Cristiano Lucarelli si racconta: “Tifo Livorno ma da allenatore sarò distaccato. Mazzarri mi ha insegnato la tattica. Un errore cancellare la C2”

Cristiano Lucarelli si racconta: “Tifo Livorno ma da allenatore sarò distaccato. Mazzarri mi ha insegnato la tattica. Un errore cancellare la C2”

di Nicolo Schira, @NicoSchira

“Sono felicissimo di essere tornato a Livorno, ma scordatevi il Lucarelli giocatore. Le esperienze degli ultimi anni mi hanno fatto maturare molto, affronterò questa avventura con il giusto distacco emotivo senza farmi travolgere dal tifoso amaranto che è in me”. A 15 anni di distanza dall’estate 2003 passata alla storia come quella del “tenetevi il miliardo” Cristiano Lucarelli torna nella sua Livorno. Allora giocava nel Torino ed era uno dei goleador di spicco della Serie A. Questa volta sbarca da allenatore debuttante in B dopo cinque intensi anni di gavetta in Serie C: “L’ho fatta volontariamente. A Messina senza penalizzazione avremmo centrato i playoff, nonostante fossimo rimasti senza società e stipendi per mesi. L’anno scorso a Catania ci è mancato poco per vincere. Senza dimenticare i tre anni precedenti a lottare per la salvezza con squadre giovani e budget minimi. Ora sono pronto per il salto”.

Ci racconta come è nata l’idea del ritorno a Livorno?

“Non era nei miei piani attuali. Avevo avuto contatti con altre società. Ha fatto tutto il presidente. Spinelli mi ha chiamato una mattina e mi ha detto: “Ti aspettiamo giù a Livorno per firmare il contratto” e ha appeso. Sarà durata 6 secondi la telefonata. Non potevo non accettare e così mi sono catapultato in questa avventura”.

Un ritorno al futuro. L’ultima volta finì in trionfo con la promozione in A.

“Adesso l’obiettivo è arrivare a 50 punti. Non posso negare però che in futuro mi piacerebbe rivincere con il Livorno anche da tecnico”.

Sente da livornese doc qualche responsabilità in più verso la sua città?

“Siamo particolari e io sono il prototipo del livornese medio. Livorno è unica nell’esigenza di identificarsi nel giocatore. I tifosi sentono di dover creare un rapporto informale con giocatori e allenatore. Con il distacco i livornesi fanno fatica a innamorarsi, hanno bisogno di sentire le persone a portata di mano. Mancava questo senso di appartenenza negli ultimi anni”.

Il primo regalo è stato Diamanti.

“Tecnicamente fa la differenza anche in A. Alino l’ho visto iper motivato: si arrabbia come un matto nelle partitelle ed è sempre in cima al gruppo. Ha ancora gli stimoli giusti”.

È stata l’estate dei Cristiano. Ronaldo alla Juve e Lucarelli al Livorno. I social hanno votato lei come il “vero” colpo. Come cambia la Serie A con CR7?

“Solo sui social lo batto (risata ndr). Il suo arrivo amplia ancora di più il gap tra la Juve e le altre. Economicamente poi è stato un affare per tutti. L’unica cosa a cui i bianconeri devono fare attenzione è di non rischiare di imborghesirsi. Pensare “tanto abbiamo Ronaldo in squadra e le partite le vince lui da solo…”.

Ci penserà il suo concittadino Allegri a tenere tutti sul pezzo.

“I risultati parlano per lui. In questo momento è il più bravo. Apprezzo la facilità di essere elastico nei moduli e nella gestione dei calciatori. Massimiliano ha avuto tanti meriti nel far rivincere la Juve dopo Conte”.

Che Livorno sarà?

“Non sono un integralista. Ho imparato tanto da Mazzarri e apprezzo il suo 3-5-2, che storicamente è nel dna del Livorno. Walter mi ha aperto la mente per tutto quello che riguarda la tattica, gli devo molto. Sarebbe bello affrontarlo un giorno in Serie A”.

È vero che concede il tu a Valiani Dainelli e Diamanti?

“Abbiamo giocato insieme. Mi sembrerebbe ipocrita fare il contrario. Le agevolazioni però finiscono qui, per il resto regole uguali per tutti. Non faccio sconti a nessuno”.

Ha allenato a lungo in C: come si può risollevare questa categoria?

“Sicuramente non con le Squadre B. I giovani bravi hanno sempre giocato, non servono regole e incentivi. Meglio piuttosto fare come Lotito con la Salernitana.Togliere la C2 è stato un errore e il sistema non regge così tanti club. Poi la C così come la B dovrebbero giocare in un giorno diverso dalla Serie A in modo da non perdere pubblico e interesse”.

 

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