A tutto Marino: “Napoli mancano top player, sarà dura. Inter – Modric ci credo! Altrimenti arriverà…”

A tutto Marino: “Napoli mancano top player, sarà dura. Inter – Modric ci credo! Altrimenti arriverà…”

Non solo calciomercato ma anche tanto Napoli, aneddoti e ricordi dello storico manager del calcio nostrano

di Niccolò Maria Santi, @https://twitter.com/Niccolo_Santi

Un lupo del mercato. Natio di Avellino, partito portiere e cresciuto manager con il fiuto per i talenti veri e fulgidi che fanno innamorare del bel calcio. Una carriera ricca di soddisfazioni e successi sempre con un sorriso beffardo accompagnato da professionalità e classe. Manca poco alla chiusura del mercato e lui, che da protagonista è andato a caccia di fenomeni per tanti anni, ci disegna il suo quadro, arricchito da preziosi aneddoti di vita e di sport come sempre ai microfoni di “Casa Baggio” e “Gazza Mercato”.

L’oro di Napoli di epoca Maradoniana le è presto stato sottratto, colpa di Moggi?

“Io contrastavo molto Luciano in ogni campo. Ma non è stato per questo. Nel 1987, dopo il doppio trionfo in campionato e in Coppa Italia, ho litigato con Ferlaino perché non voleva prendere Matthäus nonostante io avessi un accordo con il calciatore che si sarebbe svincolato con un parametro UEFA. Inoltre ha più volte insistito perché io mi candidassi come deputato per la DC, io ho rifiutato e così è arrivato Moggi a sostituire il grande Italo Allodi. In conseguenza di ciò si sono aperte per me le porte alla Roma”.

Dopo Roma e il ritorno ad Avellino è arrivata la parentesi Pescara baciata anche dal talento di Max Allegri…

“Era un predestinato. All’intervallo di ogni partita Massimiliano andava in solitudine nel magazzino a cambiare i bulloni delle scarpe senza l’aiuto di nessuno. Dopo poco mi chiamava per darmi educatamente indicazioni sull’operato tecnico-tattico dell’allenatore ed io prontamente riferivo. Lui aveva una capacità incredibile di leggere le partite e infatti lo stesso Galeone, dopo poco, lo ha eletto allenatore in campo”.

Quattordici anni fa De Laurentiis le ha affidato la rinascita dalle ceneri verso la A del Napoli…

“Prima di lui nell’agosto 2004 io e Giampaolo Pozzo siamo andati a partecipare all’asta per provare ad acquisire il Napoli. La nostra offerta è stata di 5 milioni di euro inferiore a quella di De Laurentiis, il quale dopo una settimana mi ha chiamato per volermi con sé”.

Si ricorda il suo primo giorno?

“Siamo andati in ritiro all’ “Holiday Inn” di Castelvolturno, lì ho visto quattro riflettori e mi hanno spiegato essere un vecchio galoppatoio. Ho parlato con il Cristoforo Coppola, poprietario del tutto, al quale ho proposto di realizzare lì il centro sportivo. Lui, tifosissimo del Napoli, ha deciso di pagare di tasca sua pur di avere gli azzurri in ritiro ogni weekend e in pochi mesi ha realizzato tutto, per fortuna, visto che il nostro campo d’allenamento era stato chiuso per motivi di ordine pubblico. De Laurentiis per festeggiare voleva fare un’inaugurazione cinematografica, con elicotteri e tanto altro ma non è stato possibile perché necessitavamo di allenarci senza perdere tempo”.

Il successo più bello?

“Aver riportato il Napoli dalla Serie C alla Coppa Uefa in quattro anni. La partita contro il Benfica del 18 settembre 2008 è stato un momento meraviglioso che personalmente ha superato il trionfo dello Scudetto”.

Tra tutti i talenti visti, presi, sfiorati, sfumati… quali sono quelli che ricorda o per cui si rimprovera?

“Avevo opzionato Lewandowski e Huntelaar quando i partenopei erano in categorie inferiori e per poco non sono riuscito a farli sbarcare. Al tempo stesso non posso dimenticare la trattativa che ha permesso l’acquisto di Lavezzi. Il presidente del San Lorenzo e i procuratori erano proprietari del cartellino del giocatore e quindi la situazione divenne eccessivamente complessa. Dovetti trattare con ben 8 persone! Però il mio vero rimpianto è uno…”.

