Pesenti, il “gemello” di Belotti segna a raffica con il Pro Piacenza: “Mi volevano Juve e Everton, ma l’AlbinoLeffe mi ha tarpato le ali. Impazzivo per Possanzini

Pesenti, il “gemello” di Belotti segna a raffica con il Pro Piacenza: “Mi volevano Juve e Everton, ma l’AlbinoLeffe mi ha tarpato le ali. Impazzivo per Possanzini

Nell’anno del Gallo (secondo il calendario cinese) in Lega Pro si prende la scena Brontolo arrivato già a quota 10 reti con il Pro Piacenza che viaggia spedito verso la salvezza e accarezza il sogno playoff. Due destini che si uniscono quelli di Andrea Belotti, appunto il Gallo, e di Massimiliano Pesenti, ribattezzato dai compagni come il più polemico dei 7 nani per i suoi continui lamenti durante le partite (“Sono un rompipalle, ma lo faccio per spronare e aiutare i compagni a migliorarsi”).

GEMELLI DIVERSI. Andrea e Max hanno fatto coppia all’AlbinoLeffe nella stagione 2012/13: un feeling speciale in campo, ma non solo. Amici per la pelle, in tutti i sensi. Tanto da farsi due tatuaggi insieme: “Nell’estate 2014 ci siamo tatuati sull’indice destro “Who”, la canzone di Tujamo che ascoltiamo sempre prima di ogni gara, e sull’indice sinistro io “Belo” e lui “Peso” come simbolo del nostro legame. Ancora oggi prima di oggi partita ci mandiamo un messaggino per caricarci a vicenda”. Anche l’esultanza ai tempi era di coppia: “Ci mettevamo le dita nelle orecchie a mo’ di cuffietta come facevamo nel pre-partita con Who sparato nello orecchie. Non era ancora diventato il Gallo…”. Quell’anno i gol in tandem furono 20 e Andrea volò in B al Palermo: “ Anche a distanza il legame fra i due è rimasto fortissimo: “Lo riempivo di consigli e lui ne faceva tesoro, non come i giovani di adesso che non ascoltano e pensano di avere la verità in tasca e che tutto gli sia dovuto. Andrea – dice Pesenti – ci metteva l’anima per migliorarsi e ha avuto una crescita pazzesca, diventando uno degli attaccanti più forti d’Europa. Non ho mai visto nessuno con la sua fame e voglia di arrivare”. Complimenti ricambiati. Il Gallo tutte le settimane lo tempesta di messaggini per caricarlo: “Dopo ogni gol mi scrive che sono fortissimo e che mi aspetta in Serie A. Secondo lui non centro nulla con questa categoria, ma quando ero giovane ho commesso tanti sbagli”. A tormentarlo gli infortuni: “A Lumezzane uno strappo di 5 centimetri. Per un anno e mezzo continuavo a farmi male. Ero distrutto e durante quel calvario ho pensato anche di smettere prima di scoprire che era un problema legato ai denti. Grazie al sostegno di papà Arturo e dei miei fratelli Giorgio (sono gemelli) e Alessandra”.

LE PESENTATE Max però è un po’ Dottor Jekyll e Mr. Hyde: “In settimana sono il ragazzo più tranquillo del mondo, in campo divento una belva e ho commesso tante cazzate, le chiamo Pesentate”. Un po’ Cassano un po’ Balotelli: “L’ultima? A ottobre ho mandato a quel paese l’arbitro contro il Renate e ho beccato 3 giornate. La cazzata più grande quando giocavo a Prato. Contro il Frosinone stufo degli insulti dei tifosi al Matusa ho sputato contro di loro. E’ stata l’unica volta che mia mamma Maria Angela si è vergognata di me…”. Eppure Pesenti è stato più volte vicino al grande salto: “Quando ero in Primavera segnai 20 gol sotto età. Mi volevano l’Everton e la Juve di Chiarenza, ma l’AlbinoLeffe non mi ha ceduto e mi ha mandato in prestito in Lega Pro L’ho vissuta come un’ingiustizia e mi ha segnato nei primi anni carriera. Andreoletti mi ha tarpato le ali anche due anni fa quando mi voleva il Frosinone. Mi hanno tenuto a tutti i costi e alla fine loro sono andati in A. Quante incazzature…”. Adesso però Peso ha trovato l’ambiente giusto e per l’estate ci sono già sirene dalla B (piace al Cittadella). Cresciuto con il mito di Ruud Van Nistelrooy e Davide Possanzini come idolo: “Ero negli Allievi e ogni tanto salivo per gli allenamenti con la Prima Squadra. Possanzini quando partiva In velocità sembrava Ronaldo. Gli lanciavi la palla e andava in porta palla al piede”. Le Pesentate sono un ricordo e ora gli unici strappi alla regola sono il sushi e il ragù: “Tutta colpa della mia fidanzata Micol che è una cuoca super e mi vizia”. Non è troppo tardi: Belotti lo aspetta…

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