Giovanni Galli: “Donnarumma? Il migliore per i prossimi 50 anni. Che delusione la Fiorentina! Farò l’allenatore

Giovanni Galli: “Donnarumma? Il migliore per i prossimi 50 anni. Che delusione la Fiorentina! Farò l’allenatore

Giovanni Galli è un campione del mondo dentro e fuori dal campo di calcio. Dopo aver vinto tutto da portiere del Milan, delinea insieme a noi il futuro dei rossoneri e dei molti giovani promettenti usciti dalla loro cantera, fra cui Donnarumma. Incoraggia il Napoli, non risparmia stilettate alla “sua” Fiorentina e ci confida un suo sogno nel cassetto…

Questo Milan…l’è un gran Milan?
“Non ci facciamo abbagliare da una vittoria rocambolesca. E’ una squadra con tanti giovani italiani e che si sta ricostruendo, questa sarà una stagione di transizione, dove si metteranno le basi per tornare competitivi in un futuro comunque lontano. Montella è un tecnico esperto che ha sempre fatto bene, a Milano ancora deve mostrare il meglio di sé. Lui ha capito che per avere il sostegno di tutti non basta solo giocare bene, ma servono i risultati che ti permettono anche di lavorare meglio sulla squadra. Il calcio divertente che Vincenzo proponeva a Firenze è ancora molto lontano, servirà tempo.”

Manuel Locatelli da Lecco, 18 anni e subito un gol all’esordio…è nata una stella?
“Lasciamolo lavorare, ha ottime qualità ma anche bisogno di lavorarci per affinarle e migliorarle. Il Milan negli ultimi anni, pur lasciando partire qualche talento, ha sempre curato bene il suo settore giovanile portando in prima squadra giocatori del calibro di: Calabra, De Sciglio, Donnarumma e adesso Locatelli. Sono giocatori che un domani potranno rappresentare il futuro rossonero e della Nazionale, perché escono dalla primavera del Milan, uno dei club più titolati al mondo e con una tradizione importante e incontestabile, non parliamo mica di Atalanta, Chievo o Sampdoria.”

Da una possibile stella a un’altra…un suo giudizio su Donnarumma.
“Per come l’ho visto crescere in questo anno…se a Buffon dovesse venire la febbre non mi preoccuperei più. Fino all’anno scorso non vedevo alternative valide in grado di sopperire alla sua mancanza, oggi ripongo grande fiducia in Donnarumma. Lo stesso Buffon in Nazionale lo sta aiutando a crescere e a diventare un campione dentro e fuori dal campo.

In cosa deve migliorare?
“In tutto. Ha ancora 17 anni, non deve assolutamente pensare di essere pronto, altrimenti subirà una grandissima involuzione che lo porterà a cadere nel dimenticatoio. Non credo lui sia così presuntuoso, mi sembra un ragazzo disciplinato, intelligente e con la mentalità da professionista. Ha una struttura fisica imponente che non limita la sua grande agilità e soprattutto non perde mai la concentrazione nonostante la giovane età. Credo che i grandi portieri nascano ogni 50 anni, dal 1900 al 1950: Zoff, che è nato nel 1942; dal 1950 al 2000: Buffon (1978, ndr) e dal 2000 al 2050 sarà Donnarumma (1999, ndr).”

A chi si ispirava Giovanni Galli?
“Sono cresciuto con una generazione di portieri fenomenale, forse irripetibile. Agli inizi Zoff, Albertosi e Castellini erano miti che emulavo, nel corso della mia carriera sbocciarono di pari passo giocatori di livello come Tacconi, Tancredi, Zenga e Bordon. I migliori per me rimangono Zoff e Buffon. Oggi siamo più restii a dare fiducia ai giovani estremi difensori italiani, ma in realtà la maggior parte sarebbero garanzie. La nostra scuola, negli ultimi anni, deficita nella formazione di difensori di livello ma non in quella dei portieri. La Serie A annovera, ad esempio, gente come Perin, che è un ottimo prospetto, Lamanna, suo secondo al Genoa che lo ha sostituito più volte dimostrando grandi doti…purtroppo per questi e altri talenti l’esplosione di Donnarumma rappresenterà un problema per potersi affermare e giocare in Nazionale, come fu Zoff per la mia generazione con la sua classe e longevità sportiva.”

Il Napoli zoppica e la “sua” Fiorentina è disorientata, quali sono i motivi di queste due differenti crisi?
“Il Napoli è una grandissima realtà del nostro campionato ed è l’unica che può impensierire la Juventus. Certo è che la squadra ha bisogno di unità d’intenti tra allenatore e presidente. Devono capire quale è l’obiettivo comune e insieme perseguirlo senza inutili polemiche. Sarri e i giocatori mettono in campo ogni domenica un ottimo calcio, stanno lavorando per diventare una realtà importante del nostro campionato nonostante questo sia un processo che richiede molto tempo. Il Napoli è più squadra di tutte, se gioca come sa, su 38 partite ne vince 32 e ne perde due, purtroppo non ha il cinismo della Juventus che trionfa, grazie ai singoli, anche quando gioca male. La Fiorentina è disorientata, stanno ancora cercando un’identità. Ci sono molti giocatori mediocri, non ci sono fuoriclasse e coloro che avrebbero dei numeri in più come Kalinic, Borja Valero e Gonzalo Rodriguez non stanno rendendo. Paolo Sousa non ha trovato la quadratura del cerchio e non credo abbia in mente delle soluzioni concrete per risolvere questa situazione quanto prima.”

Quali giocatori sapranno curare questi malesseri?
“Il Napoli ha la forza della coralità e ancora deve inserire completamente alcuni nuovi acquisti che, avendo avuto problemi fisici, non hanno fatto bene la preparazione, vedi Gaccherini, Maksimovic, Diawara e Rog. Mi fido di Sarri. Certo è che la Juventus è la più forte per la lotta al titolo, e potrà perderlo solo se diventa presuntuosa. La Fiorentina ha illuso i suoi tifosi l’anno scorso quando esprimeva un grande calcio, a Gennaio 2016 purtroppo si è rotto qualcosa che ad oggi è stato rincollato, non riparato e ciò non è produttivo per la crescita della squadra, per cui anche i singoli ne risentono.”

Natio di Pisa avrà sicuramente seguito le tristi vicende dei nerazzurri…
“Sono tifoso del Pisa Calcio oltre che un grande amico ed estimatore di Gattuso. La situazione è paradossale, la città merita una società forte, solida e soprattutto credibile. I tifosi devono sostenere i calciatori perché sono incolpevoli. Se la situazione dovesse continuare su questa strada si rischierebbe di vanificare ogni sforzo fatto, dall’anno scorso finora, da parte di giocatori e staff tecnico.”

Lei ha sempre preferito fare il D.S. mai l’allenatore, come mai?
“Ho sbagliato e me ne sto rendendo conto in quest’ultimo periodo. E’ sempre stato un mio sogno allenare. Ho sempre cercato di apprendere e fare mie le massime e gli insegnamenti di ogni allenatore che ho avuto e quindi mi piacerebbe molto insegnare, senza presunzione, ai calciatori e potergli raccontare le mie esperienze di sportivo. Intanto inizierò dalla mia scuola calcio (A.S. Olimpia Firenze, ndr), per vedere se sono in grado di cimentarmi in questa nuova veste. Comunque ho sessant’anni e sono ancora giovane posso aspirare ad andare a fare l’allenatore ad alti livelli (ride, ndr).”

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