Dalle partitelle con Ibra alla porta blindata nella notte di San Siro: ecco chi è Robin Olsen, l’erede di Alisson

Dalle partitelle con Ibra alla porta blindata nella notte di San Siro: ecco chi è Robin Olsen, l’erede di Alisson

La porta blindata in Svezia-Italia del 13 novembre e il Mondiale da incorniciare: la Roma punta il portiere svedese

di Oscar Maresca

Un Mondiale da protagonista fra i pali con la Svezia, che si aggiunge alle ottime prestazioni con la maglia del Copenaghen. Potrebbero essere questi i fattori decisivi per il grande salto di qualità di Robin Olsen. La A chiama e ad attenderlo c’è la Roma pronta a rimpiazzare Alisson. Raccogliere l’eredità del brasiliano non è certo missione semplice, ma Olsen dalla sua ha talento e grande tecnica, affinata negli ultimi anni fra club e Nazionale. E proprio con la Svezia il portiere vanta un buon ricordo dell’Italia: c’era infatti lui a difendere la porta degli svedesi nella doppia sfida contro l’Italia valevole per l’accesso al Mondiale. Anche in quella tragica notte di San Siro, lo scorso 13 novembre, contro l’Italia. Lo 0-0 maturato, che ha poi condannato gli azzurri fuori dal Mondiale, può infatti dirsi anche merito delle parate di Olsen. In Russia il portiere è poi riuscito a ripetersi: tre gare senza subire gol contro Corea del Sud, Messico e Svizzera. Mai nessun estremo difensore svedese ci era riuscito. Olsen è cresciuto nelle giovanili del Malmo, quando ai tempi militava anche un certo Zlatan Ibrahimovic. I due si conoscono e da ragazzi avranno avuto modo di incrociarsi e giocare insieme. Chissà che non sia proprio una chiamata di Ibra a spingere Olsen verso la Serie A.

GIUSTA OCCASIONE Olsen e Ibrahimovic, partiti insieme da Malmo, hanno poi avuto carriere diverse. Ruoli diametralmente opposti e un talento, quello di Ibra, troppo cristallino per restare confinato in Svezia. E mentre l’attaccante ha iniziato a girare il mondo stupendo tutti, Olsen si è ritrovato per ben 5 stagioni a zonzo per le serie minori. Solo nel 2012 è tornato a casa, a Malmo, da comprimario. La promozione a titolare per il portiere è arrivata solo nel 2014, quando la squadra ha conquistato il diciottesimo titolo e Olsen è stato nominato miglior portiere dell’Allsvenskan. L’anno successivo il giocatore è volato in Grecia, al PAOK, collezionando solo 10 presenze. Nel 2016 è passato al Copenaghen, squadra in cui tutt’ora milita, ritrovando lo smalto dei tempi del Malmo. Al termine dell’annata 2016-2017 Olsen è stato il portiere più volte imbattuto nell’arco di una singola stagione di campionato danese, avendo mantenuto inviolata la propria porta per 19 partite. Un record assoluto per la Superligaen. Alto 198 centimetri, Olsen è un vero gigante fra i pali. Negli anni ha migliorato i fondamentali, ma presenta ancora qualche piccola sbavatura sulle uscite alte. L’ultima volta in cui il portiere svedese ha sfidato un club italiano, dall’altra parte del terreno di gioco, in Champions, c’era la Juve: 4 gol presi da Tevez e compagni fra andata e ritorno. Era il 2014 e 4 anni dopo Olsen si è preso la sua rivincita, a Milano, davanti all’Italia intera. A 8 mesi di distanza da quella notte a San Siro (per noi italiani da dimenticare) l’estremo difensore scandinavo potrebbe tornare dalle nostre parti, a Roma, stavolta per restarci. Con gran voglia di dimostrare tutto il suo valore, che in Svezia conoscono bene e che anche uno come Ibrahimovic può confermare. Olsen freme e aspetta una chiamata dalla Capitale.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy