Damiano Tommasi: “Sì a Roby Baggio in Federazione. C.T.? Più Di Biagio che Mancini”

Damiano Tommasi: “Sì a Roby Baggio in Federazione. C.T.? Più Di Biagio che Mancini”

“Se si candida Costacurta sono disposto a farmi da parte…” ha dichiarato l’attuale presidente dell’A.I.C. e candidato presidente alla F.I.G.C.

di Niccolò Maria Santi, @https://twitter.com/Niccolo_Santi

Fabio Capello lo definì l’uomo più importante dello Scudetto della Roma del 2001. “Anima candida” e centrocampista poliedrico dei giallorossi e della Nazionale che dal 2011, dopo aver deposto gli scarpini, indossa le vesti di presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, carica che da allora riveste con grande magnetismo e operosità. Oggi è l’unico candidato per sostituire Tavecchio alla guida delle F.I.G.C. con un programma estremamente interessante e avveniristico di cui ha parlato ai microfoni di “Casa Baggio” e “GazzaMercato”.

#cambiamoilcalcio è l’hashtag virale che lei ha lanciato, come si può e come si deve?

“Bisogna riportare il progetto sportivo al centro della discussione. Le politiche federali devono concentrarsi a migliorare e riqualificare il prodotto sportivo”.

Gli ex calciatori saranno protagonisti perché bisogna ripartire da chi il calcio l’ha giocato…

“Soprattutto da chi ha dato tanto alla maglia azzurra ed oggi è rappresentativo del nostro mondo. Riuscire a coinvolgerli sicuramente sarà una sfida che vorrei riuscire a vincere. Perché loro possono aiutare tutto il movimento a migliorare”.

Si è parlato di Totti e Buffon ma anche Roby Baggio potrebbe tornare a dare il suo prezioso contributo?

“Sicuramente. E’ stato un calciatore importante e, dopo il ruolo marginale che ha avuto nel settore tecnico, è l’esempio dell’ex calciatore ma soprattutto dell’uomo che faremo di tutto per coinvolgere nel nostro progetto”.

Perché la costituzione delle seconde squadre “Squadre B” nel sistema calcio è primaria?

“Altri paesi hanno già avviato e consolidato questa strategia che sta portando loro numerosi frutti. Dobbiamo valorizzare i nostri talenti e questa è la strada che più ci aiuterà anche a dare nuovo lustro alla Nazionale. Abbiamo tanti giocatori giovani che si perdono nel passaggio dalla primavera alla prima squadra, in questo modo noi li aiuteremo a consolidarsi in serenità e sarà più facile selezionarli ed aiutarli”.

Perché negli ultimi anni l’Italia, fucina di talenti, non ha saputo valorizzarli?
“Molti club di Serie A hanno preferito andare a pescare nei club esteri ragazzi più avanti nella formazione rispetto ai nostri. Probabilmente anche ad un costo inferiore. Di conseguenza i nostri talenti hanno fatto sempre più fatica a guadagnarsi spazio perché ritenuti acerbi. Noi siamo una fucina di talenti, dobbiamo tornare a gestirli e valorizzarli dandogli fiducia con maestria senza più compiere l’errore di escluderli o bruciarli. Al di là dello sport questa è una piaga sociale nostrana”.

Lei, da presidente dell’A.I.C., ha dichiarato che i calciatori necessitano di un cambiamento…
“Ho avuto chiaramente più volte modo di confrontarmi con loro. Vogliono che il progetto sportivo torni al centro e che si aumenti la solidità e la sostenibilità delle società. Dobbiamo evitare nuovi casi tragici come quelli di Modena e Vicenza dove le squadre, a metà campionato, rischiano di non scendere in campo per molteplici problemi che poi penalizzano i calciatori, i tifosi e tutto il calcio”.

In tutto ciò l’Italia necessita di un nuovo C.T.. Di Biagio ad interim, Mancini ieri si è proposto. Potrebbe esse lui la figura per lei più consona al nuovo corso?
“Non è il pensiero primario. E’ normale che qualsiasi allenatore abbia interesse a proporsi alla Nazionale. Credo però che, nelle prossime partite, sia giusto dare fiducia a Gigi Di Biagio che conosce adeguatamente la macchina azzurra e saprà far bene, dando così modo alla Federazione di ragionare sull’eventuale prossimo C.T.”.

Quindi potrebbe anche essere confermato Di Biagio come C.T. riprendendo il modello dei vari Bearzot, Vicini…

“Potrebbe anche essere. Ma ripeto ad oggi l’obbiettivo è l’elezione del 29 gennaio”.

Cosa imputa alla gestione Tavecchio? E’ una disfatta più sportiva o umana?

“Noi, fin da subito, abbiamo votato un altro candidato rispetto al presidente Tavecchio. La cosa che ci è pesata di più, da marzo fino ad oggi, è la completa mancanza di condivisione delle scelte e soprattutto il fatto di aver fatto molte scelte in funzione del voto piuttosto che del progetto. E’ un fallimento su tutti i fronti”.

Da qui al 29 gennaio cosa potrebbe mettere in crisi la sua candidatura?

“Ad oggi sono l’unico che ha ufficialmente espresso la propria candidatura. Anche se formalmente devo depositare ancora il documento programmatico. Sono convinto di fare il presidente federale per cambiare il calcio nei termini che ho esposto. C’è bisogno di coinvolgere e condividere su più fronti le scelte fondamentali, soprattuto con persone diverse da quelle che sono sedute oggi intorno al tavolo federale. Sono altrettanto convinto che, se prima di domenica, dovesse uscir fuori una candidatura unica che proviene dal nostro mondo, come Costacurta, e soddisfa le esigenze e i progetti comuni sono disposto anche a farmi da parte”.

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  1. anbront_153 - 9 mesi fa

    Su Tavecchio Tommasi dicee un sacco di cavolate, basta guardare il bilancio della federazione il super attivo, che hanno fallito la qualificazione dsonoai stati i giocatori di tlmmasi

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  2. frank44faust_864 - 9 mesi fa

    A parlare dopo sono tutti capaci. Però è proprio grazie a Tavecchio che il calcio ha subito una forte svolta con il Var ed altre iniziative che l’hanno fatto crescere. Non credo neppure che i Baggio, i Buffon o i Totti potranno portare benefici. Da nessuna parte c’è scritto che chi è stato un campione in campo, poi sarebbe diventato un grande allenatore o un importante dirigente.

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