Tardelli vota: “Pellé in nazionale con Berardi e Balo. Confusione all’Inter”

Tardelli vota: “Pellé in nazionale con Berardi e Balo. Confusione all’Inter”

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Marco Tardelli, il centrocampista per eccellenza, ha fatto sognare la generazione transitata dagli anni Ottanta. Dal trionfo in Spagna al Mundial 82, alle performance tutte corsa e qualità che hanno infiammato le mediane di Juventus e Inter. 62 anni e atmosfere da primo bilancio esistenziale in “Tutto o niente. La mia storia”, libro autobiografico scritto con la figlia Sara. Marco è tatuato nell’immaginario collettivo per l’esultanza (epica) dopo il 2-0 siglato alla Germania nella finale del Mondiale spagnolo. Un gol che ha mutato il corso di molte vicende sportive.

“Di sicuro non ha cambiato la mia vita – risponde deciso Tardelli – spero almeno abbia contribuito a cambiare quella di altri con un momento di grande gioia”.

Era una Nazionale con tanti campioni e un ct straordinario. 
“Enzo Bearzot invece ha cambiato la mia carriera, è stato l’uomo più importante per il mio futuro da calciatore. Un esempio costante, una persona seria e morigerata”.

Italia-Spagna, giovedì scorso, è finita in pareggio tra tante emozioni.

“Un primo tempo giocato malissimo da noi o benissimo dalla Spagna. Fate voi. Poi è arrivato il vantaggio spagnolo su un errore, quindi la nostra reazione che nel finale poteva anche regalare una vittoria”.

Cosa manca agli azzurri per essere competitivi? 
“Mancano i vivai, si investe pochissimo e male nei vivai. Non a caso nel 1982 in Italia erano presenti pochi calciatori stranieri. Al contrario di oggi dove lo spazio per i nostri giovani è ridotto al minimo. Non mi pare che ultimamente siamo stati fatti tanti buoni risultati. Sarà un caso, magari mi sbaglierò”.

Chi suggerirebbe in maglia azzurra ?
“I talenti ci sono, Verratti, Belotti e Immobile. Giocatori come Verdi e Berardi hanno qualità e meritano attenzione per la nazionale. Mancano però i ricambi”.

Ventura vorrebbe dare una chance a Balotelli. 
“Balotelli in azzurro va benissimo. Anzi è uno dei pochi ad avere profilo internazionale. Però lui deve darsi una regolata, deve stare attento e non sbagliare se gli verrà data un’altra occasione”.
Cosa pensa dell’esclusione di Pellé dai convocati per la Macedonia dopo lo “screzio” con il ct? 

“Pellé alla nazionale serve. Ha fatto tanti gol, non so cosa sia successo di preciso, ma è un giocatore importante. Magari il campionato cinese porta a rilassarsi un po’, può darsi.
I tifosi in Italia certe volte sono strani nei giudizi”.

Intanto la Juventus continua a fare un campionato a parte…

“Non dipende dai giocatori o da altri,  è la società a fare la differenza: fa scelte giuste, sia quando compra che quando vende. Poi quest’anno la squadra è partita subito bene giocando male, mentre lo scorso anno era partita male giocando male. E comunque le critiche ad Allegri francamente non le capisco. Le trovo ingiuste visti i risultati”.

Mentre l’altra sua ex, l’Inter, stenta a decollare.

“Vedo ancora confusione. A centrocampo manca ordine, manca qualcosa. Investiranno ancora? Dovranno investire una volta che torneranno in Champions”.

Come vedrebbe invece Paolo Maldini nel nuovo Milan? 

“E’ strano che non lo abbiano già chiamato in questi anni e sia stato sempre escluso. Gente come lui, uno che ha avuto anche un grande padre come Cesare, serve sempre. A tutti, non solo al Milan”.

Cinesi al comando dei club milanesi.

“Drogheranno il mercato così come quando Berlusconi entrò nel calcio. Hanno investito così tanto nelle loro Academy che arriveranno 50 milioni di giovani calciatori cinesi. Una enormità. Al di là degli investimenti. Non mi sorprende che abbiano messo le mani su Inter e Milan, hanno tanti soldi e spendono”.

 

A proposito di milioni, quest’estate ne sono stati spesi tanti.

“Bisogna vedere come si spendono, anche se tutti quei soldi per Higuain non li avrei spesi. Ma il vero nodo sono quegli acquisti che non valgono investimenti di 35/40 o 45 milioni”.

Il Made in Italy resiste per gli allenatori. Ancelotti al Bayern e tanti protagonisti in Premier. Ma in Inghilterra mettono già in dubbio Antonio Conte. 

“I giornali inglesi non fanno altro che parlare. I nostri allenatori hanno qualità e sapranno darsi da fare. Se Conte vincerà col Chelsea? Non lo so, dipenderà da tanti fattori. Noi italiani dovremmo prendere più confidenza con la mentalità inglese”.

Ha mai pensato di indicare un suo erede in campo? 

“Dicono  che Marchisio mi somigli. Non saprei, non mi pare, magari fisicamente, ma io facevo più gol. Nicola Berti invece sì, per il passo poteva somigliarmi. Se ci ripenso scelgo proprio Berti. Ora non vedo eredi in giro, il calcio è cambiato molto, difficile fare paragoni. Pensi, ai miei tempi gli agenti non c’erano…”.

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  1. montepe_67 - 2 mesi fa

    Toh chi parla di confusione al Inter? Uno che non ha capito un genio come Pirlo, per poi spedirlo al Milan.

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  2. ploki - 2 mesi fa

    Ma questo ancora parla? 😀

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