Una vita in…Campania. Castaldo, il bomber sempreverde che spinge l’Avellino verso la salvezza

Una vita in…Campania. Castaldo, il bomber sempreverde che spinge l’Avellino verso la salvezza

di GazzaMercato

Sì, sempreverde è l’aggettivo giusto per Gigi Castaldo. Perchè rende davvero l’idea. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti. Specie se a 36 anni (da compiere il mese prossimo) hai ancora la voglia e la fame di un ragazzino. Sempreverde anche perché, con ogni probabilità, dopo 6 stagioni e 62 reti la sua carriera è destinata a proseguire e magari a concludersi ad Avellino. Insomma, col biancoverde cucito addosso ed inciso nel cuore. Anche se il momento di appendere gli scarpini non è ancora arrivato. Altroché. E la prestazione fornita lunedì sera contro il Perugia, santificata da una splendida quanto importante doppietta, ne è una prova tangibile.

HOMBRE DEL PARTIDO. Sì, anche hombre del partido. Colui il quale s’è caricato la squadra sulle spalle e che con i suoi gol spera di tirarla fuori dalle sabbie mobili di una classifica che, non fosse arrivata una vittoria nell’ultimo turno, sarebbe diventata da film horror. E la vittoria porta la sua firma, un doppio autografo su una sfida che ha rilanciato le quotazioni in chiave salvezza dei Lupi. Quattro tiri in porta lunedì per Castaldo, risultato: una traversa che grida ancora vendetta, un miracolo di Leali e due reti, da 9 consumato. Giusto per rendere l’idea.

UNA VITA…IN CAMPANIA. E verrebbe da dire che peccato, a questo punto. Verrebbe da girarsi indietro e guardare al passato, alle opportunità, insomma a quello che poteva essere e non è stato. Perché Gigi non ha mai deciso di abbandonare la sua terra, la sua Campania, al netto di sei mesi trascorsi con l’Ancona nel 2001. Lui ch’è nato e cresciuto a Giugliano, a due passi da Napoli, dove il pallone non è un oggetto ma un sogno. O, per meglio dire, una speranza. I primi passi alla Puteolana, quindi la cavalcata dalla D alla C1 con la Juve Stabia dal 2003 al 2007. E poi Benevento (tre stagioni, dal 2007 al 2010, ed un campionato di C2 in bacheca), due anni alla Nocerina con la storica promozione in B del 2010-11 ed infine l’Avellino, nell’estate del 2012. Da quel momento nella sua vita c’è stato spazio solo per il biancoverde. Ed oggi, con la stessa passione del primo giorno, insegue un altro sogno: salvare i Lupi dalla retrocessione in terza serie.

 

 

antonio Pergola

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