Kean ultimo dei sedicenni d’oro. Sulle orme di Mancini e… Balo

Kean ultimo dei sedicenni d’oro. Sulle orme di Mancini e… Balo

Nel weekend in cui il 16enne attaccante della Juventus, Moises Bioty Kean, verrà portato in panchina dai bianconeri, andiamo a ricordare alcuni volti noti del nostro calcio, i quali già in giovanissima età sono riusciti a guadagnarsi la fiducia di importanti club italiani, ottenendo il privilegio di sedersi su alcune delle panchine più illustri della Serie A poco più che ragazzini.

Partiamo da Roberto Mancini, stella della Sampdoria e allenatore da anni sulla cresta dell’onda. Il Mancio fu acquistato dal Bologna appena 13enne e, dopo tre stagioni trascorse a fare la gavetta nelle giovanili, fu aggregato alla prima squadra all’età di 16 anni. Non ancora diciasettenne esordì in Serie A il 13 settembre 1981, nel match casalingo contro il Cagliari.

Francesco Totti fu un altro ragazzo che riuscì molto presto a guadagnarsi la fiducia del proprio allenatore e che riuscì così a bruciare le tappe. La bandiera della Roma trascorse tre stagioni nelle giovanili del club giallorosso prima di essere lanciato in prima squadra da Vujadin Boskov. Come Mancini, anche Totti all’età di 16 anni venne integrato nella rosa dei grandi e, dopo alcune panchine, riuscì a fare il proprio debutto in Serie A il 28 marzo 1993 nei minuti finali della sfida col Brescia.

Paolo Maldini fu convocato per la prima volta a sedici anni, a causa dell’assenza di Mauro Tassotti, per la trasferta al Friuli contro l’Udinese. Esordì nella stessa partita con la maglia numero 14 , il 20 gennaio 1985, lanciato dal Barone Nils Liedholm. Grazie all’allenatore svedese iniziò l’ascesa del bimbo prodigio, figlio dell’altra bandiera rossonera Cesare, che lo portò nell’arco di trent’anni a vincere tutto con la maglia del Milan e a diventare una leggenda.

Il capitano della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon fu acquistato dal Parma quando aveva solamente 13 anni e dopo una sola stagione riuscì a conquistarsi il posto da titolare nella Primavera del club emiliano, complici gli infortuni del primo e del secondo portiere. Dopo tre stagioni trascorse a difendere i pali della Primavera, il diciasettenne Buffon fu aggregato alla prima squadra e, dopo aver superato Alessandro Nista nelle gerarchie, riuscì a debuttare in A nella sfida contro il Milan come sostituto dell’infortunato Luca Bucci.

Sulle orme del numero uno juventino, anche il portiere rossonero Gianluigi Donnarumma è riuscito presto a guadagnarsi la fiducia del proprio club, venendo aggregato alla prima squadra giovanissimo. Acquistato quando aveva 14 anni, Donnarumma fu portato sulla panchina rossonera da Filippo Inzaghi all’età di 15 anni e 11 mesi, dopo aver ricevuto una deroga speciale dalla Federcalcio. A 16 anni ha fatto il suo esordio con il Sassuolo e da allora non ha più lasciato incustodita la porta rossonera.

Mario Balotelli è un altro top player il quale, ancora molto giovane, è riuscito a fare il proprio ingresso nel calcio che conta dalla porta principale. Dopo aver vinto Campionato e Torneo di Viareggio con la Primavera interista, Balo ottenne la fiducia del club e a 17 anni fu integrato nella prima squadra. Il 16 novembre 2007 Mancini decise di regalargli il debutto in Serie A e di dare così inizio alla sua travagliata carriera.

Moises Bioty Kean è dunque solamente l’ultimo di una lunga lista di talenti i quali sono riusciti presto a ottenere la fiducia dei propri allenatori. Il “Balotelli juventino” da domani potrà avere l’onore di porre il proprio nome al fianco di quello di calciatori che hanno fatto la storia del nostro calcio e a quello di chi questa storia sta contribuendo ad arricchirla.

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