Addio Azeglio, condottiero delle “notti magiche”

Addio Azeglio, condottiero delle “notti magiche”

Nella serata di ieri è mancato lo storico C.T. alla guida della nazionale agli Europei del 1988 e ad Italia ’90

di Alex Pinna

Giornata di cordoglio e lutto per il calcio italiano, che dice addio ad uno dei suoi commissari tecnici più amati e stimati: Azeglio Vicini è venuto a mancare nella notte tra il 30 e il 31 Gennaio all’età di 84 anni.

Il suo ricordo è ancora forte e vivo in chi ha vissuto le “notti magiche” di Italia ’90, in campo, sulle tribune, a casa davanti al televisore o affianco alla radio. Azeglio Vicini è stato il condottiero di un’Italia, a detta di molti, non fenomenale ma che ha fatto innamorare il paese con la sua grinta, la sua passione, la sua indole “operaia”.

Era l’Italia di Schillaci, che nel mese più importante della sua carriera sfornò le migliori prestazioni dei suoi 15 anni da attaccante. Era la nazionale di Maldini e Roberto Baggio, quando ancora nessuno immaginava sarebbero diventati due tra i più grandi calciatori di sempre del nostro calcio. Era la nazionale dei Sampdoriani, con la muraglia Pietro Vierchowod a proteggere l’area di rigore e quel meraviglioso duo offensivo formato dalla fantasia geniale di Roberto Mancini e dall’istinto letale di Gianluca Vialli. Era un’Italia allo stesso tempo elegante ma vulcanica e passionale, un’indimenticabile squadra guidata da un uomo che ha sempre vissuto il suo ruolo di commissario tecnico come un’autentica missione da rispettare e portare a termine, un uomo che è entrato nel cuore di tutti con la sua umanità, la sua bontà e il suo essere spontaneo e genuino.

Già da stasera nella partita di Coppa Italia tra Milan e Lazio, e proseguendo poi durante la prossima giornata di Serie A, prima del fischio d’inizio si terrà un minuto di raccoglimento per commemorare un grande allenatore, un grande uomo del nostro calcio, il condottiero delle indimenticabili “notti magiche”, Azeglio Vicini.

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