Lazio, bentornato Caicedo: ottima prova in Europa League. L’informatico biancoceleste studia per essere decisivo

Lazio, bentornato Caicedo: ottima prova in Europa League. L’informatico biancoceleste studia per essere decisivo

Ottima prestazione dell’attaccante ecuadoriano contro l’Apollon Limassol. Il vice-Immobile si candida come titolare in EL

di Oscar Maresca

Libri e calcio, binomio vincente. Come teoria e pratica. Prima lo studio, poi l’applicazione. Ieri la dimostrazione sul campo l’ha data, ai tifosi della Lazio e non solo, Felipe Caicedo. Un assist di tacco, un rigore procurato e una prestazione maiuscola sono valsi all’attaccante ecuadoriano la corona d’alloro di migliore in campo all’esordio stagionale dei biancocelesti in Europa League contro l’Apollon Limassol. Titolo di MVP guadagnato da Caicedo sul terreno di gioco per l’ottimo lavoro svolto a servizio della squadra. Il classe ’88 con un diploma da informatico sognava l’università, ora in campo programma come mandare in gol i compagni. Le firme sul tabellino della gara contro i ciprioti sono, infatti, di Luis Alberto e Immobile. Per l’ex Espanyol ancora qualche errore di troppo negli ultimi metri e gioia del gol strozzata. Serve studio e allenamento per affinare la mira. Nelle gerarchie di Inzaghi davanti all’ecuadoriano c’è un certo Immobile: uno che ai libri ha sempre preferito il campo segnando gol a raffica. Caicedo studia dal collega napoletano e segue i dettami del maestro Inzaghi per trasformare gli insegnamenti in pratica.

L’ALLIEVO FELIPE Un fisico scultoreo, nessun profilo Instagram e una fondazione benefica di cui è presidente. Istituzionale. Caicedo lo è per davvero fuori dal campo. Quando veste la divisa biancoceleste, invece, l’ecuadoriano si trasforma. Lotta, corre e fa valere la sua forza: non a caso è soprannominato “Pantera nera”. Per l’attaccante una carriera in giro per il mondo. Partito da Guayaquil, grande città dell’Ecuador, Caicedo ha combattuto la fame e le tentazioni di una vita sbagliata studiando e rifugiandosi nella sua più grande passione: il calcio. Raggiunta l’Europa a 17 anni, è il Basilea a svezzarlo. In Svizzera il classe ’88 fa vedere ottime cose e dopo due anni il Manchester City lo ingaggia per 7 milioni. Trentacinque presenze e sette gol in Premier non bastano a convincere i Citizens, che cedono Caicedo in prestito prima allo Sporting Lisbona e poi al Malaga. Dopo due stagioni sottotono, nel 2010, con la maglia del Levante l’ecuadoriano si riscatta collezionando ventinove presenze e realizzando quattordici gol. Poi tre anni sfortunati fra Lokomotiv Mosca e Al-Jazira. La rinascita dell’attaccante avviene, dal 2014 al 2017, con l’Espanyol: Caicedo colleziona centotre presenze e ventiquattro gol in tre stagioni. L’anno scorso, poi, la Lazio lo sceglie per affidargli il ruolo di vice-Immobile. Un ruolo complicato, che l’ecuadoriano sta provando a svolgere nel migliore dei modi. Trentatre presenze e sei gol il bottino della passata stagione in biancoceleste. Pur non essendo un goleador d’eccezione, la teoria imparata dal classe ’88 nella sua lunga carriera in giro per il mondo va ora messa in pratica. L’Europa League sarà l’esame perfetto. Il professor Inzaghi e la Lazio vogliono dargli fiducia. Caicedo è già pronto a rispondere presente, come nella più classica delle lezioni.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy