“Lapadula faceva l’esterno e Petagna voleva smettere” Mister Mario Petrone racconta i due attaccanti

“Lapadula faceva l’esterno e Petagna voleva smettere” Mister Mario Petrone racconta i due attaccanti

Quando ho letto sul giornale i loro nomi fra i convocati di Ventura per lo stage della nazionale, mi sono emozionato. Lapadula e Petagna, oltre che due grandi attaccanti, sono ragazzi eccezionali. Sono fiero di aver allenato e aiutato entrambi in un momento complicato della loro carriera“. Parola di mister. Mario Petrone ha cucito su misura all’attuale numero nove del Milan il ruolo di goleador ai tempi del San Marino: “Quando arrivò faceva l’esterno di centrocampo. Mi è bastata una settimana di ritiro – svela Petrone – per capire che da punta sarebbe stato imprendibile. Gianluca sente la porta, ha un innato e famelico senso del gol“. Una trasformazione che ha dato grandi risultati: “Lapa fece 20 reti e centrammo la promozione in Prima Divisione. Anno dopo anno si è sempre migliorato, non mi sorprende vederlo al Milan e in nazionale. Non è cambiato di una virgola“. Petrone poi ha anche un consiglio per Montella: “Lapadula diventa devastante in coppia con un’altra punta. È stato così con D’Antoni a San Marino e pure con Donnarumma a Teramo e Caprari a Pescara. Nel tridente è un po’ sacrificato e fa più fatica come accaduto nell’unica sua stagione negativa vissuta fra Cesena e Frosinone“. Chi invece ha sempre avuto le stimmate del centravanti di razza è Andrea Petagna, che però – dopo gli exploit nelle giovanili milaniste – due anni fa stava per smettere come svelato qualche mese fa in un’intervista alla Gazzetta. Anche nel caso della rinascita del Bisonte dell’Atalanta c’è lo zampino del tecnico napoletano: “Petagna stava per smettere. Non aveva richieste e lo convinsi personalmente a venire ad Ascoli. È stata una trattativa lunga: eravamo in attesa del ripescaggio in B e mi chiamava tutti i giorni, temendo che la trattativa potesse saltare. Da noi ha trovato quella fiducia che gli era sempre mancata nelle precedenti esperienze“. Se Lapadula è istinto puro, Petagna è il prototipo dell’attaccante vecchia maniera come racconta Petrone:”Andrea ha doti fisiche incredibili, è una forza della natura. Con il suo fisico riesce a nascondere la palla ai difensori avversari e diventa immarcabile. Se riuscirà a restare sempre sul pezzo, può fare una carriera incredibile perché in Italia nessuno ha le due potenzialità“. Dopo tre promozioni (San Marino, Bassano e Ascoli) negli ultimi cinque anni ora l’allenatore campano è in attesa di una nuova sfida professionale e di un nuovo centravanti da scovare e rilanciare: “Ho avuto alcuni abboccamenti con club di B e Lega Pro, ma aspetto la chiamata giusta. Cerco un progetto serio e ambizioso, non mi dispiacerebbe provare un’avventura all’estero“.

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