Biglia, capitano e fulcro del gioco, che dimostra la sua grandezza anche con la maglia dell’Argentina”.

Per essere protagonisti in Europa League cosa manca?

“Sarà fondamentale non cedere gli uomini più importanti e allungare la panchina seguendo l’idea di gioco di Inzaghi. Credo serva un playmaker per far rifiatare Biglia, tipo Lucas Torreira, e un jolly difensivo di livello”.

Domenica ci sarà Juve – Crotone, il tricolore è in pericolo dopo il K.O. di Roma?

“Non credo, lo scudetto arriverà, i bianconeri hanno a disposizione 2 match point con Crotone e Bologna. La sconfitta con la Roma sarà servita alla squadra per recuperare la concentrazione e riprendere il cammino. La finale di domani stancherà la squadra di Allegri ma sono certo che, qualora riuscissero a vincerla, l’adrenalina li caricherà al massimo e batteranno i calabresi”.

L’ultima Champions bianconera, targata 1996, porta soprattutto la sua firma. Come si vince a Cardiff?

“La Juve dovrà essere brava a mantenere salda la mentalità che li ha guidati in tutta questa stagione straordinaria. Ci vuole sacrificio ma soprattutto unità. Sono certo che faranno una grandissima partita, perché arriveranno molto più consapevoli e maturi rispetto al 2015. Dopo aver sconfitto Barça e Monaco il Real Madrid non deve far paura”.

3 trofei in palio nei prossimi 18 giorni. Quale sarà il più difficile da raggiungere?

“Senza dubbio quello di domani sera. E’ una questione di componenti e non di forza delle squadre che dovranno affrontare. La Juve contro la Lazio ha tutto da perdere e niente da guadagnare, mentre contro il Real Madrid, qualora non vincesse, sarebbe comunque un grande successo. Perché ci arriveranno dopo aver vinto il sesto campionato consecutivo, magari la Coppa Italia e dopo un percorso europeo dove, fino alla finale, hanno preso solo 3 gol senza mai perdere. Per i bianconeri arrivare il 3 giugno già con 2 titoli in bacheca semplificherebbe il compito e allenterebbe la pressione, nonostante la fame di vincere rimarrebbe forte perché è un titolo che manca da 21 anni”.

Qualora fosse “Triplete”, Allegri avrebbe concluso il suo ciclo?

“Siamo solo all’inizio! Sono uno dei pochi club al mondo che vuole sempre vincere e questo è il motore principale per diventare forti. In più hanno una grande intelligenza e un’umiltà che permette di uscire fuori da qualsiasi situazione con forza e determinazione. Credo che Allegri abbia dimostrato di essere perfettamente in linea con questa scuola di pensiero, quindi perché cambiare?”.

Il suo Perugia ha raggiunto i Play-off di B, l’ultima volta c’era anche lei in campo…
“Eh si, son passati 12 anni, hanno davvero tutte le carte in regola per andare in A. Il Benevento è un’altra grande pretendente che gioca un calcio ottimo così come il Carpi, che spero, qualora si qualificasse, di incontrare il più tardi possibile”.

Il futuro di mister Ravanelli?

“Studio e cerco di prepararmi al meglio perché amo il calcio e vorrei comunicare le mie idee tecniche, tattiche e umane. Purtroppo non ho un procuratore che mi sponsorizzi e questo rende le cose molto più difficili. A me non interessa la categoria, basta che ci sia un progetto serio finalizzato alla crescita della squadra. Ad Ajaccio ho vissuto una situazione societaria disastrata e, nonostante le ottime prestazioni con PSG, Lione e Montpellier, ci si ricorda solo della polemica di Hengbart”.

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