Piccini, parola d’ordine “dedication”: via dall’Italia per giocare in Champions. Il terzino emigrante passa al Valencia (con una clausola da 80 milioni)

Piccini, parola d’ordine “dedication”: via dall’Italia per giocare in Champions. Il terzino emigrante passa al Valencia (con una clausola da 80 milioni)

Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, è all’estero che ha trovato fortuna: ecco Cristiano Piccini, il nuovo pupillo di Marcellino

di Oscar Maresca

“Dedication”. Una parola, mille significati: rappresenta il lavoro, il sacrificio e la voglia di non mollare. Mantra indelebile fissato in alto sul profilo Instagram e tatuato su pelle per Cristiano Piccini: il terzino italiano, con Firenze nel cuore, emigrato all’estero in cerca di fortuna. Traducendo il motto del difensore nella sua (e nostra) lingua madre i significati sono molteplici: dedizione, devozione, passione. Tutti aggettivi che descrivono alla perfezione quella che è stata la coraggiosa scelta professionale – e di vita – di Piccini. In Italia nessun allenatore ha voluto puntare sulle potenzialità del terzino. Da lì, la scelta di lasciare casa per fare carriera. Non per soldi. L’unico obiettivo fissato nella mente di Cristiano era, infatti, poter disputare un giorno la Champions League. Da protagonista. E quest’anno ci è riuscito con la maglia dello Sporting. Qualche giorno fa, dopo l’ottima stagione vissuta a Lisbona, Piccini è passato al Valencia per 10 milioni di euro. Nel nuovo contratto quadriennale del giocatore anche una clausola da 80 milioni. Dal nulla a diventare il terzino italiano più costoso al mondo: massima espressione di dedication per il difensore ex Fiorentina. “Se credi in te stesso arriverai ovunque”: parola di Piccini nella lettera d’addio allo Sporting. Il giocatore saluta così Lisbona per approdare in Liga. Valencia sarà la sua nuova casa dopo i 3 anni, dal 2014 al 2017, vissuti al Betis Siviglia.

STACANOVISTA E GLOBETROTTER In Italia, e in Serie A, siamo spesso abituati a vedere giovani calciatori stranieri approdare nel nostro campionato in cerca di fortuna. Qualcuno riesce ad emergere, altri falliscono nel loro intento. Ma tutti concordano nel considerare  il calcio italiano come un grande salto di qualità. Quella di Piccini è praticamente la parabola al contrario: italiano, fiorentino di nascita e cresciuto nelle giovanili della Viola, il difensore è stato costretto a lasciare l’Italia per alimentare il sogno di poter sfondare nel calcio che conta. Senza troppi timori e rimorsi, con una valigia stracolma di dedication Piccini è partito alla volta della Spagna nel 2014, a 22 anni, dopo essersi visto chiudere la porta in faccia dal club viola. Troppo poco aveva fatto fino a quel momento, secondo i dirigenti, il terzino in prestito fra Carrarese (Lega Pro), Spezia (Serie B) e Livorno (Serie A): la Fiorentina, in quel momento, non aveva spazio per il giocatore. E allora destinazione Siviglia, sponda Betis, in prestito. Piccini è ripartito da zero, ma senza paura. Alla sua maniera. E ci è riuscito. Dopo la prima stagione nella seconda liga spagnola, il terzino ha convinto il club biancoverde ed è stato acquistato, l’anno seguente, a titolo definitivo. Altre due stagioni da protagonista in Spagna sono valse a Piccini la chiamata dello Sporting Lisbona, la scorsa estate, subito colta al volo dal difensore. L’ex Fiorentina ha così coronato il sogno che aveva fin da bambino, lo stesso che l’avevo spinto a lasciare l’Italia per diventare grande: poter disputare la Champions League da titolare. La clausola da 45 milioni che aveva in Portogallo non ha comunque ostacolato il passaggio di Piccini al Valencia per 10 milioni. Decisivo, come in molti addii degli ex compagni di squadra di Piccini, è stata l’aggressione subita dai giocatori dello Sporting lo scorso maggio per mano di alcuni ultras. Per il giocatore italiano parte ora una nuova esperienza alla corte di Marcellino. Il difensore è pronto giocarsi le sue carte in vista del ritorno del club spagnolo nell’Europa che conta dopo circa 3 anni di assenza. Nonostante le sirene italiane provenienti da Juve, Inter e Roma Piccini ha preferito non tornare in A e continuare la sua carriera in giro per il mondo. Animo da vagabondo e gran talento: il giocatore è già al lavoro per preparare la nuova stagione col Valencia. Testa bassa e con la solita, immensa, dedication. Quella che ha reso grande Cristiano Piccini.

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