Da Scampia alla Serie A… “vola solo chi osa farlo”: la storia di Mandragora, il talento napoletano che vale 20 milioni

Da Scampia alla Serie A… “vola solo chi osa farlo”: la storia di Mandragora, il talento napoletano che vale 20 milioni

Il centrocampista napoletano, di proprietà dall’Udinese, stasera affronterà gli azzurri di Ancelotti. Una sfida speciale, per un ragazzo partito dal nulla e volato in alto

di Oscar Maresca

“Vola solo chi osa farlo”. Una massima dello scrittore cileno Luis Sepulveda per raccontare la storia di un ragazzo semplice, partito dal nulla e arrivato in alto. Che oggi vola, fra i grandi, nonostante i suoi 21 anni. E’ Rolando Mandragora, centrocampista napoletano, attualmente in forza all’Udinese. Il giocatore classe ‘97 questa sera affronterà il Napoli, in una sfida speciale col suo passato. Da guardare con ammirazione, perché casa è sempre casa: anche se l’hai lasciata ad appena 14 anni. Da Scampia alla Serie A, in un salto sognato da migliaia di giovanissimi che vedono nel calcio la loro unica ancora di salvezza. Primeggiare in un quartiere complicato come quello a nord di Napoli (tristemente famoso per fatti che col calcio centrano poco) non è semplice. Farlo da giovanissimo è un’impresa davvero ardua. Ne è servito tanto di coraggio, a Rolando, e a tutta la sua famiglia, per provarci. Per osare. Ma quando si riesce a volare, poi la vista è più bella che mai. Mandragora è l’attuale capitano della Nazionale Under 21 e ha davanti a sé una stagione da protagonista con la maglia dell’Udinese.

L’INIZIO DEL VOLO Nel romanzo di Sepulveda, da cui nasce il mantra di Mandragora (fissato in alto nella descrizione del suo profilo Instagram), è il gatto che consiglia e poi insegna alla gabbianella come volare. Nella storia di Rolando, tutta reale, la figura del gatto l’ha assunta papà Giustino, ex gestore della scuola calcio dei fratelli Cannavaro, che ora segue ovunque suo figlio da agente. Anche grazie ai consigli del padre il giovane centrocampista è riuscito a realizzarsi. Ad ogni occasione possibile, infatti, su Instagram il giocatore rivolge un pensiero a papà Giustino. Non a caso, il valore della famiglia ha aiutato molto il gioiellino classe ’97 nei difficili anni dei provini in giro per l’Italia. Nessuna squadra voleva puntare sul piccolo Rolando perché giudicato troppo esile. Poi l’intuizione del Genoa che l’ha cresciuto, svezzato e lanciato nel grande calcio. Ma la sfortuna è sempre in agguato. Dopo l’esordio in A con la maglia rossoblù a 17 anni, nella stagione 2015-2016, Rolando si è trasferito in prestito al Pescara, in Serie B, per maturare tecnicamente e tatticamente. Il 30 aprile 2016 Mandragora ha subito la frattura del quinto metatarso del piede destro, concludendo anzitempo la sua stagione con 26 presenze. Poco male, perché la Juve lo notò e decise quindi di prelevarlo dal Genoa. Occasione d’oro per il talentuoso Rolando, purtroppo sfruttata male per cause di forza maggiore.

FRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO Gli strascichi dell’infortunio al piede si sono protratti per quasi un anno e Mandragora non è riuscito a imporsi come avrebbe voluto alla Juve. E’ tornato in campo il 23 marzo 2017 con la maglia dell’Italia Under 21 e un mese dopo, il 23 aprile, ha fatto il suo esordio con i bianconeri proprio contro il “suo”Genoa. Una sola presenza stagionale alla corte di Allegri e, nell’estate del 2017, Mandragora è passato in prestito al Crotone. In Calabria il casse ’97 ha disputato la prima stagione da protagonista in A: 36 presenze e 2 gol nel massimo campionato. Qualità indiscusse. E’stata l’Udinese a puntare sul centrocampista con più decisione, la scorsa estate, strappandolo alla Juve per ben 20 milioni. Il club torinese si è riservato, però, un diritto di recompra a 24 milioni. Segno di quanto i campioni d’Italia credano nel talento di Mandragora. Un ragazzo semplice, con la passione per il calcio, partito dalla periferia napoletana e arrivato dove ha sempre sognato: in Serie A. Stasera Mandragora si ritroverà ad affrontare il Napoli, il suo passato, con la mente rivolta però all’importante presente da vivere. E un po’ pure al futuro, tutto dalla sua parte. Perché… “vola solo chi osa farlo”. Garantisce Mandragora.

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