È un paese per vecchi: da Totti a Pirlo, da Brienza a Caracciolo, ecco la riscossa degli over 35

È un paese per vecchi: da Totti a Pirlo, da Brienza a Caracciolo, ecco la riscossa degli over 35

Cos’hanno in comune Francesco Totti, Franco Brienza ed Andrea Caracciolo? No, non soltanto le numerose presenze e reti in Serie A, ma soprattutto un dato fondamentale: l’età. Ma nonostante gli anni che passano, la loro classe rimane immutata specialmente in questo inizio di campionato, tra Serie A e Serie B. Succede infatti che mentre in Europa i migliori giovani talenti illuminano i campi con guizzi repentini, questi tre “vecchietti” decidono ancora le partite in Italia. Totti, eterno capitano della Roma, ha appena festeggiato martedì quarant’anni, eppure il suo score segna una media incredibile: 6 partite, tra campionato ed Europa League, 2 gol, di cui uno da 3 punti contro la Samp, e tanti assist magici. Giovedì, contro l’Astra in Europa League, è partito titolare e l’epilogo è stato quasi scontato: 3 assist e candidatura Uefa come miglior giocatore della giornata. Situazione più o meno analoga a ciò che è andato di scena ieri sera al Rigamonti di Brescia. Nella partita tra Brescia e Bari, valevole per la quinta giornata di Serie B, la partita è stata decisa da altri due veterani del calcio italiano: 1 a 1, con gol di Caracciolo (35 anni) e Brienza (37 anni).

Ma se esploriamo oltre i nostri confini nazionali, altri “anziani” comandano in giro per il mondo. Zlatan Ibrahimovic, che compie trentacinque anni dopodomani, tiene a galla il Manchester United di Josè Mourinho con le sue sei reti. Sempre restando in Inghilterra, Gareth Barry dell’Everton ha già messo a segno due reti dall’inizio della stagione alla veneranda età di trentacinque anni. Negli Stati Uniti invece il “Maestro” Andrea Pirlo dispensa continui colpi di magia, anche a trentasette anni, come quello di ieri notte in cui ha consegnato sui piedi di David Villa la palla decisiva per la vittoria del suo New York City contro la Houston Dynamo. È anche grazie a lui se la squadra di Vieira è in testa alla Eastern Conference.

Insomma, per l’ennesima volta la classe sovrasta l’età e se continuassero così anche i giovani si abituerebbero a questa realtà: è un paese per vecchi.

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