Capone: “Ho detto no al Liverpool per l’Atalanta. Gasp un maestro. Sogno di giocare con il Papu in Serie A”

Capone: “Ho detto no al Liverpool per l’Atalanta. Gasp un maestro. Sogno di giocare con il Papu in Serie A”

Il giovane gioiellino del Pescara si racconta

di Nicolo Schira, @NicoSchira

“Ricordo ancora l’esordio da titolare l’anno scorso in Coppa Italia contro il Pescara a Bergamo. È stata l’emozione più bella che ho vissuto da quando gioco a calcio. Sarebbe un sogno indossare la maglia nerazzurra in Serie A al fianco del Papu nella prossima stagione. È difficile ma ci provo. Adesso però voglio raggiungere i playoff col Pescara”. Christian Capone a 18 anni continua a bruciare le tappe: con 5 reti in 14 presenze è il miglior marcatore under 18 del calcio professionistico italiano. Prestazioni scintillanti e gol spettacolari che non sono passati inosservati tra gli addetti ai lavori. Con l’Atalanta che si gode la crescita del suo gioiellino, pronto in estate a tornare a Zingonia.

Lei è un classe ’99 e molti suoi coetanei giocano ancora in Primavera. Come mai ha scelto di fare il salto tra i grandi in anticipo?

“L’anno scorso avevo giocato sempre titolare (ha segnato 15 reti ndr) e mi sentivo pronto per confrontarmi con i grandi. In estate il Pescara e Zeman mi volevano fortemente: non potevo dire di no…”.

Gasperini crede molto nelle sue qualità e ha speso anche parole importanti. Una responsabilità in più?

“Gasp è una allenatore fortissimo, tra i migliori in assoluto in Italia. Gli sono grato per la fiducia e gli insegnamenti che mi ha dato. Con i giovani ha un occhio particolare, si sa. Veniva spesso a vederci nelle partite della Primavera e ha avuto coraggio, facendoci esordire in Prima Squadra e da titolari”.

Differenze tra Gasp e Zeman?

“Caratterialmente sono molto diversi, ma per il gioco e la mentalità si assomigliano. Entrambi amano il calcio offensivo. Anche negli allenamenti ti trasmettono la loro propensione ad attaccare. Le sedute con entrambi, inoltre, sono molto intense…”.

Ci racconta il suo percorso.

“Ho iniziato muovendo i primi passi tra l’Oratorio Abbiategrasso e l’Albairate, prima di finire alla Soccer Boys, da dove mi preso l’Atalanta. Dal 2010 ho fatto tutta la trafila in nerazzurro. Ruolo? Da piccolo giocavo in mezzo al campo, ma negli esordienti B mister Cicconi mi ha avanzato seconda punta”.

Dicono che assomiglia al Papu Gomez.

“(sorride ndr). Il Papu è il mio idolo, mi ispiro a lui ed è stato speciale allenarsi insieme. Tecnicamente è uno dei più forti della Serie A, ma soprattuto un esempio per i giovani. Ci riempiva di attenzioni e consigli: sarebbe davvero bello in futuro poter giocare al suo fianco”.

Qualche anno fa Brendan Rodgers voleva portarla al Liverpool. Come andò?

“Avevo 15 anni e ho scelto di firmare il contratto con l’Atalanta. Non so quanto fosse concreta la cosa, ma avevo le idee chiare. Stavo benissimo a Bergamo e non mi sono mai pentito di questa scelta. Non ho rimpianti”.

Come sta andando il primo anno lontano da casa.

“A Pescara si vive bene, ma non sono un tipo mondano: la mia ragazza Valeria sta a Milano, perciò faccio cose semplici come uscire a cena con i compagni o andare al cinema. Qualche volta ci sfidiamo alla PlayStation e a Fifa vinco sempre io. Musica? Mi piacciono Guè Pequeno e Marracash”.

Al Milan tra i 2002 brilla suo fratello Andrea. In futuro potreste essere avversari.

“Sta facendo grandi cose: sono fiero di lui. Non nascondo che ogni tanto ci diciamo che sarebbe un sogno sfidarci tra qualche anno in Serie A in un Atalanta-Milan. Speriamo”.
Inviato da Libero Mail per iOS

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy