Ruggiero Rizzitelli: “Fossi in Bernardeschi andrei a piedi al Bayern Monaco. Totti? Prima di parlare di lui devono sciacquarsi la bocca”

Ruggiero Rizzitelli: “Fossi in Bernardeschi andrei a piedi al Bayern Monaco. Totti? Prima di parlare di lui devono sciacquarsi la bocca”

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‘Rizzi-gol’ ci parla di giallorossi e granata. Di Francesco Totti e Bayern Monaco, con un consiglio per Bernardeschi…

 

Roma. Qualificazione alla Champions blindata? Corsa al campionato ancora aperta?

“La Champions League è la base. Può puntarla tranquillamente. Alla Roma si chiede di fare qualcos’altro, di allungare il passo per raggiungere la Juve e vincere il campionato. Credo ci siano tutte le possibilità ma ora la Roma non può più permettersi di sbagliare. Deve quasi fare il ‘filotto’ fino alla fine mentre i bianconeri possono concedersi qualche errore in più”.

E con un Dzeko ritrovato può essere un’ulteriore conferma. Anche per lui.

“Sì, non ha mai giocato male e ha sempre messo tanto impegno. Ha sbagliato qualche gol l’anno scorso aveva perso l’abitudine quasi, aveva perso fiducia, ma quest’anno si è ritrovato ed è importante. Ora devono coprire l’assenza di Salah che è in Coppa d’Africa, considerando che Iturbe è stato ceduto”.

Quanto manca il sostegno della Curva?

“Manca tantissimo. La Roma vive di passione, è una cosa viscerale. L’abbiamo visto a Torino con la Juve: giocare in uno stadio di proprietà aiuta e son 5 anni che vince. Per l’amor del cielo, c’è qualcuno che dice che non è cosi ma è indubbio che aiuti. La Roma ha sempre vissuto per i propri tifosi, la Curva Sud è famosa in tutto il mondo e averla durante il campionato ti aiuta sicuramente. Se perdi il campionato per qualche punto allora diventa un rammarico enorme”.

Si troverà un accordo tra i tifosi e la società?

“No ma non è un problema di società e Curva. E’ un problema con il comune di Roma che ha deciso di mettere la barriera nel settore dell’Olimpico mentre nel resto dell’Italia no. E non si capisce perché. E’ una questione di Prefettura. Se la metti in tutta Italia ok, ma solo all’Olimpico non è giusto per ambo le parti. Ci rimettono sia società che tifosi”.

Totti dovrebbe seguire i consigli di chi lo vuole in un ruolo dirigenziale e non in campo?

“E’ 10 anni che dicono che Totti è finito, che si sente dire che è meglio che smetta, ed è da 10 anni a questa parte che ogni anno tutti quelli che affermano ciò si devono sciacquar la bocca quando parlano di Francesco. Io credo che un campione del genere, con la sua personalità, faccia sempre comodo alla Roma. E non solo per il suo passato, ma per il suo presente. Se la Roma è andata ai preliminari di Champions l’anno scorso lo deve a lui. Dicevano: “non si fa il contratto alla storia ma al presente”, e infatti il rinnovo se l’è guadagnato sul campo”.

Può essere fossero spaventati dagli infortuni?

“Tutti hanno infortuni. Li hanno i giovani, li ha anche lui. Ma se sta bene fisicamente, la sua presenza da fastidio a parecchi. Un ragazzino che dopo che ha letto e visto di lui sui giornali o in tv quando se lo trova davanti ci rimane. E poi quando entra in campo il pubblico si esalta. E’ sempre positiva la sua presenza, assolutamente”.

Torino. Arriva in Europa League?

“Quando si parla di Torino ed Europa League vanno sempre ‘al contrario’. Il Toro è nato per far bene. Chiaro che se ha continuità può arrivarci. Mihajlovic sta facendo un grande lavoro, un ottimo campionato. L’unica cosa è che più si mettono pressioni a questi ragazzi, continuando a ripetere che “la squadra è da Europa League”, più li si condanna alla vittoria per forza. Dovrebbero deresponsabilizzarli un po’ e lasciarli giocare come sanno fare”.

E con un Belotti così in forma, l’obiettivo può diventare realtà.

“Si ma non solo lui. Il Torino ha un attacco che può fare invidia a parecchi. Adesso hanno preso anche Iturbe che deve solo ritrovare fiducia e sbloccarsi. Hanno Iago Falque e Ljajic. Lì davanti hanno giocatori importanti. Se trovano il meccanismo giusto fanno paura a chiunque”.

Mercato. Serve ancora qualcuno?

“Credo che la rosa sia bella competitiva e possa stare a quei livelli e tentare la scalata. Se Mihajlovic ha chiesto qualcuno e chi non lo so, ma già cosi son competitivi. Normale che se dovesse arrivare un grande giocatore lo accetterebbero volentieri, ma prendere un giocatore tanto per prenderlo non ne vale la pena, perché rischi di rovinar lo spogliatoio facendolo giocare per forza anche se magari non è in condizione”.

Lei conosce molto bene l’ambiente Bayern Monaco. Come vedrebbe Verratti e Bernardeschi alla corte di Ancelotti?

“Al di là che ci sia Ancelotti in panchina, quando parli di Bayern Monaco, parli di una grandissima squadra con un blasone enorme. E’ come andare al Real Madrid o al Barcellona o allo United. Verratti è gia stato in una big perchè il PSG è gia una big, e quindi ha già vinto campionati e calcato palchi di competizioni importanti. In tal senso Verratti è svezzato. Però il Bayern è un’altra cosa: in Europa se non arriva in finale arriva in semifinale. Credo però che in Germania vadano pazzi per giocatori come Bernardeschi. Per le caratteristiche che hanno, per il loro estro. Se davvero avesse la possibilità di andare, ci dovrebbe andare a piedi. Rischia di vincere tanto sia in Germania che in Europa”.

Quindi l’opzione Bayern è la più appropriata per entrambi…

“Sicuramente sì. Per importanza innanzitutto. Se mi chiedessero dove vorrei giocare io dire una tra Real, Barça e Bayern Monaco, e al momento i bavaresi sono il meglio che c’è in Europa. Poi vengono tutte le altre. Inoltre visto che c’è Ancelotti tanto meglio. E’ italiano e sarebbe come successe a me con Trapattoni”.

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