Beppe Savoldi senza freni: “Napoli, Milik farà la tua fortuna più di Higuain. Spalletti sei presuntuoso, fatti da parte!”

Beppe Savoldi senza freni: “Napoli, Milik farà la tua fortuna più di Higuain. Spalletti sei presuntuoso, fatti da parte!”

Giuseppe Savoldi, prolifico centravanti del calcio italiano anni ’70, ci racconta il suo punto di vista sul Napoli di Sarri pronosticando lo sviluppo del campionato senza perdere di vista i valori di un calcio che non c’è più. C’è spazio anche per rievocare lo scandalo “Totonero” e le verità non dette.

Secondo lei il Napoli ha fatto un calciomercato intelligente?
“Si è rinforzato rispetto all’anno scorso ha preso dei giocatori funzionali al gioco di Sarri, dovranno dimostrare di essere all’altezza delle aspettative. Giaccherini è un giocatore che può ricoprire più ruoli, ha trovato poco spazio fino adesso ma sono sicuro che risulterà fondamentale come Callejon, Martens e Insigne.”

Higuain è insostituibile oppure Milik saprà adeguatamente sopperire?
“Higuain ha fatto tantissimi gol, arrivare ai suoi livelli sarà difficile per Milik. Il Napoli ha uno stile di gioco che esalta il centravanti, con quei giocatori sugli esterni per un attaccante è facile fare gol. Milik è un uomo d’area di rigore, un opportunista che segnerà tanto. La partenza di Higuain ha esaltato il gioco di squadra, perché l’argentino ha una personalità ingombrante, vuole sempre palla e se non gli arriva non ha remore nel dispensare “vaffa…” a tutti, questo alla lunga pesa sulla sinergia del gruppo.”  

Esiste un dualismo Milik – Gabbiadini?
“Sarri ha già scelto Milik, chiaramente questo crea una competizione tra i due. Mi dispiace perché secondo me Gabbiadini, se gli avessero dato fiducia, avrebbe dimostrato di meritare il posto. Deve acquisire maggiore personalità, ha grandi qualità, ha però bisogno di giocare e di fare esperienza con un allenatore che creda in lui, altrimenti non crescerà mai e rimarrà un’eterna promessa. Senza la stima del mister vai in campo sfiduciato, hai difficoltà ad essere costante. Lui non ha la personalità di Martens che dopo la doppietta a Pescara ha polemizzato apertamente con Sarri, Gabbiadini è molto più rispettoso.”

Una squadra a cui Beppe Savoldi consiglia di investire su Gabbiadini?
“Potrei consigliarlo a Donadoni e al suo Bologna, dove Gabbiadini ha già fatto bene. Deve trovare comunque un allenatore che investa nel suo talento.”

Che trama dobbiamo aspettarci dal campionato?
“La Juventus si è rinforzata meglio del Napoli che secondo me non ha giocatori sufficientemente pronti a reggere il confronto con i ragazzi di Allegri. I bianconeri vincono perché sono più solidi a livello societario, questo è ciò che gli permette di essere primi da anni. La Roma non è una squadra matura, tutta la società non lo è, inoltre ha un allenatore presuntuoso e supponente. Spalletti dovrebbe farsi da parte, senza l’aiuto di Totti quest’anno avrebbe perso molti più punti e avrebbe giocato un calcio qualitativamente scarso. Per loro lo scudetto è un sogno, come lo è per l’Inter.”

De Boer, dopo la sconfitta di ieri, ha dichiarato che l’Europa League non è un obiettivo primario.
“Già questo fa capire tante cose… Alternano buone prestazioni a veri e propri disastri. Ha ragione l’allenatore quando dice che difendono come una squadra dilettantistica, l’allenatore e i giocatori devono cambiare impostazione, mancano di concentrazione e ordine. Mancano di credibilità e carattere, pensavano dopo la vittoria con la Juventus di aver risolto tutti i problemi e invece…”

“Mister due miliardi”, nel 1975 lei diventò il calciatore più costoso della storia del calcio, è da lì che il calcio ha smesso di essere un gioco ed è diventato un business?
“Penso di si. Da quell’affare io non ricavai tanti soldi. Non avevo un procuratore che facesse i miei interessi e mi permettesse di guadagnare miliardi come i calciatori d’oggi. Il vero affare lo fece il Napoli che guadagnò tre miliardi solo con gli abbonamenti. I soldi veri sono cominciati a girare qualche anno dopo quando sono entrati nel mondo del calcio i procuratori e i giocatori hanno avuto potere sul loro cartellino. Ai miei tempi le rose comprendevano 14 giocatori, per la maggior parte italiani, che giocavano a rotazione e 4 giovani della primavera in squadra, oggi ci sono 30 giocatori tesserati, molti stranieri, e 16 che giocano…vuol dire che gli altri 14 sono serviti per far fare soldi a qualcuno. Bisogna investire più sui giovani e sui settori giovanili per rilanciare la passione nella gente. Oggi il calcio non è giocato ma parlato, i calciatori sono più noti per quello che fanno fuori dal campo e non dovrebbe essere così.”

Capitolo “Totonero”: cosa spinge un calciatore professionista, con un lauto stipendio, a cadere nel baratro del calcioscommesse?
“I calciatori non lo fanno per soldi, lo assicuro. Dalle scommesse guadagno spiccioli rispetto agli stipendi che prendono. E’ tutta colpa di alcune sovrastrutture. Il “Totonero” non fu calcioscommesse. Era tutto un altro discorso, molto difficile da capire e spiegare con dinamiche scomode e determinanti. Non è stata raccontata la verità. Presero i giocatori più rappresentativi di tutte le rose di Serie A…e non fu un caso. Dissero che volevano coprire questioni politiche con questa storia…questo la dice lunga… Non ho mai spiegato i veri motivi a suo tempo e non lo farò mai.”

Beppe Savoldi detto “O Marajà” oggi cosa fa?
“Faccio il nonno a tempo pieno (ride, ndr), tra poco arriverà un terzo nipote, figlio di Gianluca (calciatore professionista anch’esso negli anni 2000, ndr). Ho fatto il commentatore per “La7” e “Sky”, sono sempre rimasto vicino al calcio e allo sport che, in generale, è sempre stata la mia passione visto che, oltre al calcio, ho fatto anche basket e atletica. Purtroppo non avevo un procuratore importante, come altri, e quindi sono rimasto per anni a fare l’allenatore in Serie C. Mio malgrado non sono mai riuscito a salire di categoria come volevo e quindi ho preferito smettere.”

1 commenti

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  1. marcobonf_618 - 2 mesi fa

    Grande Beppe. Affermazioni compromettenti senza peli sulla lingua.

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