Saponara, segna ancora al “suo” Milan: dall’Empoli alla Samp passando per la Viola, il percorso di alti e bassi dell’anti-divo

Saponara, segna ancora al “suo” Milan: dall’Empoli alla Samp passando per la Viola, il percorso di alti e bassi dell’anti-divo

Il primo gol in blucerchiato è arrivato proprio contro la sua squadra del cuore

di Antonio Servidio, @AntoServidio94

C’è un lungo filo rosso-nero-azzurro che ha avvolto la decima giornata di Serie A, dalla stoica contrapposizione del “piccolo” Empoli ai pronostici che lo classificavano come pura formalità per una Juventus schiaccia-sassi, all’ottima Sampdoria che però ha dovuto arrendersi nel finale a un Milan in cerca di vittorie per puntellare la panchina di Gattuso.

IL ROSSO, IL NERO E L’AZZURRO- Tre colori che campeggiano sulla maglia e sul logo della Sampdoria che da agosto è diventata la nuova meta di Riccardo Saponara, tre colori che sintetizzano molto bene anche la carriera dell’attuale numero 5 blucerchiato, senza dimenticare il viola, colore che più di tutti ha cambiato l’uomo Saponara. Dagli esordi con l’Empoli alla grande chance offertagli da Allegri al Milan, è iniziata così la sua carriera nel calcio che conta. Da sempre tifoso rossonero, quello di giocare nel Milan è stato un sogno realizzato, sogno che si è interrotto per via dell’addio di Allegri, costringendolo a ricominciare dalla sua Toscana. La strada che porta da Empoli a Milano l’ha percorsa più volte, anche in senso contrario: una serie di prestiti con la speranza di ritrovare il vero Saponara che però ha continuato ad esprimersi a sprazzi. Dopo l’incontro con Sarri è cambiato anche il suo modo di vedere il calcio, l’affetto e la stima per il tecnico vengono ricambiate, infatti, quando Sarri è passato al Napoli ha provato a portarlo con sè, incontrando le resistenze dell’Empoli. Dal canto suo, Ricky non ha mai smesso di crederci. In un’intervista del 2015 a “La Gazzetta dello Sport” si è definito “maniacale” nell’attenzione e nella cura dei dettagli: “Non merito l’etichetta di superficiale”, ha poi aggiunto. Il giorno lavora in palestra, la sera sull’aspetto mentale, con esercizi di visualizzazione.

L’ESPERIENZA VIOLA- Dall’Empoli, nel gennaio del 2017 è approdato alla Fiorentina. Con i viola 31 presenze, 2 gol e 6 assist. In realtà, la tragica morte del capitano Astori lo ha reso un uomo -ancor prima che un calciatore- migliore. Dopo il tragico evento è infatti diventato il leader carismatico della squadra guidata da Pioli portandola a sfiorare l’Europa League.

In estate il nuovo capitolo alla Samp, voluto da Giampaolo, con il rammarico di non aver sfruttato al meglio l’occasione viola. Ieri contro la sua squadra del cuore è andato di nuovo a segno e chissà che un giorno non possa tornare a ricucire il filo rossonero che troppo in fretta si è spezzato.

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