Martina para tutto: “Dzeko ha detto no a Premier e Cina per la Roma. Perìn sfiderà Donnarumma. E l’Inter non tocchi De Boer”

Martina para tutto: “Dzeko ha detto no a Premier e Cina per la Roma. Perìn sfiderà Donnarumma. E l’Inter non tocchi De Boer”

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Silvano Martina, ex portiere di Genoa, Lazio e Torino e agente (tra gli altri) di Gigi Buffon ed Edin Dzeko, racconta a Gazzamercato il momento del numero 1 azzurro e la rinascita del centravanti bosniaco della Roma. Un personaggio vagamente da film noir, Martina è sempre presente nei salotti del calciomercato milanese durante le trattative. Un habitué sui divani degli hotel glamour-calcistici.

Dzeko sembra un altro rispetto la scorsa stagione. Perché secondo lei? 

“Edin è un grande giocatore, prima di tutto. La prima stagione in un campionato diverso può essere difficile per tutti. Lo è stato per tanti, così è andata anche per lui lo scorso anno. Prendiamo Zaza al West Ham, sta pagando dazio. Poi c’è stata pure una coincidenza: la Roma la scorsa annata faceva due gol a partita con il falso nove. È così, quest’anno, gira diversamente”.

La scorsa estate però poteva lasciare la Roma per l’Inter. 

“Sì, lo volevano i nerazzurri ma non erano nelle condizioni di fare un grande investimento per prenderlo, era lui il prescelto se fosse partito Icardi”.

E la Roma che avrebbe fatto?

“Per i giallorossi non era sul mercato. Niente Inter dunque. Da quello che so era arrivata un’offerta dall’Inghilterra e una anche dalla Cina. Trenta milioni alla Roma e 15 all’anno per Dzeko”.

E cosa è successo? 

“Che il club romanista avrebbero ceduto Edin solo davanti ad una richiesta del giocatore. Se Dzeko avesse chiesto di cambiare squadra allora ci sarebbe stata una chance molto concreta”.

E poi? 

“Ha scelto di restare a Roma e far vedere il grande giocatore che tutti conoscevamo. Ha fatto tanti gol in precampionato e 10 reti in campionato e potevano essere molte di più. Un grande giocatore. Se continua a fare così la Roma potrà vincere lo scudetto. Proprio come diceva Sabatini”.

Che ha lasciato la Roma…

“Una grande perdita, Walter è una persona perbene e intenditore di calcio. Non sarà facile sostituirlo. Uno che ha scovato talenti e che credo abbia contribuito a mettere a posto i conti della Roma”.

Chi vincerà lo scudetto? 

“Quello che spero? Scudetto alla Roma e Champions alla Juventus”.

E l’Inter? 

“Esonerare De Boer sarebbe ingiusto. I dirigenti nerazzurri sapevano bene chi prendevano. Si saranno documentati prima di tesserare l’olandese. Ecco a mio avviso andava affiancato da un vice allenatore italiano che potesse spiegargli i contesti. Ma c’è dell’altro”.

Cosa? 

“All’Inter mancano i giocatori italiani. Il senso di appartenenza è diverso e la squadra paga questo aspetto. Un problema per tutti i nostri club: io proporrei l’obbligo di almeno 4 giocatori in campo italiani. Quello che fanno in Russia e Ucraina”.

Intanto alla Juventus Buffon ha parato le ultime critiche. Che idea si è fatto? 

“Che siamo un paese strano, dove i social network hanno un ruolo esagerato. Ognuno può scrivere di calcio e si dicono spesso cose fuori luogo. Questo è successo anche per Gigi dopo gli episodi contro Spagna e Udinese. Ci vorrebbe più equilibrio da parte di tutti. I social sono negativi per il nostro calcio”.

E Buffon cosa le dice? 

“Ogni tanto scherziamo con lui. “Mi sento stanco” dice, sorridendo. Diciamo che ad un portiere della sua classe e della sua età sarebbe utile evitargli di fare tutte le partite. Alcune gare può risparmiarsele. Dopo il turno di riposo con la Sampdoria è tornato a Vinovo ricaricato. Ci sono due partite importanti all’orizzonte. Napoli e Lione, fare delle scelte con un calendario così lungo e difficile non è negativo”.

E si prepara per lui un erede come Donnarumma in nazionale…

“Gigio rappresenta una eccezione. Pochi a 17 anni hanno già difeso per due anni la porta del Milan. Rispetto a Buffon è un portiere più spettacolare, Gigi è più di posizione, lo è sempre stato durante la sua carriera”.

E gli altri portieri italiani? 

“Perìn del Genoa darà sicuramente fastidio per la maglia da titolare in nazionale, molto forte e competitivo. Poi mi parlano di Meret dell’Udinese e di un altro milanista, il giovane Plizzari: un solo problema davanti a lui, la sfortuna di arrivare dopo Donnarumma…”.

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