Il Torino scopre Barreca, la freccia granata che tifa Milan

Il Torino scopre Barreca, la freccia granata che tifa Milan

3 commenti

Antonio Barreca mette la freccia a sinistra e lo fa col piglio di chi nasce nell’alveo della fabbrica granata. Barreca sta vivendo un piccolo sogno col Torino, l’esordio e le tre gare consecutive in serie A dopo che nella gestione Ventura era finito più volte nella lista dei convocati. Tecnicamente deve tutto o quasi a Moreno Longo, il tecnico (ora alla guida della Pro Vercelli) che lo ha formato e lanciato lungo la trafila delle squadre giovanili del Toro. Emozione e spirito d’appartenenza al club del presidente Urbano Cairo certificate dalle sue esternazioni su Istagram dopo il suo esordio con l’Empoli all’Olimpico: “Emozione unica – ha scritto Antonio – entrare e sentire il calore dei tifosi, indimenticabile”.
Ancora in campo a Pescara e subito dopo nella vittoriosa sfida con la Roma: l’assenza prolungata di Molinaro (e la concomitante di Avelar) apre un varco per il terzino. Torinese di nascita, Barreca ha fatto la trafila nelle giovanili del Toro prima del salto in B, al Cittadella e la scorsa stagione a Cagliari con promozione immediata in serie A. Rastelli prima e Sinisa Mihajlovic ora ne hanno intravisto qualità e personalità che lo hanno lanciato anche nella nazionale under 21. Chi lo conosce descrive un ragazzo semplice dedito al calcio con il sogno di sfondare in serie A. Lui che simpatizza per il Milan ha una grande chance ora con la maglia del Toro, soprattutto sull’onda lunga del successo sulla Roma. 21 anni compiuti lo scorso marzo, Barreca ha buoni margini di miglioramento soprattutto nella fase di copertura e contenimento. La scintilla da titolare con una buona prestazione contro il romanista Salah e l’adrenalina di una vittoria che entusiasma il popolo granata: “Ottima prestazione dettata da un grande gruppo: avanti così”, parola di Barreca, il prodotto del vivaio torinista che scalpita.

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  1. FRINNICKER - 2 mesi fa

    Cioè, chi se ne frega di chi tifava da piccolo. Avevano scritto la stessa cosa di Belotti. Si può parlare anche di Toro senza citare una delle tre strisciate. Giuro che non è difficile, provateci ogni tanto.

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  2. FRINNICKER - 2 mesi fa

    Ormai il calcio italiano è morto. Questo è un nostro giocatore, ma si parla più di Milan che di Toro. Niente da fare, i giornalisti non riescono a concepire che esistono anche le altre squadre. Zero rispetto.

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  3. peter1 - 2 mesi fa

    Se il calcio vuole avere un futuro deve investire su giovani prodotti dal vivaio dei club: solo chi ha pazienza può godersi vittorie e ritorni economici.

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