Suso, Aspas e tanti altri: quando paternità fa rima con super rendimento

Suso, Aspas e tanti altri: quando paternità fa rima con super rendimento

I calciatori neo-papà o che stanno per diventarlo sembrano avere una marcia in più

di Antonio Servidio, @AntoServidio94

La palla che finisce in rete, il boato della curva e poi la fretta del marcatore di recuperare il pallone e metterlo sotto la maglietta oppure il pollice portato in bocca, alla “Totti-maniera” per dedicare il gol a figli e/o compagne in attesa. Quello di Totti è diventato nel tempo un vero e proprio marchio di fabbrica, anche se lui, ha poi confessato di dedicarlo alla moglie Ilary. Altri calciatori invece esultano così quando le loro compagne sono in attesa o hanno appena ricevuto la notizia più importante della loro vita: la nascita di un figlio. Se vi state chiedendo se c’è una relazione tra la realizzazione nella vita privata e quella nella vita sportiva la risposta -a giudicare dagli ultimi esempi- è sì.

GRANDI FAMIGLIE, GRANDI RESPONSABILITA’- In vetta alla classifica di Serie A svetta la Juventus, seguita da Napoli e Inter. Non c’è da meravigliarsi allora se, i leader di queste squadre hanno famiglie allargate: CR7 ha portato a Torino i suoi 4 figli e Cristiano Jr. si è già fatto notare coi pulcini bianconeri; Icardi ha la famiglia più numerosa: due figlie, avute con Wanda Nara più gli altri tre arrivati dalla precedente relazione della moglie-agente del calciatore con Maxi Lopez; nella curiosa classifica si ferma “solo” a due Lorenzo Insigne che con i suoi gol sta trascinando il Napoli alla caccia della Juventus. In quel di Napoli potranno però consolarsi in panchina, dato che è il figlio di Ancelotti a fargli da vice.

UN FIGLIO TI CAMBIA LA VITA (CALCISTICA)- Non c’è dubbio che un figlio stravolga la vita di un genitore, ma a giudicare dal rendimento sbalorditivo di Suso c’è da scommettere che condizioni anche la vita calcistica. Da quando lui e la compagna Alis hanno annunciato al mondo (via social) l’imminente arrivo di un piccolo “susito” il numero 8 spagnolo del Milan ha trascinato i suoi compagni fuori dal periodo buio di inizio stagione segnando 4 gol e realizzando 7 assist. Nessuno meglio di lui in Europa. Se il figlio di Suso deve ancora nascere, c’è chi come Giorgio Pavoletti è già nato dando al padre Leonardo la forza di segnare il gol del pareggio contro la Fiorentina. La notte prima passata in ospedale, poi la panchina a Firenze per permettergli di smaltire il frullato di emozioni, ma quando le cose si sono messe male ecco l’ingresso in campo e il gol che ha regalato un punto al Cagliari e l’immancabile dedica a “Giorgino”. Vicenda simile quella accaduta a un altro spagnolo, Iago Aspas: la notte del 26 ottobre ha assistito alla nascita di sua figlia, ha dormito in ospedale, il giorno dopo è sceso in campo contro l’Eibar ed ha segnato addirittura una tripletta portando come regalo alla sua piccola il pallone del match.

I neo-papà goleador avranno sicuramente in mente la prima storia da raccontare ai loro piccoli, la doppia gioia per quelli che tutti definiscono i loro “gol più belli”.

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