Ovvero?

“Luka Modric… L’ho scoperto quando aveva 19 anni e il Napoli era stato appena promosso in Serie B. Purtroppo non siamo riusciti a trovare le formule per portarlo da extracomunitario, nonostante con l’avvocato Sorrentino abbiamo provato in ogni modo”.

Cosa è successo?

“Ero andato a vedere Dinamo Zagabria – Hajduk Spalato. Ero lì per visionare un altro giocatore che si sarebbe svincolato di lì a poco. Sono rimasto però folgorato dalle movenze straordinarie di Modric, un furetto biondo che giocava da esterno e che ha poi segnato il gol vittoria della partita. De Laurentiis mi ha concesso subito di acquisirlo per 8 milioni di euro”.

Che futuro prospetta per l’asso croato, sarà nerazzurro?

“Ho fiducia anche se è un’impresa titanica portare via due top player come lui e CR7 al Real Madrid nella stessa stagione. Ha quasi 33 anni e penso che possa esprimersi ancora al meglio per 2/3 anni ed inoltre, dopo, potrebbe andare a giocare nel Jiangsu Suning e ciò rende l’operazione molto appetibile per il giocatore, nonostante la resistenza degli spagnoli. La volontà del croato è di partire e sarà determinante, anche se il tempo non aiuta”.

Cosa manca alle grandi di A a poche ore dalla chiusura del mercato?

“L’unica a cui manca qualcosa è l’Inter. Serve un uomo di qualità in mezzo al campo. Barella sarà quasi certamente l’alternativa nel caso in cui il croato non arrivasse. I nerazzurri penso abbiano già tutto pronto visto che il procuratore è lo stesso di Nainggolan. La Juventus è completa e il Milan con Bakayoko è pronto a rilanciarsi”.

Ha saltato il Napoli…

“Eh loro avrebbero bisogno di un difensore esterno e una prima punta di qualità. Due top player che diano la sensazione alla squadra di essere più competitiva dell’anno scorso. Le dirette concorrenti, Inter e Milan su tutte, si sono rinforzate molto e i partenopei potrebbero aver problemi anche solo a confermare il secondo posto, non solo a lottare per lo Scudetto. De Laurentiis dovrà tirare fuori dal cilindro due colpi per accontentare Ancelotti e la piazza”.

La Calcio Avellino SSD è il cucciolo dei lupi avellinesi le cui gesta sono state archiviate.

“E’ la mia città e per 11 anni ho dato tutto all’Avellino. Ciò che è accaduto è assurdo, grottesco. Non iscriversi per una fideiussione fatta male è vergognoso. Per fortuna Gianandrea De Cesare ha avuto la meglio e risolleverà sicuramente la situazione. Non lo conosco personalmente ma stimo molto il suo operato anche perché ho giocato a basket da ragazzo e l’ho fatto nelle giovanili della Scandone, l’attuale Sidigas proprio di De Cesare. Lui ha dato grande lustro a questa società portandola ai vertici della pallacanestro”.

E’ vero che De Cesare sta pensando a lei per ricostruire la rosa?

“Smentisco categoricamente che ci sia mai stato un colloquio o abbia ricevuto un’offerta per tornare nella squadra della mia città. Auguro il meglio a chi verrà in questa categoria così difficile dove ci sarà da fare un piano manageriale ben strutturato. L’Avellino merita la A”.

Negli ultimi anni lei è stato spesso accostato a società blasonate…

“Sono stato molto vicino alla Fiorentina, Pradè mi voleva ed eravamo a un passo dal chiudere. Lui poi è stato mandato via e hanno virato su Pantaleo Corvino. Lo stesso Giancaspro, un’ora dopo aver acquisito il Bari, mi ha chiamato per avermi in ogni modo. Io non me la sono sentita perché non ero adeguatamente documentato e quindi ho chiesto un po’ di tempo. Tutto ciò non mi è stato concesso. Attendo un progetto serio e solido”.

La colonna sonora della sua vita?

“A Napoli, in C, ho introdotto una canzone che era “Go West” dei Pet Shop Boys, una rielaborazione di un brano dei Village People. Questa canzone tuttora viene messa al San Paolo al termine delle partite e mi emoziona ogni volta”.

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