Mondiali, la stella Firmino è il vero jolly di Tite. Che rimpianto per l’Inter: nel 2014 fu vicinissimo

Mondiali, la stella Firmino è il vero jolly di Tite. Che rimpianto per l’Inter: nel 2014 fu vicinissimo

Il club nerazzurro al talentuoso attaccante brasiliano preferì Daniel Osvaldo…

di Oscar Maresca

Da Football Manager al gol vittoria che porta il Brasile ai quarti di finali del Mondiale. Pochi fronzoli, è Roberto Firmino: stella del Liverpool e jolly di Tite. Nonostante i 27 gol e i 17 assist stagionali, infatti, nel Brasile dei talenti l’attaccante dei Reds è costretto a partire dalla panchina. Solo 37 i minuti giocati in Russia finora, ma tutti di gran qualità. Compreso il gol segnato ieri contro il Messico, su assist di Neymar, due minuti dopo il suo ingresso in campo. Rete che ha ribadito a chi ancora non lo sapesse chi è Roberto Firmino. Oggi conosciuto dai tutti, ma ai tempi della sua militanza nella Serie B brasiliana erano davvero in pochi quelli che credevano in lui. Tant’è che lo scout dell’Hoffenheim, che portò Firmino in Bundesliga facendo sborsare al club 4 milioni per quel giocatore brasiliano ai tempi semi-sconosciuto, ne scoprì il grande valore solo sul famoso videogioco. Convinta dalle sue skills digitali, la squadra tedesca decise di credere in lui. Fidandosi di Football Mangaer. E chissà se i dirigenti dell’Inter, guardando le prestazioni del talentuoso attaccante, stanno ora mordendosi le dita per aver in quell’estate del 2014 aver preferito Daniel Osvaldo al giocatore brasiliano. Troppi secondo il club nerazzurro i 25 milioni chiesti dall’Hoffenheim, primo club europeo di Firmino, e allora la decisione di virare sull’ex Roma e Juve in prestito dal Southampton. Un anno dopo, con Osvaldo rispedito dall’Inter al mittente dopo soli sei mesi di prestito, alla porta della squadra tedesca ha bussato il Liverpool: 42 milioni e un aereo che ha portato Firmino dritto dritto in Premier League. Klopp l’ha voluto, istruito e lanciato. E oggi l’attaccante brasiliano, con un cartellino che vale almeno il doppio del prezzo rifiutato dal club nerazzurro, è uno dei punti di forza dei Reds. 

OCCASIONE SFUMATA Al suo primo Mondiale, Firmino si gode il momento mettendo in mostra il suo immenso talento. Soddisfazione doppia per lui, che ha iniziato a giocare soltanto a 13 anni. Da piccolissimo, infatti, era costretto ad aiutare economicamente la famiglia vendendo cocco sulle calde spiagge del Brasile. E il calcio era solo un sogno lontano. In età adolescenziale Firmino ha poi sostenuto tanti provini in giro per il paese, ma sembrava che nessuno volesse scommettere sul suo talento. Quando le speranze erano ridotte al minimo, nel 2008, all’età di 17 anni in Firmino si accende una flebile speranza di riuscire a intraprendere la tanto sognata carriera da calciatore. Con il Figueirense in Serie B carioca mette a segno due gol in rovesciata al suo primo provino e strappa così il primo contratto da giocatore. Dopo una prima stagione ai margini, l’anno seguente il giovane Roberto realizza 8 gol in 36 presenze guadagnandosi il titolo di “giocatore rivelazione del torneo”. Nel 2011 arriva l’occasione Hoffenheim e Firmino può finalmente trasferirsi in Europa con tutta la famiglia. Il degrado e la povertà iniziano a essere un lontano ricordo e nella mente dell’attaccante brasiliano c’è il solo desiderio di sfondare. In Bundesliga vive un primo periodo di ambientamento, ma con gli allenamenti affina tecnica e visione di gioco. Il talento, invece, Firmino l’ha sempre avuto. Velocità devastante, finezza di tocco e fiuto del gol: in Germania il brasiliano totalizza 49 gol e 36 assist in 4 stagioni. Con la chiamata di Klopp, nel 2015, Firmino si trasforma e nel Liverpool diventa inarrestabile. Gol, assist e prestazioni maiuscole: in questa stagione con Salah e Manè come compagni di reparto il brasiliano centra addirittura la sua miglior stagione a livello realizzativo. Al Mondiale l‘attaccante dei Reds vuole continuare a essere sulla cresta dell’onda, pronto a regalare nuove gioie al suo Brasile. Ora tutto il mondo parla di Firmino. Sottovoce pure l’Inter, che nel 2014 fiutò l’affare senza però affondare il colpo. Col senno di poi, forse, un’occhiatina a Football Manager avrebbe potuto far cambiare idea ai nerazzurri.

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  1. enzoruscon_240 - 1 anno fa

    Quali rimpianti? mai preso….rimpianti si potrebbe dire per Couthino che non l’abbiamo irrobustito a dovere e svenduto..

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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