Da magazziniere a 800 euro al mese al corteggiamento della Fiorentina: la favola di Andrea Nalini, l’uomo della storia per il Crotone

Da magazziniere a 800 euro al mese al corteggiamento della Fiorentina: la favola di Andrea Nalini, l’uomo della storia per il Crotone

L’attaccante veronese sfida il Chievo che da ragazzo lo scartò

di Nicolo Schira, @NicoSchira

Un veronese doc può dare il colpo di grazia al Chievo nella lotta per non retrocedere. Andrea Nalini è di Isola della Scala, comune di 11mila abitanti a pochi chilometri dalla città di Giulietta e Romeo. Un suo gol potrebbe spingere il Crotone verso la salvezza, affondando la squadra di D’Anna. E sarebbe anche una piccola vendetta, visto che l’attaccante classe 1990 da ragazzino è stato scartato ai provini sia dal Chievo sia dal Verona. Per il più classico dei “nessuno è profeta in patria”.

FAVOLA Nalini tiene i gol per le occasioni speciali. L’anno scorso le sue prime reti sono arrivate soltanto all’ultima giornata. Una doppietta decisiva alla Lazio per griffare la permanenza in A del Crotone. Quest’anno è ancora a secco e punta a sbloccarsi proprio al Bentegodi. Quello che per tanti anni è stato lo stadio dei suoi sogni. Andrea ha fatto la gavetta, quella vera. Sul campo e nella vita. Diplomatosi Perito meccanico, nel 2008 giocava in Eccellenza con la terza squadra di Verona: la Virtus Vecomp di Gigi Fresco. Stipendio onesto per la categoria: 800 euro al mese che però non garantivano un futuro sicuro. Così l’attuale numero nove rossoblù, parallelamente al calcio, continuava ogni mattina ad andare a lavorare. Prima in fabbrica come saldatore nella ditta Cordioli poi da magazziniere, specializzato nell’insaccamento, in un’azienda che produceva würstel. Otto ore al giorno, da precario. Come molti suoi coetanei, sperando che il pallone potesse diventare la Grande Occasione. I turni, però, erano pesanti (soprattutto quelli notturni) e mal si conciliavano con gli allenamenti, costringendolo a veri e propri tour de force. In particolare il sabato: al mattino lavorava sino all’ora di pranzo per poi correre al campo e aggregarsi alla squadra in partenza per la trasferta di campionato. Ma sul rettangolo verde Nalini regala magia. Dribbling ubriacanti e gol da cineteca che iniziano ad attirare l’attenzione di vari osservatori.

LA SVOLTA A crederci, su segnalazione di Andrea Manfredonia, Claudio Lotito che decide di portarlo alla Salernitana. Il patron dei campani e l’allora d.s. granata Mariotto restano stregati dalle sue giocate nella finale playoff di D contro la Casertana e gli fanno firmare un triennale. Nel 2013 la vita di Andrea è arrivata a una svolta. Il calcio diventa così il suo unico lavoro. Nalini è tra i protagonisti della cavalcata promozione in B con 3 reti in 26 presenze e ben 11 assist. Al piano di sopra, complice un infortunio, le cose non decollano (solo 9 apparizioni) e così i granata nel giugno 2016 decidono di non rinnovare il contratto in scadenza.

OCCHI VIOLA Quando il sogno sembra svanire di nuovo, arriva la chiamata di Peppe Ursino che lo tessera per il Crotone. La A diventa realtà. L’intuizione è del caposcout Graziano Ursino che lo segnala al papà-d.s. che resta folgorato davanti alla tv. Basta una mezz’oretta dello spareggio playout Salernitana-Lanciano per capire che l’esterno veronese ha qualcosa di speciale. Una scommessa che si rivelerà vincente. Il rendimento di Nalini quest’anno è ulteriormente cresciuto, tanto da essere blindato fino al 2020 e attirare l’attenzione di Pantaleo Corvino che lo sta seguendo da vicino. Gli occhi della Fiorentina sono puntati sull’ex operaio che adesso prova a diventare grande. Magari emulando le gesta del “collega” inglese Jamie Vardy, arrivato addirittura in nazionale e alla vittoria della Premier League. Il Road to Chiev dei calabresi, che impazza da giorni sui social network, ha in Nalini il suo simbolo. All’insegna del mai smettere di sognare. Il Chievo è avvisato.

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