Roma-Chievo, la legge del Faraone: per El Shaarawy sfida speciale contro i gialloblù

Roma-Chievo, la legge del Faraone: per El Shaarawy sfida speciale contro i gialloblù

L’attaccante ha esordito in A nel 2008 contro il Chievo e il Faraone ogni volta che incontra il club gialloblù si scatena

di Oscar Maresca

In Egitto fu il Faraone Amasi a stabilire la legge per cui ogni egiziano, di anno in anno, dovesse dimostrare di cosa vivesse. In Italia, duemila anni più tardi, il diktat sembra più attuale che mai. Soprattutto sul terreno di gioco. Lo sa bene il Faraone della Serie A Stephan El Shaarawy, che di stagione in stagione fa incetta di buone prestazioni e gol. Il prossimo impegno della Roma sarà speciale per l’attaccante italiano dalle origini egiziane. C’è il Chievo: la squadra contro cui El Sha ha esordito nel massimo campionato italiano, nel 2008, a 16 anni e 54 giorni. Ai tempi era solo un piccolo Faraone: il giocatore più giovane a debuttare in Serie A (record poi battuto da Pellegri). Oggi il Faraone è cresciuto e punta ad affermarsi nella storia della Roma e non solo. Domenica l’ostacolo Chievo, con l’ex Milan che quando incontra i gialloblù si esalta. I tifosi giallorossi ricordano bene il fantastico gol realizzato nella scorsa stagione da El Shaarawy all’Olimpico, proprio contro il Chievo, forse il più bello siglato dal giocatore in carriera, con dedica speciale a Marco Ferrelli (massaggiatore del club capitolino) che l’aveva guarito dai guai fisici di allora. Perché ogni Faraone che si rispetti ha bisogno di un fido aiutante.

VITTIMA PREFERITA Sono 5 le reti segnate da El Shaarawy contro il Chievo dal 2008 ad oggi. Faraone scatenato. Nella gara di domenica, in programma alle 12:30, l’attaccante non è però sicuro del posto da titolare. Quest’anno in giallorosso la concorrenza in attacco è davvero folta, ma El Sha ha scelto di restare anche per giocarsi il posto da titolare. Tenacia pura, tipica di un italiano. Ma Stephan, per metà, è egiziano. Nelle vene dell’attaccante scorre, infatti, sangue d’Egitto, terra d’origine del papà, ma il giocatore nato a Savona si sente italiano a tutti gli effetti. E allora perché quel soprannome? Per via di una vecchia esultanza ai tempi della Primavera del Genoa quando, insieme all’amico Perin, El Sha imitò la posizione del Faraone a braccia unite nel sarcofago. Niente mummia però, l’attaccante giallorosso in questi anni ha dimostrato di essere un ottimo attaccante di movimento dotato anche di grande tecnica. La vetrina Genoa, la gavetta Padova, l’occasione Milan, la parentesi Monaco e la chance Roma. Dopo i 29 gol segnati in due stagioni in giallorosso, a 26 anni, il giocatore di origini egiziane può dirsi finalmente pronto per compiere il definitivo salto di qualità. A partire da domenica, nella sfida speciale contro il Chievo. Mettendo in pratica la legge del Faraone Amasi e dimostrando a tutti di cosa vive un moderno Faraone… del campo: gol, gol e ancora gol.

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