SetteBello di promozioni per Giorgio Perinetti: Venezia torna in B dopo 12 anni

SetteBello di promozioni per Giorgio Perinetti: Venezia torna in B dopo 12 anni

Palermo-Bari-Siena-Venezia. Le tappe vincenti, in alcuni casi più volte (Venezia) e a distanza di tempo (Palermo), della carriera di Giorgio Perinetti. Con la promozione di ieri l’esperto dirigente romano è salito a quota 7. L’ultima in quel di Venezia ottenuta bissando il successo di dodici mesi fa. Dai Dilettanti alla Serie B in soli due anni. Una impresa che nel calcio italiano mancava da sessant’anni (la firmò il Mantova tra il 1956 e il 1958). Competenza e abilità gestionali quelle di Perinetti (fresco di nomina a vicepresidente dell’Adise) che hanno permesso al Venezia americano di scalare rapidamente le categorie del nostro calcio. Una passione quella calcistica che il 63enne Perinetti coltiva sin dai tempi del Ginnasio, quando come compagno di banco aveva un certo Christian De Sica. Tra i banchi il pallone la faceva da padrone: con Giorgio tifoso della Roma e Christian simpatizzante laziale. Alla scuola di Luciano Moggi, prima a Napoli e poi alla Juventus, Perinetti ha affinato le sue doti, scovando numerosi talenti. E oggi è proprio lui a coltivare nuovi dirigenti (l’ultimo a spiccare il volo dal suo nido è stato Daniele Faggiano, attuale d.s. del Parma). Coadiuvato dal 29enne Giampaolo Marcheggiani, in Laguna l’ex direttore di Roma e Napoli non ha sbagliato una mossa nell’ultimo biennio, centrando così il ritorno in B della formazione arancioneroverde con addirittura tre giornate d’anticipo. Gli importanti investimenti del patron Joe Tacopina sono stati amministrati con saggezza da Perinetti, capace per l’ennesima volta di costruire una corazzata in grado di vincere subito. Marsura, Moreo, Domizzi e Garofalo, tanto per citarne alcuni, sono stati i colpi di una campagna acquisti pirotecnica. Specialità che negli ultimi anni avevano assaporato a Bari, Siena e Palermo. Tutte pilotate in Serie A da “Re Giorgio”, come l’hanno ribattezzato i tifosi veneziani che alla fine di ogni gara gli dedicano il coro “Perinetti alè alè”, al quale il dirigente risponde, in segno di saluto, agitando il capello. Un gesto divenuto quasi un tormentone, come la sciarpa arancioneroverde sempre immancabile al collo del dirigente. E per l’anno prossimo a Venezia hanno già le idee chiare: l’obiettivo si chiama Serie A. In cabina di regia c’è l’uomo giusto per realizzare un altro capolavoro…

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