Pavia fallito, parla l’ex presidente Zhu: “Ho messo 15 milioni nel club, ma abbiamo fatto degli errori”

Pavia fallito, parla l’ex presidente Zhu: “Ho messo 15 milioni nel club, ma abbiamo fatto degli errori”

di Nicolo Schira, @NicoSchira

Torna a parlare dalla Cina attraverso un comunicato l’ex presidente del Pavia Xiadong Zhu. Il club lombardo, primo nella storia del calcio italiano a diventare di proprietà cinese nel 2014, é fallito in estate e ora milita in Eccellenza. L’imprenditore cinese prova, però, a difendersi dalle accuse degli ex tesserati e della tifoseria azzurra. Queste le sue parole:

“Ci ho creduto e sperato, ma alla fine le cose non sono andate bene. Sono addolorato del fallimento di una società nella quale ho molto investito, ma vi prego, basta illazioni sul mio conto. Quando ho ceduto il Pavia mi sono preso degli impegni che ho rispettato e non avrei mai pensato che il nuovo proprietario potesse portare la società dove è arrivata ora. Lui si è accollato i debiti, come ho fatto nel 2014. Prima di cedere, come da accordi, ho provveduto a pagare l’iscrizione della squadra al campionato e a saldare le prime rate di pagamenti pendenti quali Inps, Inail, Irap. Durante la nostra gestione abbiamo sicuramente commesso degli errori, ma non possiamo addossarci colpe e responsabilità che non ci riguardano: il Pavia non doveva fallire. Vogliamo capire che cosa è successo ed è per questo che sono a disposizione del curatore fallimentare per qualsiasi necessità o chiarimento. E farò appello alle sedi competenti per fare chiarezza e far valere gli accordi sottoscritti con la nuova proprietà perché mi sento sento truffato e tradito. Ci credevo, molto – spiega Zhu – e la dimostrazione è data dall’investimento di 15 milioni di euro fatto negli anni in cui sono stato proprietario del Pavia. Quando ho ceduto a un euro non mi è parso strano, considerando che anche io nel 2014 ho acquistato la squadra dalla famiglia Zanchi alla stessa cifra e accollandomi 1 milione e 200 mila euro di debiti. Ogni centesimo speso è stato investito per potenziare il Pavia ed è stato fatto in maniera legittima e trasparente come dimostra l’operato della Covisoc che a fronte di controlli non ha mai evidenziato irregolarità. Mi amareggiano molto le dichiarazioni di chi allude a versamenti sospetti di denaro mettendo in dubbio la provenienza dei soldi che ho utilizzato per finanziare le due stagioni del Pavia. Forse abbiamo commesso una serie di errori di valutazione, ci siamo fidati di persone sbagliate, dovevamo essere più presenti, ma tutto ciò che abbiamo fatto lo abbiamo fatto perché davvero volevamo che il Pavia diventasse una squadra protagonista del calcio italiano. Pensavo fosse più semplice: non è stato così. Tutto, però, è stato sempre fatto nel perimetro della legalità e trovo ingiusto che vengano fatte illazioni o mossi dubbi da chi conosce la verità e sa benissimo quale fosse la situazione a Pavia. Le dichiarazioni di Londrosi sono mendaci. L’ex dg sa benissimo il motivo dell’allontanamento che ha riguardato la sua condotta all’interno della società. Dopo tanti sforzi, dopo tanti investimenti e soldi spesi per il Pavia mi rincresce vedere il club in queste condizioni e retrocedere anziché andare incontro al glorioso futuro che si merita”

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy