Domenico Tedesco, il “ragazzo” di Rossano che ha conquistato la Germania

Domenico Tedesco, il “ragazzo” di Rossano che ha conquistato la Germania

Da Luglio è allenatore dello Schalke 04, che è già vicinissimo al ritorno in Champions League dopo 3 stagioni difficili

di GazzaMercato

E’ bastato un anno a Domenico Tedesco per conquistare il cuore e l’affetto del pubblico della Veltins-Arena, la casa dello Schalke 04. Dopo un lungo triennio di crisi e risultati molto sotto le aspettative, il club di Gelsenkirchen è tornato ad imporsi tra le grandi di Germania, disputando una stagione di altissimo livello che potrebbe culminare con la qualificazione alla prossima fase a gironi di Champions League.

Una stagione in cui non solo lo Schalke ha saputo riscoprire e valorizzare le sue virtù storiche, costruendo la squadra attorno ai giovani di maggior talento, ma che ha visto anche un importante percorso di maturazione frutto dello straordinario lavoro del suo allenatore. Un lavoro quasi rivoluzionario, che coniuga alla dinamicità e velocità del calcio alemanno, l’impostazione e solidità tattica della scuola italiana. Quasi paradossale, considerando che il mister ha seguito il suo percorso di formazione nella DFB-TrainerAkademie, la “versione teutonica” della nostra Coverciano.

Quello che Domenico Tedesco ha dato allo Schalke è stato un imprinting del tutto nuovo, che ha portato un’autentica ventata di aria fresca in un ambiente in cui non è facile imporsi con personalità e idee: storicamente lo Schalke è uno dei club più “difficili” del paese, specie da quando la presidenza è in mano al magnate Clemens Toennies, che negli anni si è guadagnato la reputazione di “mangia allenatori”.

Nonostante i tanti ostacoli, il tecnico nativo di Rossano, Calabria, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza: determinata, intelligente, propositiva e solida nelle sue convinzioni. I risultati di questa metamorfosi non hanno tardato ad arrivare; dopo un iniziale “altalena” tra vittorie e sconfitte, i blu reali hanno infilato una serie di 11 risultati utili consecutivi, che hanno catapultato la squadra al secondo posto in Bundesliga. Ad una breve, successiva flessione, è seguito un altro filone di 7 vittorie in 9 partite, tra cui il trionfo nell’acceso derby contro i rivali del Borussia Dortmund, sconfitti per 2-0. Da praticamente due mesi a questa parte, lo Schalke ha evidenziato la netta evoluzione dal punto di vista difensivo, incassando soltanto 5 gol in 9 match: una cresita complessiva che ha permesso all’organico di sopperire ottimamente al calo di rendimento in fase di realizzazione.

I numeri, le prestazioni, il rendimento della squadra ha progressivamente acceso i riflettori di tutti i principali media internazionali sull’allenatore cresciuto nelle giovanili di Stoccarda e Hoffenheim, tanto da guadagnarsi anche la “benedizione” del C.T. della Nazionale Joachim Loew.

 

VALORIZZAZIONE DEI TALENTI   Il grande merito dell’allenatore è quello di aver valorizzato al massimo il potenziale dei principali giovani prospetti a disposizione: ragazzi come GoretzkaBentalebKehrer e Meyer hanno messo in mostra qualità notevoli nel corso dell’anno, tanto che per esempio Goretzka è stato acquistato a parametro 0 con larghissimo anticipo dal Bayern Monaco, che vede nel gioiellino classe ’95 il centrocampista di riferimento per il futuro. Anche lo juventino Pjaca, al rientro dal grave infortunio al ginocchio, si è confermato tra i protagonisti più brillanti della stagione.

ADATTARSI E VINCERE  Tra le grandi virtù che hanno impressionato maggiormente, Tedesco si è distinto per le eccellenti capacità di lettura delle partite, educando la squadra a sapersi adattare e plasmare a seconda delle necessità nei momenti chiave della gara. Qualità che non solo ha consentito allo Schalke di inanellare due ottimi cicli di risultati consecutivi, ma che può far pensare ad un paragone con Massimiliano Allegri, allenatore di quella Juventus che ha sempre tifato sin da bambino.

RITORNO IN EUROPA  Nonostante il pareggio di Sabato in trasferta sul campo del Colonia, la squadra di Gelsenkirchen mantiene comunque un discreto vantaggio di 4 punti sul Borussia Dortmund, diretto inseguitore in terza posizione. Nel caso di vittoria nel prossimo turno, i blu reali avrebbero la matematica certezza di un posto in Champions League, competizione che manca alla Veltins-Arena da 3 lunghi anni. Un successo che andrebbe a coronare una stagione pressoché perfetta, se si considera il rendimento delle passate stagioni e la partenza in estate di due importanti riferimenti tecnici come l’ex capitano HowedesJohannes Geis.

Per Domenico Tedesco è soltanto l’inizio di un percorso importante, che l’anno prossimo lo porterà, quasi certamente, a presentarsi nei grandi palcoscenici del calcio europeo. E chissà che non sia l’occasione per confermarsi, in via definitiva, tra i volti più promettenti della “next gen” di allenatori internazionali che si stanno lentamente guadagnando il loro posto nell’élite dei grandi allenatori europei. Con molte, grandi potenze calcistiche del continente che guardano interessate.

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